Diagnosi delle aritmie cardiache

La diagnosi delle aritmie cardiache si raggiunge attraverso una serie di esami. Uno di questi è l'Holter o elettrocardiogramma dinamico, che consente di monitorare l'attività cardiaca per 24 ore o più.
Diagnosi delle aritmie cardiache

Scritto da Maite Córdova Vena, 08 giugno, 2021

Ultimo aggiornamento: 08 giugno, 2021

La diagnosi delle aritmie cardiache va oltre l’anamnesi e l’esame obiettivo del paziente. Entrambe le analisi possono fornire al medico informazioni utili in prima battuta, ma non consentono di ridurre il numero di ipotesi. Per affinare la diagnosi sono, pertanto, necessari ulteriori esami.

Avvertire un’irregolarità nel battito del cuore – sentire che sta andando troppo lentamente o troppo in fretta – è fonte di preoccupazione, soprattutto se si verifica insieme ad altri sintomi.

Sebbene questa situazione richieda certamente una visita cardiologica, bisogna stare attenti a non allarmarsi in modo eccessivo. Non necessariamente sono il segno di una condizione grave.

Diagnosi differenziale

Dal momento che molte malattie hanno segni e sintomi simili e che le aritmie cardiache possono avere varie cause sottostanti, spesso è necessario ricorrere alla diagnosi differenziale.

La diagnosi differenziale comincia dall’esame fisico e dal colloquio. In quest’ultimo caso il medico può porre domande sui sintomi o il disagio avvertito e sullo stile di vita. Chiede, inoltre, se sono presenti altri problemi di salute (come l’ipertensione), la storia medica familiare, lo stato d’animo, ecc.

Esami del sangue

Provette per esami di laboratorio
Gli esami del sangue sono considerati integrativi: forniscono maggiori dettagli sullo stato di salute del paziente.

A differenza di quanto accade con altri problemi di salute, le aritmie cardiache non possono essere diagnosticate attraverso esami di laboratorio (come un esame del sangue o delle urine, per esempio).

Pertanto, questi esami e altri sono considerati integrativi; forniscono maggiori dettagli sullo stato di salute del paziente (colesterolo, glicemia, ecc.).

La diagnosi differenziale viene quindi utilizzata per risalire a eventuali malattie che possono spiegare i sintomi, e per scartarne altre.

Esami utili nella diagnosi delle aritmie cardiache

Gli esami richiesti per la diagnosi delle aritmie cardiache sono principalmente i seguenti:

Elettrocardiogramma

Permette di misurare il tempo e la durata del battito cardiaco o, meglio, le sue fasi elettriche.

Holter cardiaco

L’Holter è un dispositivo che consente di monitorare l’attività cardiaca per 24 ore o più. Non è necessario modificare lo stile di vita, al contrario. L’ideale è svolgere le normali attività per poter valutare in tempo reale come lavora il cuore.

Registratore di eventi

Se le aritmie si verificano in modo sporadico, il medico potrebbe consigliare di tenere a portata di mano un registratore di eventi da indossare quando si avvertono i sintomi. In questo modo, è possibile ottenere informazioni sull’attività cardiaca nel momento in cui si verificano le aritmie.

Ecocardiogramma

La diagnosi di aritmie cardiache include l'ecocardiografia
L’ecocardiogramma permette di ottenere immagini in tempo reale per valutare la contrattilità e il ritmo cardiaco.

L’ecocardiogramma è un dispositivo che utilizza le onde sonore per fornire immagini del cuore. In questo modo, il medico può verificarne le dimensioni, la struttura e il movimento. È un test non invasivo.

Impianto di loop recorder

Quando i sintomi sono sporadici, il medico può consigliare l’impianto di questo dispositivo (sotto la pelle nella zona del torace) che fornisce una registrazione dell’attività elettrica del cuore. Ciò consente di rilevare eventuali anomalie nel ritmo cardiaco.

Altri esami che lo specialista può richiedere sono i seguenti:

  • Test da sforzo: l’esame si svolge mediante l’ausilio di cyclette o tapis roulant per favorire l’aritmia e valutare la reazione.
  • Test del tavolo inclinabile: il medico ordina questo test per i pazienti che hanno manifestato aritmie con svenimenti. Si esegue su un tavolo, con il paziente sdraiato, ma inclinato per valutare cosa succede con il cambio di angolazione. Viene monitorata anche la pressione sanguigna.
  • Mappatura e studio elettrofisiologici: in questi test il medico utilizza elettrodi per far battere il cuore a velocità diverse e che potrebbero innescare o fermare un’aritmia.

Diagnosi delle aritmie cardiache: consigli finali

Le aritmie cardiache possono manifestarsi a qualunque età, sia nelle persone sane che con malattie croniche (come il diabete o l’ipertensione). Non sempre comportano un rischio elevato per la salute. In alcuni casi, possono essere benigne.

In ogni caso, è sempre bene tenersi sotto controllo e ricevere una diagnosi adeguata. Questo non solo permette di risalire all’origine del problema, ma anche di ricevere consigli su come prendersi cura del cuore.

Dopo la diagnosi di aritmie cardiache, è fondamentale seguire le indicazioni del medico. Allo stesso tempo, occorre migliorare le abitudini per promuovere (e mantenere) una buona qualità della vita nel tempo.

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