10 tipi di sostanze d’abuso e loro caratteristiche

22 Maggio, 2021
This article has been written and endorsed by la psicóloga Laura Ruiz Mitjana
Cosa sono le sostanze d'abuso e che effetto esercitano sul nostro corpo? In questo articolo parleremo di 10 tipi di sostanze, cosa sono, la loro storia e quali azioni hanno.

Una droga viene definita come “qualsiasi sostanza che, introdotta in un organismo vivente, sia in grado di modificarne una o più funzioni” (in particolare, il sistema nervoso centrale o SNC). A diverso tipo di sostanza corrisponde una diversa alterazione in chi la assume. Nel DSM-5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) sono previsti i disturbi correlati alle sostanze, tra cui troviamo i disturbi da uso di sostanze e i disturbi indotti da sostanze. Ma come classificare i diversi tipi di sostanze d’abuso? Quali azioni esercitano?

10 tipi di sostanze d’abuso e caratteristiche

Le sostanze d’abuso possono essere classificate in base a diversi parametri. Uno di questi è l’azione che esercitano sul sistema nervoso centrale (SNC).

In questa classificazione troviamo 3 tipi di sostanze: depressori (psicolettici), stimolanti (psicoanalettici) e in grado di alterare l’attività psichica e la percezione (psicodislettici). Vedremo quale azione esercita ciascuno di essi e quali sottotipi esistono.

Sostanze depressorie del sistema nervoso centrale

Le sostanze d'abuso depressorie hanno la proprietà di bloccare le funzioni del SNC
Le sostanze depressorie inducono cambiamenti elettrochimici nel sistema nervoso.

Le sostanze d’abuso depressorie del sistema nervoso centrale sono anche chiamate psicolettici. Hanno la capacità di bloccare le funzioni del SNC.

All’interno di questo gruppo troviamo: oppiacei, alcol, tranquillanti, ipno sedativi e solventi volatili.

Oppiacei

Gli oppiacei includono: oppio, morfina, codeina, eroina e metadone. L’oppio o la resina essiccata viene estratto dal papavero da oppio o Papaver somniferum. È stato utilizzato per migliaia di anni da egiziani, arabi e greci per il trattamento del dolore e della diarrea.

I principi attivi della pianta furono isolati all’inizio del XIX secolo, quando si iniziò ad utilizzare codeina e morfina. D’altra parte, nell’Ottocento, gran parte dei tossicodipendenti da uso di morfina venivano ricoverati negli ospedali militari.

Nel 1874 fu sintetizzata l’eroina, inizialmente venduta come farmaco per la tosse e, in seguito, per disintossicare i morfinomani. Attualmente alcuni oppioidi vengono prescritti come analgesici, anestetici, antidiarroici e sedativi della tosse.

Alcol

L’alcol attraversa facilmente le membrane cellulari, viene rapidamente assorbito dallo stomaco e distribuito a tutti i tessuti. Essendo una molecola semplice, non ha una complessità strutturale tale da interagire con un recettore specifico, come la maggior parte dei farmaci psicoattivi.

L’alcol è un depressore tranquillizzante del SNC. A piccole dosi, riduce l’ansia, disinibendo l’attività corticale attraverso la depressione delle funzioni delle aree sottocorticali. Questo produce uno stato di eccitazione (Adams e Victor, 1981) e aumenta la frequenza cardiaca e respiratoria.

A dosi più elevate, l’azione depressoria si manifesta sui neuroni corticali, producendo una diminuzione del livello di coscienza e della coordinazione motoria.

Tranquillanti, ipnotici e sedativi

In questo gruppo troviamo barbiturici, ipnotici, carbammati (meprobamato) e benzodiazepine, usati per trattare problemi di insonnia, ansia e casi di abuso e dipendenza da altri farmaci.

Solventi volatili

Le sostanze volatili sono sostanze con un basso potenziale di dipendenza, che vengono spesso utilizzate come droghe ricreative.

L’intossicazione con questo tipo di farmaco è molto simile all’intossicazione alcolica o da ipnotici, ansiolitici e sedativi (quindi la diagnosi differenziale in questi casi è molto importante).

Sostanze d’abuso stimolanti del sistema nervoso centrale

Nel secondo gruppo di sostanze d’abuso troviamo gli stimolanti del SNC, chiamati anche psicoanalettici.

La loro proprietà principale è attivare o stimolare il SNC. In questo gruppo troviamo anfetamine e anoressizzanti, cocaina, xantine (caffè, tè e bevande a base di cola, cacao, teobromina e teofillina) e tabacco.

Anfetamine

Le anfetamine sono composti con effetti rinforzanti e stimolanti simili alla cocaina.

Tuttavia, mentre la cocaina è ottenuta illegalmente, tranne qualche rara eccezione, le anfetamine sono prescrivibili. Vengono usate nel trattamento dell’obesità, dell’iperattività e della narcolessia, poiché sono prive di effetti anestetici locali e causano meno effetti collaterali.

Cocaina

La cocaina è una sostanza ottenuta dalla pianta Erythroxylon coca in Perù, Ecuador, Colombia e Bolivia, dove la sua foglia è stata masticata per più di duemila anni dalle tribù dei nativi americani.

I suoi effetti sono stati estremamente utili nelle aree in cui l’uomo vive a migliaia di metri sul livello del mare. Questi includono la capacità di combattere la stanchezza, la sensazione di fame e freddo e di agire come anestetico.

La purezza della cocaina consumata varia molto e può essere mescolata a zucchero, procaina o altre sostanze. Viene consumata per aspirazione, iniezione sottocutanea o endovenosa. Il suo meccanismo d’azione blocca la ricaptazione di dopamina, serotonina e catecolamine (adrenalina e norepinefrina).

Xantine

Le xantine sono sostanze stimolanti che includono caffè, tè e bevande a base di cola, cacao, teobromina e teofillina. La teobromina, ad esempio, si trova principalmente nel cioccolato.

Tra questi spicca la caffeina, presente in maniera massiccia nelle nostre vite ovvero nel caffè, nel tè, nelle bibite o anche nei medicinali.

Tabacco

La nicotina prende il nome dalla pianta del tabacco Nicotiana tabacum. All’inizio, il suo uso era medicinale poiché si credeva che il fumo proteggesse dalle malattie (principalmente dai parassiti). Il tabacco fu introdotto in Europa nel XVI secolo, veniva fumato ma anche usato come insetticida.

È una sostanza euforica con proprietà rinforzanti simili a quelle della cocaina e degli oppiacei; infatti, entrambe le dipendenze hanno molti punti in comune.

Psicodislettici

Un altro gruppo di sostanze è quello dei farmaci allucinogeni o psicodislettici, in grado di modificare l’attività psichica, oltre a produrre disturbi percettivi (come le allucinazioni).

Tra questi troviamo l’LSD, il peyote e suoi derivati, gli allucinogeni sintetici (droghe sintetiche) e i derivati dalla cannabis.

Allucinogeni sintetici (droghe sintetiche), LSD e altri

Tra gli allucinogeni troviamo gli ergotici (LSD, semi della Morning Glory), fenilalchilamine (mescalina, STP e MDMA, chiamata anche “ecstasy”), alcaloidi indolici (psilocibina, DMT), fenciclidina e altri.

La cannabis è esclusa perché, sebbene possa avere effetti allucinogeni, esistono differenze significative nei suoi effetti psicologici e comportamentali.

Derivati della cannabis

Droghe ricreative e sostanze d'abuso
Le droghe ricreative sono spesso accompagnate da abuso di alcol.

I cannabinoidi sono sostanze derivate dalla pianta di Cannabis sativa. Il principio attivo predominante è il 9-tetraidrocannobiolo (THC). Questa sostanza si presenta sul mercato in diversi modi con una concentrazione di questo principio attivo dell’8%.

L’hashish o cioccolato (che è l’essudato di resina secca estratto per filtrazione dalla parte superiore della pianta e dalla faccia inferiore delle foglie) ha una concentrazione del 15%.

Infine, troviamo anche l’olio di hashish, che è un concentrato distillato di hashish e ha una concentrazione del 60%, oltre al seme, che supera il 60%. La sua modalità di consumo è solitamente il fumo, ma può anche essere ingerita per via orale, mescolata con altre sostanze o addirittura con il cibo.

La classificazione dell’OMS (1970)

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) classifica i diversi tipi di sostanza in base al loro valore terapeutico e alla pericolosità associata:

Sostanze di tipo A

In questo gruppo troviamo le droghe allucinogene. Il loro abuso costituisce un pericolo e il loro effetto terapeutico è scarso o nullo.

Sostanze di tipo B1

Nel gruppo B1 troviamo le anfetamine (farmaci stimolanti); il loro valore terapeutico è basso.

Sostanze di tipo B2

Le sostanze di tipo B2, secondo l’OMS, includono barbiturici e ipnotici. Il valore terapeutico è medio-alto.

Sostanze di tipo C

Infine, nel gruppo C troviamo le benzodiazepine. Il loro valore terapeutico è scarso o importante (a seconda del sottotipo di farmaco) e il loro pericolo per la salute pubblica è basso, sebbene non trascurabile.

Altri modi per classificare le sostanze d’abuso

Oltre alla classificazione delle sostanze d’abuso in base alla loro azione sul SNC e la classificazione dell’OMS, troviamo altri criteri, quali:

  • Classificazione socioculturale: droghe istituzionalizzate, illegali o legali con possibile uso illegale.
  • Classificazione Lewin : Euphorica, phantastica, inebrantia, hypnotica ed exitantia.
  • Di Delay e Deniker: psicoanalettici, psicolettici, psicodislettici.

Le sostanze d’abuso possono essere classificate in diversi modi, anche se la classificazione più diffusa è quella che le suddivide in base alla loro azione sul SNC, sopra riportata.

È importante essere ben informati sull’azione che esercitano sull’organismo e promuovere l’informazione e la prevenzione.

  • American Psychiatric Association –APA- (2014). DSM-5. Manual diagnóstico y estadístico de los trastornos mentales. Madrid: Panamericana.
  • Belloch, A., Sandín, B. y Ramos, F. (2010). Manual de Psicopatología. Volumen II. Madrid: McGraw-Hill.
  • Berrios, G. (1990). Trastornos orgánicos en psiquiatría. En Fuentenebro, F., Vázquez, C. (1990). Psicología médica, psicopatología y psiquiatría. Interamericana McGraw-Hill: Madrid.
  • Carlson, N. (199). Fisiología de la conducta. Ariel: Barcelona.
  • Mendoza Patiño, Nicandro (2008). «Desarrollo histórico de los conceptos básicos de la farmacología». Farmacología medica (1ª edición). México: Ed. Médica Panamericana.
  • Organización Mundial de la Salud (1994). Glosario de términos de alcohol y drogas.