Sindrome del tramonto: sintomi, cause e trattamento

7 Aprile, 2021
This article has been written and endorsed by la psicóloga Laura Ruiz Mitjana
La sindrome del tramonto, chiamata anche sindrome del crepuscolo o sundowning syndrome, colpisce principalmente le persone con malattia di Alzheimer. Si manifesta nel pomeriggio o al momento di andare a dormire con uno stato di confusione, irritazione e disturbi del comportamento.

La sindrome del tramonto è un disturbo che colpisce principalmente le persone con malattia di Alzheimer. Si manifesta nel pomeriggio o al momento di andare a dormire. È caratterizzata da sintomi come irritazione, agitazione, confusione e disturbi del comportamento.

Chiamata anche sindrome del crepuscolo o sundowning syndrome, può rappresentare una vera difficoltà, sia per il paziente che per i familiari. Tra le cause troviamo una possibile alterazione o deficit del ritmo circadiano o dell’orologio biologico della persona, che avrebbe il compito di regolare un adeguato ciclo di sonno e veglia.

“Il tramonto è il fallimento quotidiano della Natura.”

-Enrique Jardiel Poncela-

Il trattamento della sindrome è incentrato sulla riduzione dei sintomi, attraverso farmaci e soprattutto misure volte a promuovere un sonno sereno e riposante (igiene del sonno), nonché abitudini di vita sane. Regolare l’illuminazione e creare un ambiente accogliente può essere altrettanto d’aiuto.

Naturalmente, anche il sostegno emotivo e la comprensione sono elementi chiave nel trattamento di questa sindrome.

Sindrome del tramonto: che cos’è?

La sindrome del tramonto colpisce le persone anziane.
Questa condizione abbassa la qualità della vita, non solo della persona anziana, ma anche del caregiver.

La sindrome del tramonto è uno dei fenomeni più comuni in medicina geriatrica; può essere definita come un evento avverso psicologico-comportamentale, che compare soprattutto nelle persone con malattia di Alzheimer.

Le persone colpite da questa sindrome diventano molto irrequiete, aggressive e agitate verso il tramonto. I sintomi, in modo più specifico, si presentano nel primo pomeriggio e di solito durano fino a notte.

Una condizione tipica dell’Alzheimer

Colpisce fino al 20% delle persone con Alzheimer, secondo le stime dell’Alzheimer’s Association di Chicago.

I pazienti che si trovano nella fase intermedia della malattia hanno maggiori probabilità di svilupparla. La causa principale sembra essere una disfunzione del ritmo circadiano, il nostro l’orologio biologico interno responsabile della regolazione dei cicli di sonno e veglia.

Sintomi della sindrome del tramonto

I due sintomi principali della sindrome del tramonto sono l’agitazione e lo stato confusionale. Tuttavia, a questi sintomi se ne aggiungono altri, i più frequenti sono:

  • Fenomeni di wandering (vagabondaggio).
  • Disorientamento e smarrimento (la persona non sa dove si trova).
  • Autolesionismo.
  • Lancio di oggetti compulsivo.
  • Gridi o borbottii (diretti a se stessi o agli altri).
  • Tentativo di strapparsi i vestiti.
  • Iperattività notturna.
  • Sonno / sonnolenza durante il giorno.
  • Vari disturbi comportamentali.

È noto che molte persone affette da Alzheimer, al calar del sole, credono che “sia giunto il momento” di tornare a casa. Ciò implicherebbe la comparsa di alcuni dei sintomi menzionati.

D’altra parte, ci sono alcuni fattori che possono aumentare la comparsa di alcuni sintomi strettamente legati all’eziologia del disturbo (come vedremo più avanti). Tra questi troviamo:

  • Mancanza di luce ambientale (o luce inadeguata, scarsa illuminazione).
  • Aumento delle ombre.
  • Presenza di un’infezione sottostante.
  • Variazioni improvvise nell’ambiente o nel contesto.
  • Esaurimento mentale e / o fisica (affaticamento).
  • Sensazione di solitudine, allontanamento dai propri cari.

Comportamento nella persona con sindrome del tramonto

La sindrome del tramonto è un disturbo difficile e complesso, in grado di generare molta sofferenza e disagio nella persona, che si sente molto confusa. Anche i caregiver e i familiari ne subiscono le conseguenze. Abbiamo visto alcuni dei sintomi più comuni della sindrome, ma come si comporta, in generale, una persona che soffre di questo disturbo?

A livello espressivo i pazienti con sindrome del tramonto possono esibire un comportamento caratterizzato da monologo a bassa voce, borbottii, discussioni animate, grida, imprecazioni.

Questi comportamenti richiamano costantemente l’attenzione del caregiver.

D’altra parte, la confusione e il disorientamento del paziente portano a uno stato di ansia e paura, che si manifesta attraverso sintomi come rabbia e irritabilità, che si alternano a momenti di apatia e depressione. Inoltre, possono comparire episodi di cefalea e disturbi della percezione.

Cause

La causa principale associata alla sindrome del tramonto è un’alterazione dei ritmi circadiani. Questi ritmi sono regolati da una struttura cerebrale chiamata nucleo soprachiasmatico, in cui la melatonina (il principale ormone del sonno) gioca un ruolo importante.

Nelle persone affette da Alzheimer, questa struttura è danneggiata, il che implica una diminuzione nella produzione di melatonina. La conseguenza è una serie di alterazioni dell’orologio biologico interno, che causerebbe confusione durante il sonno e il risveglio,

Nell’eziologia della sindrome del tramonto troviamo anche altri fattori, come: cambiamenti ambientali, stanchezza mentale e fisica (affaticamento), scarsa illuminazione e altre malattie che causano disagio e dolore nel paziente. Più in dettaglio, tra le cause troviamo:

  • La stanchezza fisica e mentale, aggiunta alla confusione generata dal trovarsi in luoghi sconosciuti o con estranei, può intensificare i sintomi.
  • Un ambiente teso.
  • Una scarsa illuminazione può creare ombre e aumentare la confusione nella persona, che diventa sempre più agitata.

Trattamento: misure generali

La sindrome del tramonto può migliorare con l'aiuto del medico.
Il supporto medico e psicologico può migliorare la qualità della vita di questi pazienti.

Nel trattamento della sindrome del tramonto vengono utilizzati diversi tipi di approccio: ambientale, nutrizionale, farmacologico, medico, psicologico… Alcune strategie che vengono solitamente utilizzate per migliorare la qualità della vita del paziente sono:

  • Esporre il paziente alla luce naturale (e se ciò non è possibile, alla luce artificiale) nelle prime ore del mattino per regolare l’orologio biologico.
  • Riduzione del rumore ambientale.
  • Ascolto di musica rilassante.
  • Trasmettere tranquillità, sicurezza e calma.
  • Impedire alla persona con Alzheimer di dormire durante il giorno.
  • Fare esercizio fisico durante il giorno, perché può favorire il sonno.
  • Eliminare le sostanze stimolanti come la caffeina.
  • Seguire una dieta sana.
  • Stabilire orari fissi per mangiare, assumere farmaci, svolgere attività, ecc.
  • Evitare l’abuso di farmaci.
  • Praticare l’ascolto attivo con il paziente, offrendo supporto emotivo.
  • Fare piccole passeggiate con i membri della famiglia.
  • Non sottoporre il paziente a costrizioni fisiche durante la notte.
  • Consultare il medico sugli orari più indicati per assumere i farmaci.

Cure mediche e appoggio emotivo

Al di là di queste misure si ricorre solitamente ad un trattamento medico / farmacologico, che sarà di volta in volta personalizzato. A volte vengono utilizzati farmaci come ansiolitici o antidepressivi.

A livello psicologico si sceglierà un intervento mirato al miglioramento dello stato emotivo della persona, sia attraverso la terapia cognitiva che con altri orientamenti teorici.

Accompagnare il paziente in ogni momento

Anche la prevenzione dei traumi è un aspetto da tenere in considerazione. È importante che la persona si senta sostenuta nei momenti di maggiore agitazione. Parliamo anche di vicinanza fisica; accompagnare la persona durante i suoi episodi notturni di vagabondaggio può aiutarla a rasserenarsi.

In questo senso, occorre sia dare ai pazienti spazio che sorvegliarli. Sarà meglio facilitare il loro andare piuttosto che impedirlo, cosa che potrebbe aumentarne l’agitazione o irritabilità.

La psicoeducazione diretta al paziente e ai suoi familiari può aiutare a migliorare i sintomi; questa include informazioni dettagliate sulla sindrome e sulle possibili cause, strategie per alleviarne i sintomi, ecc.

Una sindrome complessa con molte possibilità terapeutiche

La sindrome del tramonto, come abbiamo visto, è una condizione in grado di peggiorare notevolmente la qualità della vita del paziente e del caregiver.

Parlarne in modo tempestivo e responsabile con il medico o con lo psicologo può aiutare a prevenire molte complicazioni.

  • Benarroch, E. E. (2008). Suprachiasmatic nucleus and melatonin Reciprocal interactions and clinical correlations. Neurology, 71(8): 594-598.
  • Caballo (2002). Manual para el tratamiento cognitivo-conductual de los trastornos psicológicos. Vol. 1 y 2. Madrid. Siglo XXI.
  • Evans, L.K. (1987). Sundown syndrome in institutionalized elderly. J Am Geriatr Soc, 35:101–108.
  • Miniziniak, H. (1994) Persons with Alzheimer´s: Effects of nutrition and exercise. Journal of Gerontological Nursing, 20 (10): 27-32.
  • Moreno, A. (2007). Correlatos de incidencia del ocaso en estados anímicos, agitación y conducta agresiva en ancianos: Síndrome de Sundowning. SINTITUL-5: 72-80.