Insonnia e altri disturbi del sonno

L'insonnia può alterare in modo drastico la nostra salute fisica ed emotiva. Se volete saperne di più sull'insonnia e sui principali disturbi del sonno associati, continuate a leggere.
Insonnia e altri disturbi del sonno
Bernardo Peña

Scritto e verificato da Bernardo Peña in 20 luglio, 2021.

Ultimo aggiornamento: 20 luglio, 2021

L’insonnia è un disturbo del sonno caratterizzato dall’incapacità di dormire bene la notte. Esistono diversi tipi di insonnia e altri disturbi del sonno strettamente correlati.

Le cause dell’insonnia e, in generale, dei problemi del sonno, possono essere sia genetiche che ambientali. In questo articolo scoprirete cos’è il sonno e perché il sonno sia fondamentale, oltre ai principali disturbi.

Insonnia, perché è necessario dormire?

Lo stato di veglia è quello in cui si è svegli o “vigili”: il soggetto è totalmente cosciente e ha un’elevata interazione con l’ambiente. Il sonno, d’altra parte, è uno stato fisiologico di bassa coscienza. A differenza del coma o dell’ibernazione, il sonno si ripresenta e può invertirsi in modo rapido.

La transizione che si verifica dalla veglia al sonno è nota come “ciclo o ritmo circadiano” e richiede 24 ore per essere completata. Il sonno, come l’appetito e il sesso, sono funzioni fondamentali della vita. Tuttavia, possono essere alterati da fattori fisici e mentali, che si tradurranno in disturbi del sonno.

uomo che dorme

Perché l’insonnia è così fastidiosa e il sonno così necessario nella vita? Perché il sonno aiuta a:

  • Recuperare dal punto di vista fisiologico e metabolico i diversi sistemi.
  • Ristabilire l’equilibrio dell’eccitazione neuronale.
  • Riorganizzare le informazioni ottenute durante la giornata collegandole alla memoria a lungo termine.
  • Eliminare le informazioni irrilevanti per non sovraccaricare la memoria.
  • Ripristinare l’energia persa.
  • Consolidare ciò che si è imparato durante la giornata.

Non possiamo restare a lungo senza dormire perché moriremmo. A seconda del tipo di insonnia – se si verifica in modo totale o parziale – cambieranno le manifestazioni psicopatologiche.

  • Con una privazione del sonno da 60 a 200 ore, la persona può avere:
    • Sonnolenza.
    • Diminuzione delle prestazioni: ridotta capacità di concentrazione, perseveranza nei compiti e comunicazione verbale.
    • Sbalzi di umore.
  • Se la privazione del sonno è maggiore di 200 ore la persona avrà:
    • Microsonni.
    • Disorientamento allopsichico.
    • Deliri paranoici.
    • Deliri.
    • Allucinazioni.

Caratteristiche elettrofisiologiche del sonno

Nel sonno sono stati individuati 5 livelli fisiologici mediante la polisonnografia. Questi sono il sonno non REM (con le sue 4 sottofasi) e il sonno REM.

L’acronimo REM (rapid eye movement) significa “movimento rapido degli occhi”. Il termine si riferisce alla presenza o assenza di movimenti oculari nelle fasi del sonno.

Sonno non REM

Dura dai 45 ai 60 minuti dall’inizio della fase I alla fine della fase IV. La sua percentuale totale, nel ciclo del sonno, sarà del 75%. È così suddiviso; 5% di fase I, il 45% di fase II, il 12% di fase III e il 13% di fase IV. Negli esseri umani, ci sono tre fasi che comprendono il sonno non REM, che sono:

Fase I del sonno non REM

Questa prima fase consiste nel passaggio dallo stato di veglia all’inizio del sonno. Può durare da pochi secondi a circa 10 minuti. È caratterizzato dalla graduale scomparsa delle onde alfa, tipiche degli stati di veglia. Queste onde, da 8 a 12 cicli al secondo, iniziano ad essere sostituite da onde beta, la cui tensione è maggiore, essendo da 4 a 7 cicli al secondo.

Allo stesso tempo, l’attività tonica diminuisce e si verificano movimenti oculari lenti. Durante questo stato, il sonno può essere facilmente interrotto. Inoltre, il soggetto può tornare frequentemente allo stato di veglia prima di passare alla fase II.

Sonno non-REM di fase II

grafico del ciclo del sonno (ritmi circadiani)

Questa fase si verifica 5 o 10 minuti dopo la fase I. In effetti, queste due fasi insieme sono conosciute come sonno leggero.

La sua attività è di bassa tensione e frequenze simili alla fase I. Tuttavia, compaiono due fenomeni che la caratterizzano: i fusi del sonno e i complessi K. I fusi Sigma sono onde a 12-14Hz che compaiono con una frequenza da 3 a 8 min e i complessi K sono onde bipolari ad alta tensione che compaiono all’improvviso.

Durante questa fase, la soglia per il risveglio si alza. Ecco perché uno stimolo che ci può svegliare nella fase I potrebbe non svegliarci nella fase II.

La sua comparsa è generalmente considerata come il segno che il soggetto sta finalmente dormendo. Per quanto riguarda l’attività tonica, diminuisce ancora di più. In effetti, i movimenti oculari scompaiono quasi completamente.

Fasi III e IV del sonno non REM

In questa fase predominano il ritmo delta e theta. Si dice che, quando il tracciato contiene tra il 20% e il 50% da onde delta, si è già passati alla fase III. Queste onde hanno una tensione fino a 100 W e una frequenza da 1 a 3 cicli al secondo.

I fusi Sigma compaiono sporadicamente in questa fase e si ha una diminuzione ancora più significativa del tono muscolare. D’altra parte, la respirazione è regolare e la pressione sanguigna inizia a scendere. Per poter svegliare un soggetto in questo stato è necessario uno stimolo sonoro forte.

Donna addormentata

La fase IV è una fase più profonda. Il modello EGG sarà lo stesso della fase III, ma adesso almeno il 50% delle onde sono delta. Questa fase, insieme alla precedente, costituisce il cosiddetto sonno profondo. In questa fase, i fusi del sonno e i complessi K non appaiono più.

Il soggetto avrà maggiori difficoltà a svegliarsi in presenza di stimoli, ma se ci riesce, la sua risposta è goffa e lenta. Inoltre, appare atonia muscolare e la frequenza respiratoria diminuisce ulteriormente. Questa fase è difficile da raggiungere nelle persone che soffrono di insonnia e altri disturbi del sonno, come il sonnambulismo e i terrori notturni.

Sonno REM

Questa fase è chiamata REM, perché è caratterizzata dalla presenza di movimenti oculari rapidi.

Il primo periodo REM inizia 90 minuti dopo aver raggiunto tutti gli stati precedenti. Inoltre, equivale al 25% del sonno totale. Il suo tracciato ha una somiglianza elettrica con la fase I. Tuttavia, in questa fase è più veloce.

Il ritmo alfa e beta, la frequenza cardiaca, la frequenza respiratoria e la pressione sanguigna sono simili a quelli della fase di veglia. Tuttavia, ci sarà un completo annullamento del tono muscolare con sporadiche contrazioni delle mani o del viso.

Durante la fase REM la persona sperimenterà sogni ad occhi aperti astratti e surreali. Nella maggior parte dei casi, le persone che si svegliano durante questa fase ricordano vividamente ciò che stavano sognando.

Disturbi del sonno

Si dividono in due grandi gruppi: dissonnie e parasonnie.

Dissonnie

Questa categoria fa riferimento alla durata, all’intensità e alla quantità di sonno. Al suo interno abbiamo l’insonnia, l’ipersonnia e la narcolessia.

Insonnia

L’insonnia è un disturbo del sonno che comporta difficoltà ad avviare o a mantenere il sonno. Una volta sveglio, il soggetto non riesce più ad addormentarsi. Gli sarà quindi difficile essere riposato e attivo al mattino.

Uomo che soffre di insonnia

Affinché venga diagnosticato un disturbo da insonnia, devono essere soddisfatte le seguenti caratteristiche:

  • Deve accadere almeno 3 notti a settimana e per 3 mesi.
  • Non è secondaria ad altri disturbi del sonno.
  • Non deve dipendere dall’assunzione di sostanze.
  • È causata da fattori psicologici, biologici o ambientali.
  • Non è spiegata da disturbi mentali o fisici.

In generale, le persone con insonnia hanno abitudini errate o poco sane che alterano la qualità e la quantità del sonno. Per esempio:

  • Orari irregolari.
  • Cene abbondanti.
  • Consumo di alcol prima di andare dormire.
  • Esercizio fisico intenso serale.
  • Andare a letto troppo presto.
  • Fare lavori o attività che richiedono un’elevata stimolazione cerebrale durante la notte.
  • Bere bevande eccitanti o sostanze stimolanti prima di andare a letto.
  • Vivere in città molto rumorose.
  • Temperatura ambientale fastidiosa.
  • Stress.
il consumo di bevande energetiche alcoliche è causa di insonnia

Alcune delle conseguenze dell’insonnia sono:

  • Compromissione funzionale.
  • Perdita di produttività.
  • Disturbi dell’attenzione.
  • Compromissione della memoria.
  • Minore capacità di mantenere relazioni sociali.
  • Alterazioni dell’umore.
  • Alterazioni ormonali e metaboliche.
  • Rallentamento della crescita.
  • Invecchiamento precoce.
  • Aumento di peso.

Insonnia primaria

Questo tipo di insonnia è caratterizzato dal fatto che non si riesce ad attribuirle una causa specifica. Tuttavia, si ritiene che lo stress possa essere un fattore scatenante. In molti casi insorge nell’infanzia e può prolungarsi per tutta la vita, aumentando con l’età.

I sintomi sono: affaticamento, stanchezza, mal di testa, tensione muscolare e disturbi gastrici. Il motivo per cui questo tipo di insonnia si prolunga è che il soggetto è costantemente preoccupato per il suo stato, per cui avrà difficoltà ad addormentarsi la notte.

L'insonnia può causare alterazioni dell'umore

In altre parole, durante il giorno si sviluppa uno stato di ansia e stress che la notte provoca il disturbo del sonno. Questo disturbo può anche causare ipersonnia diurna.

Ipersonnia

L’ipersonnia è caratterizzata da eccessiva sonnolenza che può essere notturna (maggiore o uguale a 10 ore) o diurna (pisolini frequenti che possono durare più di 1 ora). Di solito inizia intorno ai 15 e 35 anni di età e tende a diventare cronica.

Per considerarla un disturbo, deve manifestarsi per almeno 1 mese. Inoltre, non deve essere associata a un altro disturbo medico o agli effetti di una sostanza. Occorre anche escludere la narcolessia.

I pazienti che soffrono di ipersonnia possono addormentarsi durante il giorno, ma il loro sonno non sarà riposante. I suoi sintomi sono: basso livello di vigilanza, prestazione e concentrazione. Ciò può avere ripercussioni nell’ambiente lavorativo e sociale della persona, oltre ad un maggiore rischio di incidenti o distrazioni maggiori, dovute alla mancanza di attenzione e concentrazione.

Narcolessia

La narcolessia è una sindrome di origine sconosciuta caratterizzata da attacchi di sonno anormali. Di solito inizia nell’adolescenza, ma si consolida verso i 25 anni. La narcolessia è composta da quattro sintomi a formare la tetrade narcolettica. Di questi, la sonnolenza è il sintomo più frequente.

Uomo con narcolessia addormentato in ufficio.

  1. Eccessiva sonnolenza diurna: i pazienti sperimentano attacchi di sonno acuti in circostanze che potrebbero essere considerate stimolanti. Un episodio dura tra i 10 e i 15 minuti, di solito seguito da un periodo refrattario di diverse ore prima dell’episodio successivo.
  2. Cataplessia: è un’alterazione delle capacità psicomotorie dovuta all’improvviso ingresso nella fase REM. Il soggetto sperimenta un improvviso calo del tono muscolare, in piena consapevolezza. Di solito è innescata da emozioni intense come il riso, il pianto o la rabbia. In genere dura pochi secondi.
  3. Paralisi del sonno: è uno stato simile alla cataplessia. Il paziente è cosciente ma non è capace di muoversi, parlare o respirare in modo naturale. La differenza è che non ha scatenanti emotivi. La durata non supera alcuni minuti, e può essere interrotta da stimoli esterni.
  4. Allucinazioni ipnagogiche: sono pseudopercezioni uditive o visive. Generalmente, appaiono dopo l’adolescenza e tendono a diminuire nel tempo. In alcuni casi paralisi e allucinazioni si verificano contemporaneamente, diventando un evento terrificante per il paziente.

Disturbi del sonno legati alla respirazione

La sindrome delle apnee notturne è un disturbo respiratorio caratterizzato dall’interruzione ripetitiva (più di 10 secondi) del flusso d’aria naso-buccale durante il sonno. Dagli studi polisonnografici si possono distinguere tre tipi di apnee: ostruttiva, centrale e mista.

Apnea ostruttiva del sonno

Consiste in un’interruzione del flusso d’aria, che ricomincia improvvisamente. Questa è l’apnea più comune. Durante il sonno, i muscoli si rilassano e le vie aeree si restringono in modo che la respirazione diventa insufficiente per 10-20 secondi.

Donna nel letto con insonnia

Il cervello rileva l’anomalia e risveglia il soggetto. Il segno più caratteristico sarà il russare, poiché le pareti della gola si avvicinano.

Quando l’apnea dura per tutta la notte, non è possibile entrare nelle fasi III e IV del sonno, quindi il sonno non sarà ristoratore. D’altra parte, non ci sarà un adeguato scambio di aria, causando diversi gradi di ipossiemia e ipercapnia notturna.

Apnea centrale del sonno

Consiste nella parziale cessazione del ritmo respiratorio perché i neuroni efferenti del cervello impediscono ai muscoli che controllano la respirazione di agire correttamente. Avviene solo in caso di danni del sistema nervoso centrale (SNC).

Apnea mista del sonno

È la combinazione delle due apnee sopra menzionate. A volte il sistema respiratorio si paralizza e altre volte è presente un’ostruzione delle vie aeree.

Disturbi del ritmo circadiano

Sono disturbi del sonno dovuti ad una disorganizzazione del sonno-veglia. Cioè, il soggetto dorme le ore necessarie, ma gli orari del sonno sono alterati. Gli esseri umani sono governati da ritmi circadiani, che sono legati alla temperatura, alla genetica e all’esposizione alla luce.

ritmi circadiani melatonina cortisolo

Inoltre, il corpo produce un ormone chiamato melatonina che viene rilasciato durante la notte ed è ciò che induce il sonno. Tutti questi elementi partecipano al modello personale di sonno e veglia. All’interno di questo gruppo troviamo i seguenti disturbi:

  • Fasi del sonno ritardate: derivano da un ritardo nell’addormentarsi (più di 2 h)
  • Fasi avanzate del sonno: i biomarcatori circadiani sono programmati da 2 a 4 ore prima del solito poiché il soggetto è abituato ad alzarsi presto.
  • Disturbi legati ai turni di lavoro: colpiscono le persone con orari di lavoro insoliti. Ad esempio, una settimana lavorano di notte e l’altra settimana lavorano di mattina. Ciò interferisce con il mantenimento di un normale ritmo sonno-veglia.

Parasonnie

Le parasonnie sono anomalie che si verificano nelle fasi REM e non-REM del sonno.

Incubi

Gli incubi sono episodi che si verificano durante il sonno REM. Hanno infatti a che fare con il contenuto di ciò che si sta sognando, che può essere terrificante, angosciante o minaccioso.

L’ansia può provocare una reazione motoria che risveglia l’individuo. Tuttavia, l’ansia si dissipa solo quando il soggetto capisce di avere solo sognato e che la situazione non era reale.

Gli incubi sono tipici in età infantile.

Gli incubi possono essere vissuti indipendentemente dall’età, sebbene siano più comuni nei bambini. La sua eziologia non è nota con esattezza, ma alcune teorie ritengono che abbiano un significato importante.

Terrori notturni

I terrori notturni di solito si verificano negli stadi III o IV del sonno. Cioè, durante il sonno più profondo. Sono spesso accompagnati da grida nel cuore della notte.

Generalmente, il soggetto si sveglia con una sensazione di disagio diffusa, senza sapere esattamente cosa sia successo o ricordare nulla. Si ritiene che la sua eziologia sia correlata allo stress emotivo e alla fatica.

Sonnambulismo

Il sonnambulismo è caratterizzato da una sequenza di movimenti del corpo che il soggetto esegue durante il sonno ad onde lente. La persona può alzarsi e svolgere varie attività come camminare per casa o spostare oggetti.

sonnambulismo parasonnia sonnambulismo

In alcuni casi è possibile articolare alcune parole. Durante questo stato, la persona non reagisce agli stimoli ambientali. La sua durata può variare da 1 a 30 minuti e può verificarsi più volte alla settimana per tutta la vita. La sua causa rimane sconosciuta, ma alcuni ricercatori lo associano allo stress.

Conclusioni sull’insonnia e altri disturbi del sonno

In questo articolo abbiamo visto cos’è il sonno, la sua importanza e le sue caratteristiche principali. Abbiamo poi visto quali sono le conseguenze della privazione del sonno, o del soffrire di insonnia. Infine, abbiamo parlato dei disturbi del sonno più comuni legati all’insonnia.

Se soffrite di uno di questi sintomi, vi consigliamo di andare da un medico o da uno psicologo per curare sia l’insonnia che altri disturbi del sonno. Oggi esistono ottime terapie psicologiche e farmacologiche che, sempre più, offrono buoni risultati.

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