Cosa sono le malattie rare?

23 Aprile, 2021
This article has been written and endorsed by el biólogo Samuel Antonio Sánchez Amador
La maggior parte delle diagnosi avviene in età pediatrica, poiché l'80% dei casi è il prodotto dell'eredità genetica. Tuttavia, altre condizioni sono di origine infettiva, oncologica, degenerativa o gestazionale. Cosa sono le malattie rare?

Come indicato dal portale Orpha.net (il database sulle patologie rare per eccellenza), una malattia rara è una condizione che colpisce una piccola percentuale della popolazione rispetto al resto delle persone sane. In generale, questo criterio è soddisfatto quando la condizione colpisce 1 persona su 2.000 o meno.

In Europa, il limite di prevalenza per una malattia da considerare rara è fissato a 5 casi ogni 10.000 abitanti. Inoltre, la maggior parte dei pazienti viene rilevata in età pediatrica, poiché l’80% dei casi è il prodotto dell’eredità genetica. Tuttavia, altre condizioni sono di origine infettiva, oncologica, degenerativa o gestazionale.

Dopo l’investimento di oltre un miliardo di dollari negli ultimi 15 anni, la maggior parte delle malattie rare manca ancora di una diagnosi e di una terapia efficace. Vediamo più da vicino questa realtà con gli esempi più importanti e rappresentativi.

Malattie rare nel mondo

Molte delle malattie rare sono ancora sconosciute.
La maggior parte delle malattie rare è ancora priva di una terapia efficace.

Sebbene la grande maggioranza delle malattie rare venga rilevata durante l’infanzia, la prevalenza è molto più alta nell’età adulta. Questo perché, purtroppo, molti bambini affetti da queste malattie muoiono appena nati o a pochi giorni dal parto.

Come curiosità, va notato che la definizione di malattia rara varia a seconda del paese.

  1. Nella comunità europea, una malattia rara è quella che colpisce 5 persone su 10.000 o meno.
  2. Negli Stati Uniti la cifra è diversa: meno di 200.000 casi per l’intero paese.
  3. In Giappone, è considerata come malattia rara quella che colpisce 4 o meno persone ogni 10.000 abitanti.
  4. L’Australia assegna il limite della patologia rara a meno di 2000 malati nel paese.
  5. In altre paesi, la cifra scende a 2 o meno pazienti ogni 10.000 abitanti.

Nonostante il fatto che l’Unione Europea abbia stabilito questo limite nel 1999, paesi come Danimarca, Svezia e Regno Unito seguono criteri diversi. Pertanto, è impossibile dare una definizione esatta del termine: ciò che è considerata una malattia rara in un paese potrebbe non esserla in un altro.

Il termine “malattia rara” potrebbe far pensare a cifre molto basse: nulla è più lontano dalla verità. Come indica la rivista CHEST, sono circa 25 milioni gli americani affetti da una malattia rara che richiedono cure mediche.

Sono circa 300 milioni di persone in tutto il mondo che soffrono di una malattia rara.

Quante malattie rare esistono?

Si stima che siano migliaia le malattie rare in tutto il mondo. Attualmente, la cifra varia tra 6.000 e 8.000 entità cliniche, ma questo numero è in crescita, grazie al gran numero di ricerche che affrontano l’argomento. In ogni caso, la cifra “ufficiale” varia in base ai criteri di classificazione.

Sfortunatamente, solo 400 di tutte queste condizioni hanno trattamenti efficaci disponibili. Il 75% di esse porta a manifestare sintomi in età pediatrica e il 30% dei pazienti non supera i 5 anni di età. Le anomalie genetiche e / o biochimiche nella maggior parte di questi quadri clinici non sono state ancora descritte.

La maggior parte delle malattie rare non ha ancora cura.

Qualche esempio di malattia rara

Ci troviamo, quindi, di fronte a un termine comune, ma che crea qualche difficoltà quando si tratta di rappresentare la realtà. Elencare tutte le malattie rare è impossibile, ci limiteremo a fare qualche esempio.

1. Emofilia acquisita

L’emofilia acquisita è una malattia autoimmune molto rara che si verifica in pazienti con una storia familiare negativa di sindrome emorragica. In questa condizione, il sistema immunitario del paziente produce anticorpi contro i fattori della coagulazione del sangue (generalmente fattore VIII), che favoriscono un’emorragia eccessiva con o senza stimoli.

Come indicato dal portale Science Direct, l’incidenza di questa patologia va da 1 a 3 casi per milione di abitanti all’anno. Il tasso di mortalità varia tra il 9% e il 33% a seconda della serie consultata, poiché le emorragie nei muscoli, nei tessuti molli e negli organi possono complicare la sopravvivenza del paziente.

Il trattamento di questa patologia consiste in 2 fasi: fermare l’emorragia ed eliminare gli autoanticorpi. A questo scopo vengono utilizzati contemporaneamente coagulanti ponte e trattamenti immunosoppressivi. Tuttavia, a causa della sua rarità, non esiste un approccio standard e ogni caso deve essere valutato di caso in caso.

2. Amiloidosi

L’amiloidosi comprende una serie di quadri clinici rari. Tuttavia, hanno tutti qualcosa in comune: una proteina, ripiegata in modo anomalo (amiloide), si accumula nei tessuti e negli organi e interferisce con il normale funzionamento del corpo.

L’amiloidosi primaria (AL) è la variante più comune, sebbene colpisca ogni anno solo 0,9 persone ogni 100.000 abitanti. L’età media di presentazione è di 65 anni e 2/3 delle persone colpite sono maschi. L’organo più colpito è quasi sempre il rene, organo essenziale per la vita: senza un trattamento adeguato, la sopravvivenza mediana è di 12 mesi.

Come indica la Mayo Clinic, l’amiloidosi non ha cura. La chemioterapia, le terapie mirate, i trapianti autologhi di cellule staminali e la sostituzione di interi organi possono salvare la vita di un paziente, ma non sempre sono possibili questi approcci. Ancora una volta, la prognosi e il trattamento dipendono da ciascun caso.

3. Sindrome di Kabuki

Si stima che colpisca 1 su 32.000 neonati. È una patologia molto interessante a livello genetico, poiché associata a una mutazione de novo. Ciò significa che i genitori non sono portatori di geni difettosi, ma il gene del paziente subisce cambiamenti durante lo sviluppo fetale.

In ogni caso, da qui in poi, la patologia segue uno schema mendeliano normale, poiché i genitori con geni mutati li trasmettono ai figli. Ad oggi sono state rilevate due sezioni del genoma associate alla sindrome di Kabuki: KMT2D e KDM6A. In ogni caso, nel 30% dei pazienti non esiste uno specifico agente eziologico.

I bambini con sindrome di Kabuki mostrano caratteristiche del viso e del corpo specifiche, ma questi non sono gli unici sintomi. Sono comuni i difetti cardiaci, la perdita dell’udito, l’insufficienza renale e altre disfunzioni organiche. Il trattamento si basa sul monitoraggio e sulla chirurgia delle parti interessate, se necessario, poiché questa malattia non ha cura.

4. Rabbia

La rabbia è classificata tra le malattie rare.
La rabbia viene solitamente trasmessa attraverso il morso del cane.

Non vi aspettavate questa patologia nell’elenco, vero? La rabbia è un perfetto esempio del fatto che anche le malattie rare possono essere infettive. In India (considerata regione a rischio) si registrano circa 2 casi ogni 100.000 abitanti all’anno, mentre in Africa questo valore sale a 4/100.000.

Con queste cifre, è sorprendente apprendere che circa 59.000 persone muoiono ogni anno a causa della rabbia. In modo prevedibile, quasi tutti i casi si verificano nelle aree rurali a basso reddito, dove il contatto con gli animali selvatici è elevato e il trattamento e / o la vaccinazione sono servizi carenti.

In ogni caso, grazie alla vaccinazione, nel mondo si prevengono più di 300.000 morti all’anno.

Come indicato dall’OMS, la rabbia è una malattia virale zoonotica, cioè viene trasmessa da altri animali all’uomo. Il morso di cani infetti rappresenta il 99% delle cause di morte per questa malattia rara.

Il miglior trattamento è la vaccinazione. Se una persona viene morsa da un animale selvatico, iniezioni ad azione rapida e il vaccino antirabbico possono salvargli la vita.

5. Cancro alla tiroide

Ancora una volta viene sfidata l’idea comune di “malattia rara”. In generale, associamo queste malattie alle mutazioni genetiche, ma non è sempre così. Il cancro della tiroide è raro e rappresenta meno dell’1% delle neoplasie maligne.

Sulla base di questa percentuale, non sorprende apprendere che si verificano tra 2 e 20 casi ogni 100.000 abitanti all’anno. Come suggerisce il nome, il cancro alla tiroide si sviluppa nella ghiandola tiroidea, un tessuto a forma di farfalla alla base del collo.

Fortunatamente, alcuni sottotipi istologici hanno una buona prognosi: il tasso di sopravvivenza a 5 anni dopo la diagnosi è del 98%, come indicato da Cancer.net. La maggior parte dei casi viene risolta con una rimozione chirurgica tempestiva, sebbene possano essere necessarie anche radioterapia, chemio o terapie mirate.

6. Alcuni esempi di malattie ereditarie

Come abbiamo detto, fino a 8 malattie rare su 10 hanno una componente genetica ereditaria. Poiché è impossibile elencarle tutte, ci limitiamo a elencare i gruppi principali.

  1. Malattie monogeniche: sono causate dalla mutazione nella sequenza di un singolo gene. Sono note più di 6.000 malattie monogeniche, molte delle quali rare. Possono seguire uno schema autosomico dominante o recessivo o essere collegati al cromosoma sessuale X.
  2. Malattie oligogeniche: sono codificate da cambiamenti e interazioni in più di un gene.
  3. Malattie poligeniche: derivano da mutazioni genetiche e fattori ambientali. Trovare una causa precisa, in questi casi, è molto difficile.

Malattie rare: un termine complesso e nebuloso

Come abbiamo visto, non tutte le malattie rare sono associate in modo diretto a specifiche mutazioni genetiche. Ricordiamo che fino all’80% di esse risponde a specifici modelli di ereditarietà, ma con il gran numero di entità cliniche che questo termine racchiude, c’è spazio per tumori, disturbi acquisiti ed eventi infettivi.

Dopo questa riflessione finale, possiamo solo chiederci: il termine “malattia rara” riflette una realtà? Con oltre 300 milioni di persone affette da una patologia di questa natura e senza criteri stabiliti, è chiaro che questa classificazione medica offre poche o nessuna informazione sull’entità stessa.

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