Ranitidina: che cos’è e a cosa serve?

Daniela Andarcia · 27 Maggio, 2021
La ranitidina è un farmaco controverso. In alcuni paesi la sua vendita è addirittura vietata. Scoprite a cosa serve, quali sono i suoi effetti collaterali e perché il suo impiego è stato limitato.

La ranitidina è un farmaco disponibile in diverse presentazioni, in genere una da banco e una con prescrizione medica. È usata per trattare varie condizioni come l’ulcera gastrica o alti livelli di acidità.

Il suo principio attivo è conosciuto con lo stesso nome, ranitidina. Attualmente, diversi paesi hanno sospeso la vendita dei medicinali o lotti a base di ranitidina, avendo riscontrato livelli inaccettabili di NDMA, una sostanza che può essere cancerogena.

Zantac è il marchio che produce ranitidina come compressa orale, sebbene possa essere trovato sul mercato come farmaco generico. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Per cosa si usa?

La ranitidina riduce il bruciore di stomaco
La ranitidina riduce il bruciore di stomaco e quindi anche gli effetti del reflusso gastroesofageo.

La ranitidina è usata per trattare varie condizioni come:

In genere è da intendere come trattamento a breve termine, sebbene ciò dipenda dal disturbo da trattare.

Come si assume?

Prima di indicare la dose, la frequenza e la presentazione della ranitidina da assumere, occorre tenere conto di alcuni fattori.

  • Tipo di disturbo.
  • Età.
  • Gravità del sintomo.
  • Reazione al farmaco,
  • Presenza di altre malattie.

Presentazioni di ranitidina

Il marchio Zantac e la ranitidina generica possono essere trovati in compresse orali da 150 a 300 milligrammi. È, tuttavia, disponibile anche in capsule e sciroppo o in soluzione iniettabile.

Dosi

È bene tenere presente che le dosi possono variare a seconda del disturbo. Di solito, nei pazienti di età compresa tra 17 e 64 anni, viene prescritta una dose da 150 milligrammi, due volte al giorno o 300 milligrammi da assumere solo una volta ogni 24 ore. Alcuni medici consigliano di assumerla prima di andare a letto o dopo cena.

Per i bambini di età inferiore a un mese non è un farmaco sicuro. Tuttavia, dal primo mese ai 16 anni, il medico può prescrivere la dose da 2 a 4 milligrammi, due volte al giorno e in base al peso corporeo.

La dose di 300 milligrammi al giorno non può essere superata.

Non è raccomandata per le persone di età superiore ai 65 anni, poiché può causare allucinazioni, delirio e altri effetti collaterali. Se necessario, lo specialista può consigliare una dose più bassa.

Chi non dovrebbe prenderla?

La ranitidina potrebbe non essere sicura in alcuni casi. In presenza di queste malattie o condizioni occorre informare il medico.

  • Diabete.
  • Una dieta povera di calcio o sale.
  • Disturbi renali.
  • Fenilchetonuria
  • Allergia alla ranitidina.

Come abbiamo detto, questo farmaco non può essere somministrato ai bambini sotto il mese di età. Esistono prove scientifiche che la ranitidina può renderli più inclini a sviluppare infezioni e persino aumentare la probabilità di morte. Tuttavia, sono ancora necessarie ulteriori ricerche a questo proposito.

Quali sono i possibili effetti collaterali?

Il mal di testa è uno degli effetti collaterali della ranitidina
Gli effetti negativi di questo farmaco sono vari, ma generalmente lievi.

Gli effetti della ranitidina in compressa possono essere suddivisi in due gruppi, gli effetti collaterali comuni e quelli considerati gravi.

Effetti collaterali comuni

  • Mal di testa.
  • Sonnolenza.
  • Diarrea.
  • Stipsi.
  • Mal di stomaco.
  • Nausea e vomito

Se questi effetti non scompaiono in pochi giorni occorre consultare il medico.

Effetti collaterali gravi della ranitidina

In presenza di uno di questi sintomi, bisogna consultare immediatamente il medico:

  • Urina scura.
  • Forte mal di stomaco.
  • Itterizia.
  • Stato confusionale, stanchezza estrema o agitazione.
  • Disturbi della vista.
  • Allucinazioni.
  • Tachicardia.
  • Respirazione difficoltosa.

Se notate altri problemi, consultate immediatamente il medico. Non tutti gli effetti collaterali sono presenti in questo elenco, perché ogni persona può manifestare segni diversi.

Cosa succede se si smette di assumere la ranitidina?

Come abbiamo visto, occorre fare attenzione all’impiego di questo farmaco; quindi si consiglia di informare il medico prima di sospenderne l’uso e iniziare con un farmaco alternativo.

Cosa fare in caso di sovradosaggio?

Chiamate il 112 o recatevi al pronto soccorso.

Come conservare e smaltire questo medicinale?

Come per tutti i farmaci, occorre seguire le indicazioni riportate sulla confezione. La regola generale è di tenere le compresse nel loro contenitore originale e, in questo caso, in un luogo fresco.

Per quanto riguarda lo smaltimento, non bisogna mai gettare i farmaci nel water. Potete gettare le compresse inutilizzate nella spazzatura, proteggendole in modo da rendere impossibile il consumo o meglio portarle nell’apposita raccolta in farmacia.

Ranitidina, un farmaco vietato in alcuni paesi

Sebbene sia ancora sotto inchiesta, la ranitidina può aumentare la probabilità di sviluppare alcune malattie, motivo per cui alcuni paesi hanno sospeso la vendita. Viene utilizzata per trattare le ulcere gastriche o intestinali o prevenire le ricadute.

Ricordate di non assumere questo farmaco con altri farmaci; un’assunzione simultanea potrebbe alterare l’azione e causare gravi effetti collaterali. Consultate il medico e interrompete l’uso se notate disturbi della vista, forti dolori allo stomaco o altri sintomi.

Infine, tenete presente che questo articolo è a scopo informativo e non sostituisce la visita o il consiglio del medico. Evitate l’automedicazione e prendete solo i farmaci approvati dal vostro medico di fiducia.

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