Che cos'è il metoprololo e a cosa serve?

Il metoprololo è un medicinale usato comunemente per trattare la pressione alta. In quali casi viene prescritto, quali sono le controindicazioni e quali le dosi consigliate?
Che cos'è il metoprololo e a cosa serve?

Scritto da Josberth Johan Benitez Colmenares, 20 giugno, 2021

Ultimo aggiornamento: 20 giugno, 2021

Conosciuto con i nomi commerciali Lopresor e Seloken, il metoprololo è un farmaco usato per trattare le malattie cardiovascolari. È approvato dall’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e dalla Food and Drug Administration (FDA). Ha versioni a rilascio rapido e a rilascio prolungato.

Può essere utilizzato da solo o insieme ad altri farmaci e fa parte del gruppo dei beta-bloccanti. Tutti i farmaci di questo gruppo agiscono rilassando i vasi sanguigni, riducendo la frequenza cardiaca e quindi alleviando lo sforzo sul cuore. Vediamo a cosa serve, le sue controindicazioni, il dosaggio e come conservarlo.

A cosa serve il metoprololo?

Il metoprololo è un agente bloccante dei recettori beta adrenergici. Sebbene a dosi basse o medie abbia un effetto preferenziale sugli adrenocettori beta 1 (localizzati nel muscolo cardiaco), ad alte dosi inibisce anche i recettori beta 2 (localizzati nella muscolatura vascolare e bronchiale).

Sappiamo che dopo la sua ingestione la compressa si disintegra in piccoli granuli che agiscono come cellule indipendenti che rilasciano il farmaco. Questo rilascio è costante e mediamente dura 20-24 ore. È un farmaco molto ben tollerato; il trattamento inizia a basse dosi che poi aumentano nelle settimane successive.

Le proprietà del farmaco sono utilizzate per le seguenti condizioni:

Ipertensione arteriosa

Il metoprololo è efficace per gli ipertesi
Il metoprololo può essere usato come trattamento per l’ipertensione, talvolta combinato con altri farmaci antipertensivi o diuretici.

Numerosi studi e indagini supportano l’uso del metoprololo come farmaco per il trattamento dell’ipertensione. Il suo uso risale alla metà degli anni ’70. Agisce con un effetto dilatatore sui vasi sanguigni, sebbene in modo più lento rispetto ad altri farmaci della stessa classe.

Viene spesso utilizzato insieme a coadiuvanti (come i diuretici), con l’obiettivo di ridurre al minimo gli effetti collaterali della pressione alta.

Angina pectoris

Il farmaco ha anche dimostrato, attraverso prove e test, di essere efficace nel contrastare i sintomi dell’angina pectoris. In effetti, è il suo secondo uso più comune.

L’angina pectoris è caratterizzata da dolore acuto causato dalla diminuzione dell’afflusso di sangue al muscolo cardiaco. La malattia coronarica è spesso la causa principale dell’angina.

Infarto del miocardio

È stato dimostrato che il solo metoprololo riduce il rischio di infarto. Questo è il suo uso più frequente, sebbene possa essere utilizzato anche come trattamento dopo che il paziente ha subito un attacco. Alcuni studi suggeriscono che la riduzione dell’infarto può arrivare fino al 36%.

Questi sono i tre usi più comuni del farmaco. Tuttavia, e in determinate circostanze, può essere utilizzato anche come trattamento della tachicardia in assenza di malattie cardiache, profilassi dell’emicrania, coadiuvante nella tireotossicosi e per le aritmie cardiache.

Controindicazioni del metoprololo

Nonostante la versatilità, il farmaco è soggetto a diverse controindicazioni. Secondo le note informative della Food and Drug Administration, l’uso del metoprololo dovrebbe essere evitato nei seguenti casi:

  • Ipertensione e angina: è controindicato in presenza di bradicardia sinusale, blocco atrioventricolare superiore al primo grado, insufficienza cardiaca scompensata e shock cardiogeno.
  • Infarto del miocardio: non raccomandato per i pazienti con frequenza cardiaca inferiore a 45 battiti al minuto, blocco atrioventricolare di secondo o terzo grado o pressione sanguigna sistolica inferiore a 100 mmHg.

Il suo uso non è consigliato nelle persone che soffrono di sindrome del nodo del seno, arteriopatia periferica con rischio di cancrena e pazienti con trattamento inotropo che agisce per agonismo con i recettori beta.

Se si soffre di diabete, ipoglicemia, feocromocitoma o ipotensione, il suo uso dovrebbe essere evitato. D’altra parte, occorre prestare attenzione a eventi di ipersensibilità o all’allergia a uno dei componenti del farmaco o ad altri beta-bloccanti.

L’evidenza lo sconsiglia anche in gravidanza e durante l’allattamento. Oltre a ciò, è necessario prestare attenzione all’interazione con altri farmaci. L’assunzione va evitata insieme a barbiturici, propafenone e verapamil.

Il medico potrebbe dover aggiustare la dose se si sta assumendo: amiodarone, antiaritmici di classe I, farmaci antinfiammatori non steroidei, glicosidi digitalici, difenidramina, adrenalina, clonidina, chinidina e rifampicina, tra gli altri.

Metoprololo: effetti collaterali

Nonostante la sua efficacia, il metoprololo può causare effetti collaterali. Tra i principali effetti collaterali troviamo i seguenti:

  • Generale: aumento di peso e affaticamento.
  • Sintomi cardiaci: bradicardia e palpitazioni. Meno comuni sono il dolore toracico e le aritmie cardiache.
  • Sistema nervoso: vertigini e mal di testa.
  • Occhi: secchezza e irritazione. La congiuntivite è un raro effetto collaterale.
  • Sistema respiratorio: dispnea e altri sintomi dell’asma.
  • Apparato gastrointestinale: diarrea, stipsi, vomito, nausea e dolori addominali.
  • Sistema vascolare: sensazione di freddo alle mani e ai piedi. La sincope è un effetto collaterale molto raro.
  • Sintomi psichiatrici: incubi, disturbi del sonno e depressione. Questi tre non sono frequenti.

Un altro effetto collaterale relativamente comune è la sonnolenza. Per questo motivo bisogna fare attenzione dopo averlo assunto, soprattutto se si lavora in un ambiente che richiede un alto livello di vigilanza.

La reazione allergica di solito si manifesta attraverso orticaria ed eruzioni cutanee. In presenza di questo e altri sintomi, occorre contattare il medico e concordare un possibile aggiustamento della dose.

Dosi raccomandate di metoprololo

La dose viene stabilita in base alla condizione da trattare, alla sua gravità e alle caratteristiche del paziente (peso, età, altezza, malattie sottostanti, assunzione di altri farmaci e così via). Le dosi più utilizzate, a seconda dei casi, sono le seguenti:

  • Pressione alta: 1 compressa da 100 milligrammi al giorno. Se non si ottengono i risultati attesi, si suggerisce di associare il metoprololo a diuretici o calcioantagonisti.
  • Angina pectoris: 1 compressa da 100 milligrammi al giorno. Può essere combinato con nitrati se necessario.
  • Aritmie cardiache: vengono somministrate due o tre dosi di 100 o 200 milligrammi durante la giornata. La dose può essere aumentata secondo i criteri dello specialista.
  • Infarto del miocardio: 1-2 compresse (100 -200 mg) al giorno da assumere in 1-2 somministrazioni al giorno (mattina e sera).

Raccomandazioni finali

Se possibile, il metoprololo va assunto a stomaco vuoto, favorendo così l’assimilazione nell’organismo. Tuttavia, occorre seguire sempre le indicazioni del medico. Il farmaco va conservato nel suo contenitore a una temperatura compresa tra 15 e 30 gradi. Le compresse devono essere sigillate ermeticamente.

Importante: non bisogna assumere questo medicinale senza la supervisione di uno specialista. Se sospettate di soffrire di una delle malattie sopra descritte, recatevi dal medico per ricevere una diagnosi accurata, escludere altre condizioni e aggiustare la dose a seconda del caso.

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