Disturbi della coscienza

Senza coscienza non possono realizzarsi gli altri processi cognitivi e/o comportamentali. Che cos'è la coscienza e quali alterazioni può subire?
Disturbi della coscienza
Bernardo Peña

Scritto e verificato da el psicólogo Bernardo Peña in 31 agosto, 2021.

Ultimo aggiornamento: 31 agosto, 2021

Le alterazioni della coscienza sono stati che ci impediscono di essere coscienti o consapevoli degli stimoli ambientali. Allo stesso tempo, vengono bloccate le percezioni, il pensiero e le azioni volontarie. Senza coscienza, infatti, non possono verificarsi gli altri processi cognitivi e/o comportamentali.

Inoltre, senza la coscienza, non siamo in grado di prestare attenzione. Questo è un dato importante, poiché l’attenzione coordina e dirige il resto dei processi cognitivi. In questo articolo esamineremo il significato del termine coscienza. Vedremo anche le principali alterazioni della coscienza e come valutarle.

Che cos’è la coscienza?

La coscienza può essere intesa come quel costrutto che cerca di spiegare sia la natura che la funzione cerebrale (fusione di elementi neuroanatomici, neurochimici e neurofisiologici), per mezzo della quale un essere vivente può, attraverso proprie vie, essere consapevole degli stimoli esterni e interni.

L’interrelazione tra funzioni psichiche, come la percezione, la memoria o l’attenzione, insieme all’integrazione sensoriale degli stimoli, costituiscono la nostra realtà: il campo della coscienza. Ecco perché si dice che la coscienza è un processo dinamico che può oscillare, come, ad esempio, in condizioni di sonno e veglia.

Le alterazioni della coscienza impediscono la relazione tra funzioni psichiche e l’integrazione degli stimoli. Pertanto, l’individuo resta disconnesso dall’ambiente e da se stesso, in una specie di non esistenza. In questa non esistenza non esistono sensazioni, percezioni o coscienza di alcun tipo, né del passare del tempo.

Livelli di coscienza e disturbi della coscienza

La coscienza può passare attraverso diversi livelli o stati. Alcuni possono essere prodotti naturalmente e altri sono da considerare patologici.

Esistono, quindi, normali variazioni di coscienza, come l’alternanza tra lo stato di veglia e quello di sonno. Pertanto, la coscienza fluttua durante il giorno:

  • Veglia: il soggetto è completamente sveglio e coinvolto in attività cognitive. Lo stato di vigilanza è ottimale.
    • Awareness: stato funzionale in cui l’individuo può effettuare una significativa elaborazione di ricezione degli stimoli interni o esterni e può emettere una risposta. È presente una buona capacità percettiva e cognitiva con un apprendimento e un’attenzione ottimali (chiarezza di coscienza).
  • Sonno: il soggetto si trova in un periodo di autoregolazione fisiologica, temporanea e reversibile. Questo periodo è suddiviso in cinque fasi che si susseguono ciclicamente, nelle quali si hanno onde lente e veloci, a seconda della profondità del sonno.
donna addormentata nel letto

Nelle alterazioni della coscienza, distinguiamo tra disturbi quantitativi e qualitativi.

Alterazioni della coscienza: disturbi quantitativi

Per innalzamento del livello di coscienza

  • Ipervigilanza: l’individuo si trova in uno stato di awareness con una maggiore sensibilità sensoriale, e un aumento dell’intensità motoria ed emotiva. Il soggetto è alla continua ricerca di possibili minacce, il che lo rende più irritabile ed esausto fisicamente e mentalmente. Questo stato può essere causato da intossicazione, situazioni di forte stress, ecc.
  • Iperfrenia: stato di massima ipervigilanza; coscienza esasperata.

Per diminuzione del livello di coscienza

  • Confusione mentale: vi è una compromissione dei processi cognitivi, percezione disordinata della realtà, lieve perdita di memoria e incoerenza rispetto a se stessi e al mondo esterno.
  • Annebbiamento: lieve alterazione della lucidità della coscienza. È presente una riduzione delle capacità cognitive come l’attenzione, la memoria, la percezione, tra le altre. È assimilato all’inizio del sonno normale; il soggetto ha bisogno di una certa intensità degli stimoli affinché arrivino alla coscienza.
  • Sopore: apprezzamento minimo della coscienza, così come dei riflessi e di altri movimenti muscolari. Il soggetto risponde momentaneamente a stimoli molto intensi e ripetuti.
  • Pre-coma : l’individuo è incosciente, i riflessi centrali come il riflesso pupillare e corneale sono conservati, ma non ci sono risposte come la stimolazione alla pianta del piede, nemmeno a stimoli molto dolorosi.
  • Coma: ultima tappa nella diminuzione della coscienza. In essa si estinguono i riflessi, vi sono variazioni del respiro, apnee, rallentamenti, ecc. In alcuni casi il soggetto non tornerà mai più alla coscienza.

Alterazioni della coscienza: disturbi qualitativi

Disturbi della coscienza ristretta

  • Stato crepuscolare: parte dell’attenzione è rivolta agli stimoli interni, con presenza di annebbiamento agli stimoli esterni. Il soggetto mette in atto un comportamento impulsivo con automatismi. Sono presenti comportamenti motori involontari ed estranei al soggetto, anche in circostanze con un certo livello di complessità, sebbene apparentemente vi sia coordinamento esecutivo. Questo quadro è accompagnato da periodi di amnesia, spesso lacunari.

Disturbi produttivi della coscienza

  • Stato astenico apatico: è presente labilità emotiva, stanchezza, fonofobia (sensibilità ai suoni moderati o forti) e fotofobia (sensibilità alla luce), oltre a irritabilità. Ci sono alterazioni nei processi di memoria, attenzione e concentrazione.
  • Delirio: di breve durata, fino a due settimane. Sono presenti le allucinazioni, trama drammatica con forte scarica emotiva, amnesia e alterazione psicomotoria.
memoria disturbi della coscienza

Alterazioni della coscienza del sé corporeo

  • Anosognosia: è l’indifferenza o la negazione nei confronti di una parte o area del corpo che è stata danneggiata o paralizzata, o il cui funzionamento è stato annullato.
  • Sindrome di Anton-Babinski: non viene riconosciuta l’esistenza del lato sinistro del corpo a causa di una lesione nell’emisfero destro, che produce emiplegia sinistra.
  • Sindrome di Gerstmann: è presente un certo disorientamento del corpo e della direzione; per esempio, tendenza a confondere la sinistra con la destra. Le sue caratteristiche principali sono:
    • Agnosia digitale: difficoltà nell’identificare le proprie dita.
    • Agrafia: alterazioni della scrittura senza associazione a disturbi del linguaggio.
    • Acalculia: difficoltà nell’eseguire calcoli e operazioni matematiche.
    • Aprassia costruttiva: difficoltà nell’eseguire compiti motori complessi.
  • Emisomatognosia: causata da una lesione massiva in un emisfero cerebrale. Il paziente presenta stranezza o trascuratezza di una parte del suo corpo come mancanza di igiene, ecc. È considerata una forma di agnosia.
  • Autotopoagnosia: un altro tipo di agnosia, ma, in questo caso, colpisce la postura. Il paziente non riesce a localizzare o orientare il suo corpo o gli arti.
  • Arto fantasma: allucinazione percettiva dell’arto amputato. Il soggetto continua a percepire l’arto (dolore, solletico, bruciore…).
  • Asomatognosia: il paziente non è in grado di riconoscere, differenziare e integrare le parti del suo corpo.
  • Agnosia parziale: mancato riconoscimento parziale di parti del corpo, come agnosia digitale, agnosia mentale-orale (difficoltà di auto-riconoscimento del mento e bocca) e agnosia tattile (incapacità di riconoscere gli oggetti attraverso il tatto).
  • Prosopagnosia: incapacità di riconoscere i volti familiari.

Disturbi psichici del Sé

  • Depersonalizzazione: sensazione di essere separato o disconnesso sia dalla coscienza (il contenuto della coscienza non appartiene al soggetto), sia dal corpo.
  • Derealizzazione: si verifica un’alterazione nel modo di percepire la realtà. Il soggetto può riferire che la realtà gli è estranea o la vede “come in un film .

Valutazione delle alterazioni della coscienza

È possibile misurare le alterazioni della coscienza attraverso due strumenti : il Mini Mental e la scala di Glasgow.

Mini-Mental State Examination (MMSE)

È un test ampiamente utilizzato in ambito psichiatrico per rilevare il deterioramento cognitivo in generale. Viene utilizzato con pazienti neurologici, psichiatrici, in stati di demenza o con alterazione della coscienza.

È un test di screening, che ci fornisce informazioni sulla possibile esistenza di un deterioramento cognitivo, senza offrire certezza sulle sue cause o su quale dominio sia interessato. Non dovrebbe sostituire una valutazione clinica. È utile come prima valutazione e la sua applicazione è semplice e veloce.

La scala di Glasgow

Permette di misurare il livello di coscienza sotto l’osservazione di tre assi di segni neurologici: risposta motoria, risposta oculare e risposta verbale. Il punteggio è classificato come:

  • Tra 13 e i 15: gravità lieve.
  • 9-12: gravità moderata.
  • Tra 3 e 8: molto grave.
SCALA DI GLASGOW
PARAMETRO DESCRIZIONE VALORE
APERTURA OCULARE SPONTANEA 4
CON STIMOLO VERBALE 3
CON STIMOLO DOLOROSO 2
NESSUNA 1
RISPOSTA VERBALE ORIENTATA 5
CONFUSA 4
NON APPROPRIATA 3
SOLO SUONI 2
NESSUNA 1
RISPOSTA MOTORIA OBBEDISCE 6
LOCALIZZA 5
SI RITRAE 4
FLESSIONE 3
ESTENSIONE 2
NESSUNA 1

Alterazioni della coscienza: conclusioni

Le alterazioni della coscienza rappresentano un serio problema, in quanto impediscono al soggetto di compiere azioni semplici come percepire, pensare o agire. Nella perdita totale di coscienza, non è presente risposta agli stimoli e il soggetto è intrappolato in una specie di stato di non esistenza.

Infine, occorre sottolineare che la valutazione, la diagnosi e il trattamento delle alterazioni della coscienza devono essere effettuate dallo specialista. D’altra parte, questi disturbi non devono essere confusi con le normali fluttuazioni della coscienza.

Potrebbe interessarti ...
Disturbi dell’attenzione e processi attentivi
Muy SaludLeggi in Muy Salud
Disturbi dell’attenzione e processi attentivi

I disturbi dell'attenzione ci impediscono di essere consapevoli degli stimoli, oltre a dirigere il resto dei processi cognitivi.



  • Álvarez, M. P. (2003). Las cuatro causas de los trastornos psicológicos. Universitas.
  • Caballo, V. E., Salazar, I. C., & Carrobles, J. A. I. (2014). Manual de psicopatología y trastornos psicológicos. Pirámide.
  • Peña-Herrera, B. (2018) Psicopatología General. Samborondón: Universidad Espíritu Santo – Ecuador