Cosa sono le dissonnie? Caratteristiche, tipi, cause e trattamento

Le dissonnie sottraggono qualità e quantità al nostro sonno. Includono l'insonnia, l'ipersonnia e la narcolessia. Scoprite i disturbi del sonno più importanti, le loro cause e i trattamenti.
Cosa sono le dissonnie? Caratteristiche, tipi, cause e trattamento
Laura Ruiz Mitjana

Scritto e verificato da la psicóloga Laura Ruiz Mitjana in 25 maggio, 2021.

Ultimo aggiornamento: 25 maggio, 2021

Un sonno riposante ci permette di “funzionare bene” durante la giornata, recuperare le forze e, soprattutto, godere di una buona salute mentale. Ma cosa succede quando non riposiamo abbastanza? Quali sono le cause dei disturbi del sonno o dissonnie?

Le dissonnie sono definite come “alterazioni che interferiscono con la quantità e la qualità del nostro sonno, rendendolo meno riparatore”. A seconda della loro natura, esistono tre gruppi di dissonnie. Vediamo quali sono le caratteristiche, le cause e i trattamenti.

Che cosa sono le dissonnie?

L'insonnia rientra nel gruppo delle dissonnie
L’insonnia rientra nel gruppo delle dissonnie.

La Classificazione internazionale dei disturbi del sonno (ICSD) distingue tre grandi gruppi di disturbi del sonno: dissonnie, parasonnie (disturbi psicologici che si verificano durante il sonno) e disturbi psichiatrici del sonno.

Nel caso delle dissonnie si parla di disturbi che sottraggono qualità e quantità al nostro sonno. Inoltre, alterano l’orologio biologico e interferiscono nella vita diurna, causando malessere.

All’interno delle dissonnie, troviamo tre gruppi di disturbi:

  • Intrinseci.
  • Estrinseci.
  • Dal ritmo circadiano del sonno.

1. Dissonnie intrinseche del sonno

All’interno di questo gruppo troviamo, ulteriormente, una serie di disturbi con caratteristiche variabili. Sempre secondo l’ICSD, sono i seguenti:

  • Insonnia psicofisiologica.
  • Insonnia idiopatica.
  • Narcolessia.
  • Ipersonnia ricorrente o idiopatica.
  • Ipersonnia post-traumatica.
  • Sindrome da apnea notturna.
  • Disturbo da movimenti periodici degli arti.
  • Sindrome delle gambe senza riposo.

Sono, quindi, numerose le dissonnie. Ne evidenziamo tre: insonnia, ipersonnia e narcolessia.

Insonnia

L’insonnia è il disturbo del sonno più comune. Secondo i dati del DSM-5, è il disturbo più diffuso con l’aumentare dell’età, soprattutto nelle donne. Appare nell’1-10% della popolazione adulta.

Comporta una difficoltà ad addormentarsi o a rimanere addormentati. Include anche casi di risvegli precoci (prima dell’orario desiderato).

Ipersonnia

L’ipersonnia comporta un’eccessiva sonnolenza diurna che si manifesta nonostante la durata del sonno sia almeno di sette ore.

Sono presenti, inoltre, episodi di sonno o addormentamento diurno. Per diagnosticare l’ipersonnia, i sintomi devono comparire almeno tre volte a settimana e durare per un minimo di un mese (secondo ICD-10).

Narcolessia

La narcolessia comporta periodi ricorrenti di irrefrenabile bisogno di dormire, addormentarsi o schiacciare un pisolino nello stesso giorno.

Per parlare di narcolessia, secondo il DSM-5, gli episodi di sonno devono verificarsi almeno tre volte a settimana. I sintomi durano almeno tre mesi.

2. Dissonnie estrinseche del sonno

In questo secondo gruppo di dissonnie rientrano i disturbi del sonno estrinseci (cioè dipendono da fattori esterni o ambientali). Comprendono:

  • Igiene del sonno inadeguata.
  • Disturbo ambientale del sonno.
  • Insonnia da altitudine.
  • Disturbo del sonno dell’adattamento (ad esempio legato ai turni di lavoro).
  • Insonnia da allergia alimentare.
  • Sindrome dell’alimentazione notturna.
  • Disturbi del sonno secondari all’ingestione di alcol, droghe o sostanze.

In questo gruppo si evidenzia un’igiene del sonno inadeguata, un abitudine più diffusa di quanto non si pensi.

Igiene del sonno inadeguata

Questo tipo di dissonnia è causata da una serie di abitudini che ostacolano un sonno profondo e riposante.

Tra le abitudini sono compresi orari irregolari (andare a dormire ogni giorno ad un’ora diversa), assumere troppa caffeina durante il giorno, non organizzare bene l’ambiente destinato al riposo (luce, temperatura…), ecc.

3, Disturbi del ritmo circadiano del sonno

Nel terzo gruppo di dissonnie troviamo i disturbi del ritmo circadiano del sonno. Comprendono:

  • Sindrome da cambiamento rapido del fuso orario (jet-lag).
  • Disturbo del sonno nel lavoratore notturno.
  • Sindrome da fase del sonno ritardata.
  • Sindrome da fase del sonno anticipata.
  • Disturbo del ritmo sonno-veglia diverso dalle 24 ore.

Cause

Le cause delle dissonnie possono essere molto varie, a seconda del tipo. In generale, parliamo di:

Aspetti temperamentali

Relazione tra ansia e disonnie
I disturbi d’ansia sono alla base di alcuni tipi di dissonnia.

L’ansia, o uno stile di personalità incentrato sulla preoccupazione, produce un fenomeno neurologico di eccitazione neuronale noto come arousal. Ciò provoca una tendenza a reprimere le emozioni, aumentando la vulnerabilità a diverse dissonnie, come l’insonnia.

Cause ambientali

Una scarsa illuminazione, poco comfort, temperature alte o basse e un’altitudine elevata possono aumentare la possibilità di soffrire di dissonnia.

Cause genetiche e fisiologiche

Ad esempio, nel caso dell’insonnia, il sesso femminile e l’età avanzata sono associati a una maggiore vulnerabilità a questo disturbo. In alcune dissonnie esiste anche una predisposizione familiare (dovuta alla genetica).

Altre cause

Anche una scarsa igiene del sonno può contribuire alle dissonnie. Ad esempio, consumo di caffeina in eccesso, orari irregolari, ecc.

Trattamento

Ogni dissonnia dovrebbe essere trattata in modo personalizzato.

Nel caso dell’insonnia, la dissonnia più frequente, sono numerosi gli approcci:

  • Rilassamento progressivo.
  • Ristrutturazione cognitiva.
  • Intenzione paradossale.
  • Controllo dello stimolo.
  • Cronoterapia.
  • Riduzione del tempo trascorso a letto.
  • Pacchetti di trattamento multicomponente.

La narcolessia può essere trattata attraverso diverse tecniche. Queste includono cambiamenti nello stile di vita, igiene del sonno, programmazione di brevi sonnellini diurni e periodi di sonno notturno, nonché cambiamenti nella dieta ed esercizio fisico.

Nei disturbi del ritmo sonno-veglia vengono utilizzate la cronoterapia, la fototerapia e la modifica del ritmo sonno-veglia (come le terapie comportamentali). Vediamole in dettaglio.

Cronoterapia

La cronoterapia viene utilizzata nei disturbi del ritmo sonno-veglia e anche nell’insonnia. Lo scopo è sincronizzare le diverse velocità e intensità delle funzioni del corpo.

Ciò si ottiene ritardando in modo progressivo l’ora in cui si va a letto fino al raggiungimento dell’ora ottimale (3 ore dopo tre giorni). È un trattamento che cerca di risincronizzare la tendenza circadiana del sonno con gli orari programmati di sonno.

Terapia della luce

La fototerapia consiste in un’intensa stimolazione luminosa emessa da speciali lampade. L’obiettivo è sincronizzare il ritmo circadiano sonno-veglia endogeno con il ciclo luce-buio. L’esposizione costante alla luce potrebbe essere di grande beneficio.

Dissonnie, in breve

I disturbi del sonno comprendono qualsiasi tipo di difficoltà correlata al sonno. All’interno di questi disturbi troviamo le dissonnie, disturbi che modificano la quantità, la qualità e gli orari del sonno.

Esiste un gran numero di dissonnie, le più frequenti sono l’insonnia e l’ipersonnia. Come sempre, è fondamentale chiedere consiglio al medico per recuperare un sonno profondo e riposante, necessario per sentirsi più attivi durante la giornata.

“Il sonno è l’unica medicina efficace”.

-Sofocle-

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