Terrori notturni: sintomi, cause e trattamento

27 Aprile, 2021
This article has been written and endorsed by la psicóloga Laura Ruiz Mitjana
Tra le possibili cause dei terrori notturni è stato riscontrato uno squilibrio delle onde cerebrali durante il sonno, sebbene altri fattori, come stress e stanchezza, possano aumentarne la probabilità di insorgenza

I disturbi del sonno sono un problema molto diffuso. Alcuni sono tipici dell’infanzia, come nel caso dei terrori notturni. Secondo la Società Italiana di Neurologia, sono circa 13 milioni gli italiani a soffrire di disturbi del sonno, di cui il 30% occupato dall’insonnia.

La diagnosi del disturbo di terrore notturno riguarda invece l’1-6% della popolazione infantile, anche se le cifre aumentano notevolmente se si parla solo di episodi specifici o meno frequenti. Cosa comporta questo disturbo e in che modo è diverso dagli incubi? Perché compare, quali sono i suoi sintomi e come viene trattato?

Terrori notturni: cosa sono?

I terrori notturni possono colpire anche gli adulti.
I terrori notturni sono tipici dell’infanzia ma possono verificarsi a qualsiasi età.

I terrori notturni sono classificati come parasonnia. Le parasonnie sono disturbi caratterizzati da alterazioni fisiologiche legate al sonno, ad alcune sue fasi o alla transizioni da sonno a veglia. Generano malessere e una più bassa qualità della vita sociale, scolastica e lavorativa.

Ma cosa sono i terrori notturni? Portano a ricorrenti risvegli improvvisi, che si verificano durante il primo terzo del periodo di sonno maggiore e iniziano con un grido di angoscia.

Episodi di terrore

I terrori notturni sono accompagnati da pianto e grida improvvisi durante le fasi del sonno profondo (nel cuore della notte). Si manifestano sul viso attraverso espressioni di terrore e paura e durano da uno a dieci minuti.

È un disturbo che di solito si manifesta nell’infanzia, tra i 4 e i 7 anni di età. Possono comparire anche in età adulta, ma con minore frequenza.

Tra le possibili cause è stato riscontrato uno squilibrio delle onde cerebrali durante il sonno, sebbene altri fattori, come stress e stanchezza, possano aumentarne la probabilità di insorgenza. Vedremo più da vicino le cause e i fattori di rischio di questo disturbo.

È un disturbo frequente?

Per quanto riguarda la sua frequenza, di solito si manifesta un episodio di terrore notturno per notte, ma non di più. Secondo il DSM-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) la prevalenza dei terrori notturni nei bambini è compresa tra l’1 e il 6% (come diagnosi), ed è più frequente nei maschi.

Tuttavia, quando si parla di sintomi o episodi più isolati (senza costituire un disturbo tale da interferire con la vita quotidiana) troviamo cifre più elevate. In relazione a ciò, uno studio dell‘American Academy of Pediatrics afferma che 4 bambini su 10 soffrono di terrori notturni.

Nel caso degli adulti la prevalenza è dell’1% (sempre come disturbo), con una uguale frequenza negli uomini e nelle donne. Negli adulti il numero di episodi durante la notte può essere superiore a quello dei bambini.

In che modo sono diversi dagli incubi?

Gli incubi, un altro tipo di parasonnia, portano a risvegli ripetuti durante il sonno; sono causati da sogni terrificanti e prolungati che lasciano ricordi vividi e il cui contenuto di solito si concentra sulle minacce alla propria sopravvivenza, sicurezza o autostima. Causano sofferenza, proprio come i terrori notturni.

Tuttavia, i terrori notturni sono meno elaborati degli incubi e il soggetto non ricorda il contenuto del sogno al risveglio (come spesso accade con gli incubi). Avviene, cioè un’amnesia per l’episodio.

Inoltre, nei terrori notturni compaiono segni vegetativi (tachicardia, sudorazione, tachipnea, ecc.).

In questo senso, i terrori notturni sono molto più intensi e angoscianti, anche se la persona non li ricorda più tardi. D’altra parte, sono generalmente più brevi degli incubi (questi consistono in sogni lunghi ed elaborati, come abbiamo già indicato).

Sintomi

Durante un episodio di terrore notturno, compaiono spesso sintomi come sudorazione profusa, pianto, confusione e battito cardiaco accelerato. I sintomi sono in genere simili nei bambini, negli adolescenti e negli adulti.

Altri sintomi che troviamo in questo disturbo sono:

  • Difficoltà a svegliarsi.
  • In caso di risveglio, senso di confusione, angoscia o intenso terrore.
  • Risveglio con un grido di terrore.
  • Difficoltà a confortare il bambino. 
  • Il soggetto si può alzare dal letto, sedersi sul bordo del letto o correre per casa.
  • Movimenti violenti nel sonno (specialmente negli adulti).

Cause

La causa esatta dei terrori notturni è sconosciuta fino ad oggi. Tuttavia, gli specialisti ritengono che una serie di fattori possano aumentare la probabilità di sviluppare questo disturbo. Tra questi troviamo:

  • Mancanza di sonno o stanchezza.
  • Sintomi ansiosi o depressivi.
  • Consumo di determinati farmaci o droghe.
  • Problemi organici.
  • Stato di intensa tensione emotiva.
  • Vivere un periodo di forte stress.
  • Dormire in un ambiente nuovo, lontano da casa.
  • Eccessiva attivazione del sistema nervoso centrale (SNC) durante il sonno.
  • Storia familiare con lo stesso disturbo.

Per quanto riguarda quest’ultima causa, secondo uno studio pubblicato nel 2008 sulla rivista Pediatrics, i terrori notturni dell’infanzia potrebbero essere ereditati.

Trattamento

Qual è il trattamento per i terrori notturni? Non ne esiste uno specifico, sebbene vengano spesso utilizzate tecniche di rilassamento e respirazione, come la respirazione diaframmatica, il rilassamento muscolare progressivo di Jacobson, la meditazione, l’ipnosi, lo yoga, ecc.

Talvolta viene utilizzata una tecnica chiamata “risvegli programmati” (soprattutto nei bambini). Consiste nel svegliare il bambino ogni 15-30 minuti prima del momento in cui solitamente si manifesta l’episodio, in modo da “interrompere” il ciclo del sonno e prevenire l’evento.

Alcuni consigli

L'esercizio fisico regolare è importante per prevenire i terrori notturni.
L’esercizio fisico regolare è parte di una buona igiene del sonno.

Alcuni consigli per ridurre lo stress associato a questo disturbo sono:

  • Migliorare la qualità del riposo attraverso una buona igiene del sonno.
  • Combattere lo stress: identificare le fonti che lo generano e affrontarle.
  • Risolvere eventuali condizioni mediche sottostanti.
  • Farmaci: sono spesso usati le benzodiazepine o gli antidepressivi triciclici, sebbene raramente nei bambini.
  • Proteggere il soggetto: al fine di prevenire il rischio di lesioni, si consiglia di chiudere le finestre e le porte prima di dormire, nonché di bloccare porte o scale e rimuovere gli elementi pericolosi.

Non sempre vengono trattati

È importante notare che quando i terrori notturni non sono frequenti (e specialmente durante l’infanzia), il trattamento non è necessario. Questo perché è un disturbo che non rappresenta alcun pericolo per il bambino (anche se i genitori sono angosciati).

Si consiglia tuttavia di prevenire possibili traumi chiudendo porte e finestre nel caso di bambini molto agitati e che si alzano dal letto durante l’episodio.

Infondere tranquillità

Se vostro figlio soffre di terrori notturni e si sveglia con grande paura e angoscia, la cosa migliore che potete fare è accompagnarlo a letto (nel caso si sia alzato) e cercare di rassicurarlo. Parlategli lentamente e a bassa voce, mettete un po’ di musica rilassante per farlo riaddormentare, ecc.

I terrori notturni: la cosa più importante è identificarli

Come abbiamo visto, questi eventi sono abbastanza comuni e non sempre indicano una patologia sottostante.

La cosa più importante è saperli riconoscere e chiedere un  aiuto specialistico quando diventano un problema tale da abbassare la qualità della vita di chi ne soffre o dei suoi cari.

  • American Psychiatric Association –APA- (2014). DSM-5. Manual diagnóstico y estadístico de los trastornos mentales. Madrid: Panamericana.
  • Bjorvatn, B.; Grønli, J.; Pallesen, S (2010). “Prevalence of different parasomnias in the general population”. Sleep Medicine 11 (10): 1031–1034.
  • Carlson, N. (2014). Fisiología de la conducta, Editorial Pearson Education, Madrid, España.
  • Esteban, J., Zamorano, E., & Goncalvez, F. (2005). Guía de Buena Práctica Clínica en Patología del sueño, Editorial International marketing & Communication, España.
  • Hockenbury, Don H. Hockenbury, Sandra E. (2010). Discovering psychology (5th ed.). New York, NY: Worth Publishers. p. 157. ISBN 978-1-4292-1650-0.