Differenze tra omeopatia e fitoterapia

I termini omeopatia e fitoterapia sono spesso usati come sinonimi. Vediamo in che cosa differiscono e la loro efficacia secondo gli studi più recenti.
Differenze tra omeopatia e fitoterapia

Scritto da Josberth Johan Benitez Colmenares, 12 settembre, 2021

Ultimo aggiornamento: 12 settembre, 2021

La medicina alternativa comprende una varietà di pratiche che spesso possono essere confuse tra loro. Nonostante il loro scarso supporto scientifico, questi metodi hanno continuato ad acquistare popolarità negli ultimi anni. Recentemente abbiamo visto come l’omeopatia e la fitoterapia sono ben accettate da parte dei pazienti. Per chiarire ogni dubbio, in questo articolo affrontiamo le differenze tra omeopatia e fitoterapia.

Sebbene sia vero che questi approcci condividono diverse caratteristiche, in realtà il modo in cui operano è completamente diverso. Alcuni media li usano come sinonimi, il che non aiuta affatto a risolvere il problema. Vediamo quindi, 5 importanti differenze.

5 differenze tra omeopatia e fitoterapia

I campi in cui operano i diversi metodi della medicina alternativa potrebbero generare confusione. Non solo intorno all’omeopatia e alla fitoterapia, ma anche con altre varianti come la trofoterapia, la naturopatia, l’aromaterapia o l’erboristeria.

Tutto questo perché le pratiche sono inserite nello stesso cassetto della medicina alternativa o della medicina naturale. Naturalmente, i ricercatori le distinguono molto bene. Abbiamo selezionato 5 criteri per comprendere meglio le differenze tra omeopatia e fitoterapia.

1. Origine dei prodotti

Le differenze tra omeopatia e fitoterapia partono dalla provenienza dei farmaci.
Il modo in cui nella medicina omeopatica e fitoterapica si ottengono i composti medicinali, oltre alla natura dei prodotti stessi, è molto diverso.

Una delle differenze più importanti tra omeopatia e fitoterapia risiede nell’origine dei prodotti. La fitoterapia utilizza esclusivamente le piante: foglie, fiori, steli, radici o estratti oleosi.

L’omeopatia, sebbene utilizzi le piante, ricorre anche ad altri tipi di ingredienti: minerali (come fosforo o arsenico bianco), prodotti animali (come veleno di serpente o d’api) e talvolta prodotti sintetici. In questo modo, esplorano altre alternative oltre alle piante.

2. Elaborazione dei prodotti

Un’altra differenza tra omeopatia e fitoterapia risiede nel modo in cui viene ricavato il prodotto curativo. Come probabilmente già saprete, un medicinale omeopatico ha subito diversi passaggi in cui gli ingredienti vengono diluiti in alcol o acqua distillata. Questi processi sono noti come empowerment o dinamizzazione.

Il numero di volte in cui gli ingredienti vengono diluiti è a discrezione dell’omeopata. Può essere solo una volta (molto raro) o fino a 400 volte. Durante la preparazione, alcuni, ma non tutti, gli omeopati includono passaggi per massimizzare l’efficacia del composto. Ad esempio, l’esposizione alla luce solare o ai raggi X.

Questo non accade con la fitoterapia. In generale, molte piante vengono assunte attraverso infusi. Pertanto, non vi è alcuna elaborazione preventiva dei rimedi. È anche possibile trovare presentazioni in capsule e tinture. Quest’ultimo caso è più vicino all’omeopatia: l’erba viene lasciata a bagno per diversi giorni in acqua e poi filtrata per ottenere il suo principio attivo (non diluito).

3. Composti attivi

Questo ci porta a un’altra delle differenze tra omeopatia e fitoterapia. Come si è visto, durante il processo di diluizione omeopatica si perde praticamente tutto il composto attivo. Tanto che studi e ricerche dimostrano che ad alte diluizioni non sono praticamente più presenti molecole del composto attivo originario.

In questo modo il paziente finisce per bere o ingerire un prodotto con poca o nessuna concentrazione del principio attivo. Nella fitoterapia accade il contrario. Indipendentemente dalla distribuzione che il paziente sceglie (infusi, tinture o capsule), finisce sempre per accedere a un cocktail con uno o più principi attivi. In alcuni casi, a dosi superiori di quelle consigliate.

4. Effetti collaterali

Come indicano le evidenze, e considerando anche che non ha principi attivi (o questi sono insignificanti), l’omeopatia non produce effetti collaterali. Se la diluizione è molto bassa, è probabile che siano presenti; ma di solito sono molto deboli o impercettibili. Le sequele possono comparire però per effetto placebo o nocebo.

Alte concentrazioni di composti attivi in erboristeria e infusi espongono il paziente a effetti collaterali. Per questo motivo, i ricercatori mettono in guardia dall’uso incontrollato di questo tipo di alternative. Sebbene alcune piante possano contenere ingredienti benefici, possono anche avere alcuni veleni.

5. Interazione con le medicine tradizionali

Differenze tra omeopatia e fitoterapia: interazione con altri farmaci.
La combinazione di medicina alternativa e tradizionale può essere pericolosa. Le interazioni farmacologiche spesso aumentano il rischio di effetti avversi.

Non è raro che i pazienti decidano di affrontare una malattia con la medicina convenzionale e alternativa allo stesso tempo. Ciò comporta una serie di rischi, poiché le proprietà di quest’ultima possono inibire l’efficacia dei farmaci tradizionali.

Questo accade principalmente con la fitoterapia per i motivi che abbiamo già spiegato. Se iniziamo una cura erboristica per l’ipertensione e contemporaneamente assumiamo farmaci antipertensivi, ad esempio, potremmo avere sequele negative dovute all’interazione tra i composti. Per questo motivo, i medici consigliano di scegliere una delle due opzioni.

Per quanto riguarda l’omeopatia, non ci sono prove che interagisca con un trattamento di medicina convenzionale. Ciò è dovuto alle ragioni esposte intorno all’assenza di composti attivi nel processo finale (o almeno alla loro presenza infinitesimale).

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Come potete vedere, sono molte le differenze tra omeopatia e fitoterapia. Non sono metodi che operano secondo principi identici, per cui non possiamo considerarli sinonimi. Naturalmente, ci sono altre distinzioni che possiamo fare, sebbene queste 5 siano le principali. Per citare un ulteriore differenza, il trattamento omeopatico di solito è più costoso di uno basato sulla fitoterapia.

L’omeopatia funziona?

Il consenso tra i medici specialisti è unanime: non ci sono prove sostanziali a sostegno dell’efficacia dell’omeopatia. Esistono centinaia di studi e ricerche che smentiscono le presunte proprietà dei medicinali omeopatici.

L’evidenza suggerisce che l’effetto placebo svolge un ruolo di primo piano in molte cure a base di farmaci. Sebbene in alcuni contesti si affermi che l’omeopatia sia più efficace del placebo, in realtà i ricercatori sottolineano che molti di questi studi hanno un precario supporto metodologico.

In sintesi, non ci sono prove conclusive sull’efficacia di questi trattamenti. Nonostante ciò, è un settore che genera milioni di dollari ogni anno e la sua crescita ha continuato ad aumentare. La propaganda intorno al metodo e il più stretto rapporto medico-paziente ha portato molte persone a considerarlo tra le possibilità terapeutiche.

La fitoterapia funziona?

Si stima che tra il 65% e l’80% dei pazienti che vivono nei paesi in via di sviluppo si rivolgono alla fitoterapia come prima linea di difesa per curare una malattia. A differenza dell’omeopatia, esistono prove a sostegno dell’uso di alcune erbe in determinate malattie.

Per citare solo alcuni esempi, è stata studiata l’efficacia della fitoerapia nel trattamento di calcoli renali, malattie infiammatorie polmonari, malattia parodontale, tosse, rinite allergica, psoriasi e iperplasia prostatica benigna. Ciò non significa che le erbe curino queste condizioni, ma che i pazienti riferiscono qualche miglioramento dopo l’uso.

Gli specialisti raccomandano sempre di usare questa alternativa con cautela. Le dosi non sempre vengono rispettate quando si segue un trattamento fitoterapico e gli effetti collaterali sono spesso simili a quelli della medicina convenzionale. Senza contare che per tutte queste condizioni esistono farmaci scientificamente testati, sicuri ed efficaci.

Con quest’ultima riflessione, concludiamo la nostra lista di differenze tra omeopatia ed erboristeria. Nel caso in cui prevediate di utilizzarle, vi consigliamo di parlarne con lo specialista se state già trattando una malattia diagnosticata.

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