Saturazione di ossigeno: cos’è e come si misura?

10 Aprile, 2021
This article has been written and endorsed by el médico Diego Pereira
Asma, BPCO e COVID-19 sono alcune malattie in cui è utile misurare regolarmente la saturazione di ossigeno.

La saturazione di ossigeno nel sangue influenza un gran numero di funzioni nel corpo umano. Allo stesso tempo, varie malattie possono alterare questo parametro che può essere misurato con metodi diversi (invasivi e non invasivi).

Ecco un breve articolo su questo interessante aspetto della salute. Continuate a leggere per maggiori informazioni!

La respirazione

La saturazione dell'ossigeno può essere alterata da alcune patologie
Quando il tessuto polmonare si deteriora (indipendentemente dalla causa) può diminuire la saturazione di ossigeno.

L’ossigeno è molto abbondante sul pianeta terra. Sebbene la percentuale sia variabile, si stima che rappresenti circa il 21% degli elementi presenti nell’aria; è quindi molto importante per gli esseri viventi.

L’ossigeno viene utilizzato, da un punto di vista molecolare, per generare energia in modo molto più efficiente. Nell’uomo, questo processo è chiamato respirazione aerobica. Durante il processo viene prodotta anidride carbonica (CO2): è una sostanza “di scarto”, poiché non svolge altre funzioni nell’uomo (ma in natura sì).

Man mano che la concentrazione di ossigeno nell’ambiente diminuisce (come avviene ad alta quota), gli organi iniziano ad avere difficoltà per mancanza di energia. In queste situazioni scattano alcuni meccanismi di compensazione, ma di solito si sviluppano dopo diversi mesi di esposizione.

L’ingresso dell’ossigeno, così come l’uscita di anidride carbonica, avviene attraverso le vie aeree. I polmoni sono gli organi principali del sistema e se li osserviamo al microscopio, noteremo delle strutture chiamate alveoli, che hanno la forma di un sacco con le pareti molto sottili.

Queste pareti sono in stretto contatto con i vasi sanguigni, i capillari (che trasportano l’anidride carbonica dai tessuti). Durante la ventilazione, l’ossigeno inspirato passa ai capillari per essere distribuito al resto del corpo, mentre la CO2 passa agli alveoli, per essere espulsa attraverso l’espirazione.

Quest’ultimo processo è noto come scambio di gas; sono numerosi i fattori che possono alterarne il funzionamento.

Cosa esprime la saturazione di ossigeno?

Il termine saturazione si riferisce, in generale, alla quantità di un determinato gas in un mezzo liquido, espressa in percentuale (%). In questo caso, è la quantità di ossigeno nel sangue.

Questo elemento si trova unito all’emoglobina, una molecola presente nei globuli rossi o eritrociti. La sua diminuzione patologica provoca anemia, di cui l’anemia falciforme è una delle forme più importanti.

Nelle persone sane, il range normale è compreso tra il 95 e il 99%. Con questi livelli, tutti gli organi e i tessuti hanno un adeguato apporto di ossigeno e funzionano in modo ottimale. Naturalmente, ciò dipende anche da altri fattori come la presenza di macronutrienti nell’organismo, oltre che dal corretto funzionamento del sistema cardiovascolare.

Da un punto di vista clinico, i medici spesso analizzano questo parametro per rilevare alterazioni nel sistema polmonare. Come vedremo più avanti, esistono diversi metodi per misurarlo. L’uso di un saturimetro, ad esempio, è uno strumento non invasivo, economico e accessibile che permette di prendere una decisione quando è in gioco la vita del paziente.

Esistono diversi nomi per indicare la saturazione dell’ossigeno, a seconda della struttura vascolare coinvolta.

  • S02: si riferisce al valore in generale.
  • Sa02: si riferisce alla saturazione arteriosa.
  • Sv02: si riferisce alla saturazione venosa.
  • PaO2: è la pressione parziale dell’ossigeno e può essere misurata solo con un’emogasanalisi arteriosa.

Come misurare la saturazione di ossigeno?

Esistono diversi strumenti per eseguire la misurazione. Il principale, grazie al suo facile accesso e utilizzo, è il saturimetro o il pulsossimetro. Sebbene per anni sia stato utilizzato come strumento ad uso esclusivo del personale sanitario e di pazienti con gravi patologie polmonari,  con la pandemia COVID-19 è diventato un oggetto molto comune.

È uno strumento non invasivo ed economico per la stima della saturazione di ossigeno. Si tratta di solito di un piccolo dispositivo (circa 6×5 cm) apribile da applicare su una delle dita.

Il saturimetro, mediante delle luci che “attraversano” il dito e che vengono catturate da un rilevatore all’altra estremità del dispositivo, consente di determinare la saturazione dell’emoglobina.

È una tecnica indolore che può essere eseguita in qualsiasi momento. Ha lo svantaggio di non essere del tutto precisa. In generale, quando la saturazione è inferiore al 90%, è necessario contattare il medico per determinarne il motivo.

L’emogasanalisi arteriosa è un metodo utilizzato in ospedale e fornisce informazioni molto più accurate rispetto alla pulsossimetria.

Come abbiamo detto nella sezione precedente, ci permette di misurare la pressione parziale dell’ossigeno (PaO2), ma richiede il prelievo di un piccolo campione di sangue, solitamente nell’arteria radiale. Lo svantaggio è che di solito è un po’ fastidioso.

Il campione di sangue viene in seguito introdotto in apparecchiature che, quasi istantaneamente, sono in grado di fornire dati importanti sull’ossigenazione e sul pH del sangue. Ciò consente di individuare anomalie metaboliche o respiratorie; è ampiamente utilizzato nelle unità di terapia intensiva. A meno che non si tratti di un’emergenza, non viene eseguita regolarmente.

Condizioni che possono alterare la saturazione di ossigeno

Alcune malattie provocano un calo nella saturazione dell'ossigeno
La BPCO è una delle condizioni in cui la saturazione di ossigeno tende a diminuire.

Sono diverse le patologie che possono alterare questo valore, la maggior parte di origine polmonare. Nelle malattie croniche che causano un danno progressivo, spesso il corpo del paziente è in grado di adattarsi a bassi livelli di ossigeno senza manifestare sintomi evidenti.

È il caso dei fumatori che sviluppano una broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Molti tendono a convivere con bassi valori di ossigeno causati dal danno polmonare; talvolta possono tollerarlo meglio di chi va incontro a una rapida diminuzione dell’ossigeno arterioso a causa di qualsiasi patologia acuta.

Altre condizioni comprendono polmonite, fibrosi polmonare o tumori dell’apparato respiratorio. Ognuno di esse può alterare l’equilibrio tra la struttura del polmone e i vasi sanguigni che entrano in contatto con gli alveoli.

Ad esempio, alcuni tipi di cancro ai polmoni sono in grado di provocare il collasso polmonare, con la conseguente mancata ossigenazione.

Un caso simile è la fibrosi polmonare. Qui, per ragioni diverse, aumenta la quantità di tessuto cicatriziale, fenomeno che ostacola un adeguato scambio gassoso. Spesso deriva dall’esposizione professionale a determinate sostanze (come metalli pesanti e amianto), radiazioni, chemioterapia e malattie infiammatorie sistemiche.

A volte, è un difetto dell’emoglobina a causare uno scarso apporto di ossigeno ai tessuti. Nella metaemoglobinemia, nonostante i tessuti dell’apparato respiratorio siano integri, l’ossigenazione dei tessuti risulta difficoltosa, con conseguenti danni progressivi agli organi.

Saturazione dell’ossigeno e COVID-19

Il COVID-19 può generare un quadro clinico di rapido deterioramento della funzione polmonare. Nonostante molti esiti letali abbiano a che fare con fenomeni di coagulazione (riconoscibili nelle persone sane da alcuni campanelli d’allarme), un calo della saturazione di ossigeno è responsabile di numerosi sintomi della malattia, tra cui:

  • Debolezza o affaticamento.
  • Pallore.
  • Dita delle mani o dei piedi fredde o bluastre.
  • Aumento della frequenza respiratoria e cardiaca.

Viene spesso consigliato al paziente curato in casa di tenere a portata di mano un saturimetro, e di avvisare tempestivamente il medico in caso di variazione dei valori.

Un valore importante

La saturazione dell’ossigeno è un valore fondamentale in medicina. In situazioni di pericolo permette di prendere precise decisioni terapeutiche e, grazie al saturimetro, è possibile monitorare il nostro stato di salute anche tra le pareti domestiche.

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