Come viene diagnosticata la colite ulcerosa?

La colite ulcerosa non è un disturbo facile da diagnosticare. In realtà non esiste un test unico e completamente affidabile, ma è la somma di più elementi che consente allo specialista di raggiungere una diagnosi sicura.
Come viene diagnosticata la colite ulcerosa?

Scritto da Josberth Johan Benitez Colmenares, 16 luglio, 2021

Ultimo aggiornamento: 16 luglio, 2021

La diagnosi di colite ulcerosa si basa sui risultati di esami mirati e test di laboratorio. In realtà non esiste un test unico e completamente affidabile, ma è la somma di più elementi che consente allo specialista di raggiungere una diagnosi sicura. Poiché i sintomi di questa malattia sono generici, durante il processo occorre escludere altre malattie gastrointestinali.

Una diagnosi precoce è molto importante nel decorso della malattia. La colite ulcerosa è una malattia cronica che peggiora nel tempo. Se non viene trattata in modo adeguato può causare complicazioni. Vediamo, dunque quali sono i passaggi da eseguire per diagnosticarla.

Esami di laboratorio per la diagnosi della colite ulcerosa

Il primo passo nella diagnosi di colite ulcerosa consiste nell’effettuare una valutazione generale del paziente, come ci ricorda la Fondazione Cronh’s & Colitis. Il medico terrà conto dei sintomi, delle abitudini, dell’anamnesi e della storia familiare, tra le altre cose.

Eseguirà inoltre una valutazione del gonfiore addominale, ulcere della bocca e altri sintomi extraintestinali. Sulla base di questo, comincerà ad escludere alcune malattie. In seguito, per maggiore sicurezza prescriverà i seguenti esami di laboratorio:

Esame delle feci

La diagnosi di colite ulcerosa comprende l'esame delle feci
L’esame delle feci aiuta a escludere altre condizioni e a comprendere meglio la malattia.

Sebbene non sia sufficiente per diagnosticare la colite ulcerosa, è molto utile per escludere cause batteriche o virali. Secondo Crohn’s & Colitis UK, è meno efficace nei soggetti con meno di 18 anni e con più di 60 anni. Si tratta quindi di un esame più utile nei pazienti tra i 20 e i 50 anni.

I ricercatori concordano sul fatto che calprotectina fecale, lattoferrina, elastasi e S100A12 sono i migliori indicatori per rilevare l’infiammazione nell’intestino crasso. Questi marcatori permettono di capire se il colon è coinvolto e saranno un buon punto di partenza per una colonscopia (vedi sotto).

Analisi del sangue

Come nel caso precedente, da sole non sono in grado di diagnosticare la colite ulcerosa. Il loro obiettivo è trovare alcuni marker comuni della malattia. Ad esempio, l’infiammazione del colon di solito porta a uno squilibrio dei nutrienti. Questo può causare anemia sideropenica e altri deficit.

L’evidenza suggerisce anche che i livelli di proteina C-reattiva e la sedimentazione degli eritrociti possono essere usati come marcatori. Allo stesso tempo, gli esami del sangue aiuteranno a escludere altre malattie.

Esami specifici per la diagnosi della colite ulcerosa

Gli esami precedenti sono il punto di partenza. Il passo successivo sarà confermare i sospetti con l’aiuto di esami mirati. Di solito lo specialista prescrive:

Colonscopia

Come sottolinea la Stanford Health Care, la colonscopia è una metodica utilissima nella diagnosi di colite ulcerosa. Permette di valutare lo stato delle pareti dell’intestino crasso per l’intera lunghezza e accertare il livello di deterioramento.

La colonscopia cercherà segni di infiammazione e ulcere sulla mucosa. È anche possibile prelevare un campione di tessuto morto da sottoporre ad analisi (biopsia). Il processo viene eseguito in sedazione, quindi di solito non si avverte alcun disagio durante l’esecuzione.

Sigmoidoscopia

Simile al precedente, ma meno invasiva. La sigmoidoscopia consente di visualizzare le condizioni del retto e la parte del colon più vicino ad esso (sigmoide). La maggior parte degli episodi di colite ulcerosa iniziano nel retto (proctite) prima di diffondersi al lato sinistro del colon (proctosigmoidite) fino a comprendere l’intero intestino crasso (pancolite).

Se i sintomi sono molto recenti o gli esami di laboratorio precedenti indicano un danno limitato, lo specialista può optare per la sola sigmoidoscopia. Nonostante ciò, non è considerato il test standard poiché il disturbo a volte può svilupparsi in altre parti dell’intestino crasso. Questo è il motivo per cui la colonscopia è l’opzione migliore.

Endoscopia

La diagnosi di colite ulcerosa include l'endoscopia
L’endoscopia è il gold standard per la diagnosi di molte malattie dell’apparato digerente, inclusa la colite ulcerosa.

Se lo specialista non ha trovato segni che indicano la colite ulcerosa, può eseguire un’endoscopia. Non è utile per rilevare la malattia stessa, ma viene utilizzata per escludere altre complicazioni gastrointestinali che possono causare i sintomi. A volte può essere rimossa una porzione di tessuto per sottoporla a esami di laboratorio (biopsia).

In alcune circostanze, saranno necessari altri esami diagnostici per immagini. I ricercatori suggeriscono di utilizzare i raggi X per escludere megacolon tossico. Sono utili anche il clisma opaco, l’enterografia e l’endoscopia capsulare.

Diagnosi differenziale della colite ulcerosa

Decine di complicazioni e malattie possono spiegare la comparsa dei sintomi, oltre la colite ulcerosa. La Stanford Medicine consiglia di escludere prima le infezioni batteriche, fungine e parassitarie. Altre diagnosi differenziali di colite ulcerosa includono:

  • Morbo di Crohn: è molto simile a questo disturbo, infatti entrambe sono le due possibili manifestazioni della malattia infiammatoria intestinale (IBD). È più comune nei giovani che negli adulti.
  • Colite ischemica: si verifica quando il flusso sanguigno che irrora l’intestino crasso si riduce. Di solito sviluppa gli stessi sintomi della colite ulcerosa, anche se la sua prevalenza è maggiore negli adulti di età superiore ai 60 anni.
  • Colite microscopica: una variante che si sviluppa dopo i 50 anni, caratterizzata dagli stessi segni tranne che per la presenza di sangue nelle feci.

Sebbene queste manifestazioni abbiano un quadro clinico molto simile, in realtà il loro trattamento è diverso. Ecco perché è così importante escluderle durante la diagnosi di colite ulcerosa, evitando così di iniziare un trattamento non efficace nel contrastare la vera causa.

Occorre ricordare che questa malattia attualmente non ha cura, ma può essere controllata con l’aiuto dei farmaci. Se soffrite di una malattia autoimmune, avete una storia di colite ulcerosa in famiglia o avvertite i sintomi, non indugiate nel prenotare una visita specialistica.

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