Differenze tra ipocondria e DOC

24 Maggio, 2021
This article has been written and endorsed by la psicóloga Laura Ruiz Mitjana
Quali differenze esistono tra ipocondria e DOC? Sebbene possano condividere alcune caratteristiche, sono in realtà due disturbi con natura e sintomi molto diversi.

Alcuni disturbi possono sembrare simili, quando in realtà non lo sono affatto: quali sono le differenze tra ipocondria e disturbo ossessivo compulsivo (DOC)?

L’ipocondria (ora chiamato disturbo d’ansia di malattia) è un disturbo d’ansia, mentre il DOC (disturbo ossessivo-compulsivo) è un disturbo dello spettro ossessivo. Pertanto, sia la loro natura (o tipologia) che le caratteristiche sono diverse.

Prima di addentrarci in queste differenze, vediamo in cosa consistono i due disturbi e quali sono i sintomi caratteristici.

Che cos’è l’ipocondria?

Nell’ultima edizione del DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), l’ipocondria non è più chiamata così, ma prende il nome di disturbo d’ansia di malattia. Pertanto, fa parte dei disturbi d’ansia e si costituisce come una nuova categoria diagnostica.

Secondo uno studio del 2017 di Rodríguez-Quiroga, il disturbo d’ansia di malattia spiegherebbe i sintomi nel 25% dei pazienti con diagnosi di ipocondria. Il disturbo è caratterizzato da preoccupazione e paura persistenti per la possibilità di avere o sviluppare una malattia grave.

Il paziente ipocondriaco (useremo il termine ipocondria e disturbo d’ansia di malattia in modo intercambiabile), interpreta qualsiasi sintomo fisico come “prova” della presenza di una certa malattia (in forma grave). Tipicamente, non sono presenti sintomi somatici significativi.

Che cos’è il disturbo ossessivo compulsivo?

Differenze tra ipocondria e DOC: nel DOC esiste un'ossessione per l'ordine
Disturbo ossessivo compulsivo da ordine.

Il DSM-5 definisce il DOC come un “disturbo mentale che implica la presenza di ossessioni, compulsioni o entrambe”.

Per ossessioni si intende tutte quelle immagini, impulsi o pensieri che sorgono nel soggetto in modo invadente e indesiderato e che la persona cerca di neutralizzare attraverso una compulsione mentale o comportamentale (rituale).

Le compulsioni sono quindi tutte quelle azioni, comportamentali o mentali, compiute per ridurre l’ansia causata dalle ossessioni. La persona con disturbo ossessivo compulsivo può avere ossessioni, compulsioni o entrambe.

Tuttavia, come abbiamo detto, è sufficiente presentare uno di questi due sintomi (e che questi generino interferenza o sofferenza) per poter diagnosticare il disturbo ossessivo compulsivo.

Differenze tra ipocondria e DOC

Quali differenze esistono tra ipocondria e DOC? Vediamo le più importanti:

Tipologia di disturbo

La prima delle differenze tra ipocondria e DOC è la tipologia. Nel caso dell’ipocondria, come abbiamo visto, si parla di un disturbo di tipo ansiogeno.

Il DOC è invece un disturbo dello spettro ossessivo-compulsivo (che non dobbiamo confondere con il disturbo ossessivo di personalità, anch’esso con tratti ossessivi marcati). Pertanto, la natura dei due disturbi (ipocondria e DOC) è molto diversa.

Resistenza ai pensieri

Nell’ipocondria, o disturbo d’ansia di malattia, il paziente non genera resistenza verso i suoi pensieri o ossessioni riguardo alla malattia; piuttosto se ne lascia trasportare.

Nel disturbo ossessivo compulsivo il paziente resiste ai propri pensieri ossessivi (ossessioni), perché gli causano disagio e perché li sente invadenti.

Trigger dei sintomi

Un’altra differenza tra ipocondria e DOC è il fattore che innesca il sintomo. Nel caso dell’ipocondria, è un fattore corporeo, un “sintomo” fisico che, a sua volta, innesca altri sintomi come la paura e l’eccessiva preoccupazione di avere una grave malattia.

Nel disturbo ossessivo compulsivo a volte non esiste uno scatenante esterno che stimoli le ossessioni (le compulsioni sono innescate da un elemento, in questo caso, interno: le ossessioni).

A volte, tuttavia, esiste un fattore esterno che innesca l’ossessione, come ad esempio nel disturbo ossessivo compulsivo di lavaggio e pulizia. In questo caso, vedere qualcosa di sporco scatena il pensiero ossessivo “devo lavarmi le mani subito o verrò contaminato”.

Comunicazione con l’esterno

La persona che soffre di ipocondria tende a essere più comunicativa con l’ambiente circostante quando spiega cosa le sta accadendo. Di conseguenza, comunica spesso la sua paura nei confronti di una specifica malattia (o la convinzione di soffrirne già).

Infatti, gli ipocondriaci spesso cercano nel loro ambiente la riaffermazione dei propri sintomi (o meglio, l’interpretazione dei sintomi) con domande come: “È vero che è un sintomo di cancro”? o simili.

Nel caso del disturbo ossessivo compulsivo, il soggetto è di solito più riluttante a comunicare le sue ossessioni e compulsioni ad altri, per paura (di essere giudicati o non compresi) o vergogna.

Irrazionalità dei pensieri

Nell’ipocondria, i pazienti identificano i loro sintomi come tipici di una certa malattia, e questo è ciò che genera paura e preoccupazione. Percepiscono i propri pensieri come razionali, significativi e coerenti con i loro sintomi.

Ecco perché, secondo gli esperti, il paziente con ipocondria di solito non genera un’elevata resistenza nei confronti dei propri pensieri ossessivi. Non li sente, di fatto, irrazionali (come avviene nel disturbo ossessivo compulsivo in cui si genera una grande resistenza ai pensieri negativi).

Così, nel disturbo ossessivo compulsivo il paziente spesso riconosce l’irrazionalità dei suoi pensieri o ossessioni, quello che succede è che non può controllarli (perché sono pensieri intrusivi).

Elemento che genera il disagio

L’elemento che genera disagio e sofferenza psicologica cambia nei due disturbi e questa è un’altra delle differenze tra ipocondria e DOC. Nell’ipocondria, ciò che provoca disagio è la paura di ammalarsi, derivata da un’interpretazione inappropriata ed eccessiva (sbagliata) dei sintomi fisici.

Nel DOC, invece, l’elemento che genera il disagio sono le ossessioni. Pertanto, la persona ricorre alle compulsioni, per alleviare quella tensione, ansia o disagio.

Le ossessioni possono essere di qualsiasi tipo: legate alla pulizia, al controllo, alla ripetizione, alla paura di fare del male senza rendersene conto… E sono molto irrazionali.

Anche le compulsioni sono di qualsiasi tipo, a volte legate all’ossessione stessa. Ad esempio, nel disturbo ossessivo compulsivo di pulizia, le compulsioni sono l’azione di lavarsi continuamente le mani, il corpo, ecc.

“Le gente non sospetta nemmeno fino a che punto sia dominata dalla paura. Molto spesso è la paura delle situazioni imbarazzanti, la paura di ciò che l’altro può pensare. In certi casi, questa paura diventa un’ossessione quasi maniacale”.

-George Ivanovich Gurdjieff-

Trattamento

Paziente e psicologa
Entrambi i disturbi richiedono un approccio psicoterapeutico.

Poiché sono disturbi molto diversi, lo è anche il trattamento. Nel DOC esistono due trattamenti di scelta: terapia dell’esposizione con prevenzione della risposta (ERP) e terapia cognitiva.

Nell’ipocondria, invece, viene solitamente utilizzata la terapia cognitivo-comportamentale (una delle terapie psicologiche più importanti).

Obiettivo del trattamento

L’obiettivo del trattamento del disturbo ossessivo compulsivo è ridurre l’interferenza delle ossessioni e indurre la persona a smettere di mettere in atto le compulsioni. In un certo senso, al paziente viene insegnato a tollerare il disagio senza ricorrere alle compulsioni (ovvero deve sentire in modo autonomo che non gli accadrà nulla di negativo non eseguendole). Viene dunque educato all’irrazionalità dei propri pensieri (anche se a volte già percepiti come irrazionali).

Nel caso dell’ipocondria, l’obiettivo della terapia è aiutare il paziente a individuare credenze e convinzioni circa la propria salute e a capire come influenzino la sua vita.

Successivamente, gli viene presentata la possibilità che possa trattarsi di un disturbo d’ansia e gli viene mostrato un modello esplicativo della sua patologia (psicoeducazione).

Differenze tra ipocondria e DOC, due disturbi diversi con qualcosa in comune

Abbiamo visto alcune differenze tra ipocondria e disturbo ossessivo compulsivo, sebbene ce ne siano altre (ad esempio, l’eziologia o le cause, il tipo di paziente, ecc.). È vero che esiste un tipo di disturbo ossessivo compulsivo che può essere correlato alla paura di contrarre un’infezione o alla paura di ammalarsi, ma non è nient’altro che ipocondria.

Entrambi i disturbi condividono la sofferenza del paziente, sebbene tale sofferenza scaturisca da motivi o sintomi diversi. È, inoltre, comune quel tratto ossessivo che caratterizza sia le persone con DOC che gli ipocondriaci.

Nell’ipocondria la preoccupazione e l’ossessione si configurano attorno a una possibile malattia (che non si ha); nel DOC l’ossessione si nutre del pensiero stesso (idee irrazionali legate a qualsiasi ambito, non solo nei confronti di una malattia).

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