Elioterapia o bagni di sole: in cosa consiste?

Daniela Andarcia · 24 Maggio, 2021
L'elioterapia trova applicazione nel trattamento dei disturbi della pelle, del sonno e dell'umore. Non essendo priva di rischi, andrebbe eseguita sotto controllo medico.

L’elioterapia, fototerapia o terapia della luce è una tecnica terapeutica che consiste nell’esporsi alla luce solare o artificiale (lampade fluorescenti, lampade alogene o diodi a emissione di luce).

Si pensa che venisse praticata già 3.500 anni fa. Gli antichi egizi, ad esempio, usavano i bagni di sole per curare le malattie della pelle come la vitiligine.

La fototerapia moderna è stata ideata dal premio Nobel per la medicina Niels Ryberg Finsen, il quale inserì anche le sorgenti di luce artificiale nel trattamento del lupus vulgaris. Da allora, questa pratica ha ottenuto un’ampia accettazione.

Usi e benefici dell’elioterapia

Oggi l’elioterapia è stata perfezionata ed è il trattamento naturale di scelta per alleviare un gran numero di condizioni. Vediamole in dettaglio.

1. Malattie della pelle

L'elioterapia può essere utilizzata per curare l'eczema.
Alcune malattie della pelle possono essere curate con l’elioterapia.

La fototerapia può trattare condizioni della pelle come eczema, psoriasi, vitiligine, prurito e persino i sintomi del linfoma cutaneo a cellule T. Il principio sui cui si basa è la capacità della luce ultravioletta di rallentare la moltiplicazione delle cellule epiteliali e ridurre l’infiammazione.

Esistono tre tipi di fototerapia utili in queste condizioni:

  • Raggi UVB a banda larga: secondo uno studio pubblicato su Journal of the American Academy of Dermatology, questa terapia potrebbe alleviare l’eczema e la psoriasi utilizzando l’intero spettro della radiazione ultravioletta-B.
  • Raggi UVB a banda stretta: è la più utilizzata dai dermatologi. Sebbene utilizzi solo una piccola parte della radiazione UVB, è più intensa della precedente.
  • PUVA: è una tecnica che si basa sulla combinazione di radiazioni ultraviolette ad alta lunghezza d’onda (UVA) con una sostanza chimica chiamata psoraleni. È più intensa delle terapie precedenti e provoca anche effetti collaterali, quindi è considerata solo come ultima opzione.

Occorre tenere presente che gli effetti della fototerapia sulle malattie della pelle sono temporanei. Quindi è necessario sottoporsi a numerose sedute affinché si mantengano nel tempo.

2. Disturbi del sonno e dell’umore

Alcuni studi consigliano la terapia della luce a chi soffre di disturbo affettivo stagionale (SAD) e disturbi del ritmo circadiano del sonno.

Disturbo affettivo stagionale (SAD)

Conosciuto anche come depressione stagionale, questo disturbo è causato dal cambio della stagione; di solito inizia in autunno e continua per tutto l’inverno.

La terapia della luce per il SAD richiede l’utilizzo di una speciale scatola luminosa che emette luce soffusa a una lunghezza d’onda standard. Tuttavia, va notato che potrebbe causare una serie di effetti collaterali come affaticamento, mal di testa, insonnia, irritabilità e iperattività.

Poiché questi effetti sono minimi e temporanei, è uno dei trattamenti più consigliati in quanto semplice da utilizzare ed economico.

Disturbi del ritmo circadiano del sonno

Secondo uno studio pubblicato su Sleep Medicine Clinics, l’elioterapia può aiutare chi soffre di disturbi del sonno del ritmo circadiano a recuperare ritmi e orari di sonno normali. È il caso della sindrome della fase del sonno ritardata (DSPS).

Certo, è necessario che l’esposizione alla luce venga fatta in un momento determinato della giornata. Questo momento sarà lo specialista a indicarlo, dopo aver valutato una serie di sintomi individuali.

3. Un aiuto nel trattamento di tumori e processi precancerosi

Esistono prove scientifiche secondo cui la terapia fotodinamica (PDT) aiuti a trattare alcuni tipi di cancro e processi precancerosi. In questo caso verrà combinato un farmaco, noto come fotosensibilizzatore, con una luce speciale. Quando i fotosensibilizzatori sono esposti a una specifica lunghezza d’onda della luce, sono in grado di uccidere le cellule più vicine.

Questo farmaco viene di solito applicato localmente e viene assorbito sia dalle cellule normali che da quelle cancerose. Tuttavia, si stima che la sostanza si concentri nelle cellule tumorali perché tendono a dividersi più rapidamente. Inoltre, le cellule normali la eliminano più facilmente.

È in questa fase, quando il fotosensibilizzatore lascia le cellule sane, che l’area da trattare viene esposta alla luce. La reazione culmina nella produzione di un prodotto a base di ossigeno che porta alla morte delle cellule tumorali.

4. Abbassa il livello di bilirubina nei neonati

Da oltre sessant’anni, la fototerapia è utilizzata per trattare l’ittero. Quest’ultimo termine si riferisce all’ingiallimento della pelle, degli occhi e di altri tessuti del corpo causato da alti livelli di bilirubina nel sangue (iperbilirubinemia).

Secondo uno studio pubblicato su Current Pediatric Reviews, la fototerapia è efficace nel ridurre i livelli di bilirubina nel sangue del bambino. Questo perché la bilirubina assorbe la luce e procede alla scomposizione in sostanze che il corpo del neonato è in grado di elaborare ed espellere.

Esistono due modi per eseguire questa terapia sui bambini. Nel primo e più comune, il bambino, con gli occhi coperti, viene esposto all’azione di lampadine alogene o lampade fluorescenti.

Nel secondo, impiegato nei neonati prematuri o in quelli che sono stati trattati con luci convenzionali, vengono utilizzate le biliblankets, coperte in fibra ottica che illuminano il corpo del bambino con luce blu.

Altri possibili usi dell’elioterapia

Secondo un articolo pubblicato su International Journal of Ophthalmology and Clinical Drug Investigation, la fototerapia può anche aiutare a trattare malattie come la retinopatia diabetica e l’alopecia.

Effetti collaterali dell’elioterapia

Effetti avversi dell'elioterapia
Paradossalmente, l’impiego ripetitivo di questa terapia può avere effetti dannosi.

La terapia della luce presenta una serie di rischi che devono essere presi in considerazione. Innanzitutto, i raggi ultravioletti possono causare danni alla pelle a livello molecolare che portano a invecchiamento precoce o fotoinvecchiamento.

Inoltre, l’esposizione a grandi quantità di luce ultravioletta può aumentare il rischio di cancro della pelle. Più lunghe sono le sedute e più chiara è la pelle, maggiore è il rischio.

La frequenza di questi trattamenti è stata anche collegata a fenomeni di immunosoppressione. Può, cioè, indebolire il sistema immunitario, esponendo maggiormente il corpo a sviluppare malattie.

Sottoporsi a trattamenti come PUVA o PDT può rendere gli occhi più sensibili alla luce. Se questi non sono ben protetti durante l’esposizione, sia alla luce del sole che ad altre luci intense, è probabile che vengano danneggiati.

Quando non è consigliata la terapia della luce?

Evitate l’elioterapia e informate il vostro medico in anticipo se:

  • Siete in gravidanza o state allattando.
  • Esiste una storia familiare di cancro della pelle.
  • Avete una malattia del fegato.
  • Soffrite di lupus eritematoso sistemico.

Elioterapia, una pratica curativa ampiamente accettata

L’elioterapia è una pratica terapeutica che utilizza la luce solare o artificiale per alleviare un numero significativo di malattie.

Esistono prove scientifiche che dimostrano la sua capacità di portare a un miglioramento nei disturbi della pelle, del sonno e dell’umore. Utile anche nel trattamento di alcuni tumori, pre-cancro, alti livelli di bilirubina e ittero.

Tuttavia, è necessario prestare attenzione alla frequenza dell’esposizione ai raggi UV. Può causare, infatti, un invecchiamento precoce della pelle, aumentare il rischio di sviluppare il cancro cutaneo e causare cataratta.

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