Che cos'è il prediabete?

Nel prediabete la glicemia è al di sopra dei valori normali, senza però raggiungere i requisiti per una diagnosi di diabete. È una condizione reversibile, quindi se trattata in modo adeguato, è possibile evitare la sua evoluzione in diabete di tipo 2.
Che cos'è il prediabete?

Scritto da Luis Rodolfo Rojas Gonzalez, 12 luglio, 2021

Ultimo aggiornamento: 12 luglio, 2021

Il diabete di tipo 2 è la forma di diabete più diffusa al mondo. Può svilupparsi nel giro di pochi anni e può essere preceduto da un periodo in cui il paziente presenta glicemia alta ma senza manifestare sintomi specifici. Questa condizione è nota come prediabete.

Nel prediabete i livelli glicemici nel sangue sono al di sopra dei valori normali, senza però raggiungere i requisiti per una diagnosi di diabete. Si tratta di uno stato subclinico molto diffuso, solo negli Stati Uniti interessa 88 milioni di adulti, secondo le stime dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie.

La diagnosi si basa principalmente sulla misurazione dei livelli di glucosio nel sangue. È importante sottolineare che è una condizione reversibile, quindi se trattata in modo adeguato, è possibile evitare la sua evoluzione in diabete di tipo 2.

Sintomi di prediabete

Il prediabete è correlato all'aumento di peso
Il prediabete di solito non causa molti sintomi. Tuttavia, le persone colpite sono spesso in sovrappeso o obese.

In termini generali, il prediabete non genera sintomi specifici e spesso passa inosservato. Questa condizione può rimanere stabile per molti anni, senza rivelare in modo chiaro la sua presenza.

In alcuni pazienti un segno di prediabete può essere l’acanthosis nigricans, che si manifesta con inscurimento nelle pieghe della pelle. Si sviluppa spesso nel collo, sebbene possa comparire anche in aree come le ascelle e l’inguine. Di solito è accompagnato dalla crescita di verruche.

In occasioni molto rare, le persone con prediabete possono sviluppare sintomi molto simili a quelli del diabete di tipo 2, anche se con intensità minore. In questo senso, i pazienti possono presentare una qualsiasi delle seguenti manifestazioni:

  • Fame eccessiva o polifagia.
  • Aumento del consumo di acqua o polidipsia.
  • Aumento del volume minzionale o poliuria.
  • Stanchezza.
  • Variazioni di peso.

Cause e fattori di rischio del prediabete

I livelli di glucosio nel sangue possono aumentare per due motivi: quando l’organismo sviluppa resistenza all’insulina o quando la produzione dell’ormone è insufficiente. L’insulino-resistenza è il principale disturbo legato al prediabete, una condizione in cui l’ormone non è in grado di introdurre glucosio nelle cellule.

L’insulina è un ormone prodotto nel pancreas; la sua funzione principale è permettere il passaggio del glucosio dal plasma alle cellule affinché possa essere utilizzato come energia. Non è invece in grado di esercitare la sua funzione quando il corpo sviluppa una resistenza nei suoi confronti. In questo caso il livello di glucosio nel sangue si mantiene elevato.

D’altra parte, l’insulino-resistenza può far sì che il pancreas smetta di funzionare correttamente, diminuendo la produzione dell’ormone dopo un po’ di tempo.

Entrambe le condizioni favoriscono la comparsa del prediabete e la sua successiva evoluzione a diabete di tipo 2.

Fattori di rischio

Una causa precisa per il prediabete non è stata ancora determinata, tuttavia, un gran numero di fattori di rischio aumentano la probabilità di insorgenza. La maggior parte di essi sono legati allo stile di vita, quindi possono essere modificati. Tra i principali fattori predisponenti troviamo:

  • Sovrappeso e obesità
  • Stile di vita sedentario.
  • Dieta ricca di carboidrati e grassi.
  • Abbondante grasso addominale.
  • Ipertensione incontrollata e alti livelli di colesterolo nel sangue.
  • Avere più di 45 anni.

Diagnosi

Diagnosi del prediabete attraverso esami del sangue
Spesso il prediabete viene diagnosticato durante esami del sangue di routine.

È importante tenere presente che la maggior parte dei pazienti con prediabete non presenta sintomi caratteristici. Spesso questa condizione viene diagnosticata per caso durante un esame del sangue di routine.

Il medico, tuttavia, deve tenere conto dei fattori di rischio per il paziente ed eventualmente consigliare un controllo periodico.

Gli esami del sangue indicati sono simili a quelli utilizzati nella diagnosi del diabete di tipo 2, ovvero la valutazione dei livelli di zucchero nel sangue.

Secondo l’American Diabetes Association (ADA), sia la glicemia a digiuno, che il test orale di tolleranza al glucosio e l’emoglobina glicata consentono di formulare la diagnosi. I valori standard di riferimento per ciascun esame sono:

  • Glicemia a digiuno: tra 100 e 125 milligrammi per decilitro.
  • Test di tolleranza al glucosio orale: tra 140 e 199 milligrammi per decilitro.
  • Emoglobina glicata: tra il 5,7 e il 6,4%.

In molti casi, possono essere necessari più esami del sangue prima di giungere a una diagnosi certa. Questo perché i livelli di glucosio nel sangue possono essere momentaneamente alterati da cambiamenti nella dieta, stress o attività fisica.

Trattamento del prediabete

La prima opzione nel trattamento del prediabete è apportare modifiche allo stile di vita, qualcosa di molto simile a quanto accade nel trattamento del diabete di tipo 2. In questo senso, uno dei principali accorgimenti da adottare è dimagrire; anche un dimagrimento moderato può aiutare in modo notevole a ridurre la glicemia.

Anche l’attività fisica regolare o il movimento possono aiutare. La contrazione muscolare aumenta l’ingresso di glucosio nelle cellule e migliora la sensibilità all’insulina a breve termine. Si consiglia quindi di dedicare almeno 30 minuti ad esercizi aerobici 5 giorni a settimana.

I cambiamenti nella dieta sono importanti quanto le due misure precedenti. Il principale consiglio è ridurre l’assunzione di carboidrati, grassi saturi e cibi processati ricchi di zuccheri. Allo stesso tempo, sarà bene aumentare il consumo di frutta e verdura fino a un massimo consigliato di 2,5 tazze al giorno.

D’altra parte, gli studi dimostrano che alcuni farmaci antidiabetici e la chirurgia bariatrica sono altrettanto utili nel trattamento del prediabete. L’assunzione di metformina, inibitori dell’alfa-glucosidasi, inibitori della lipasi pancreatica, meglitinidi e agonisti del GLP-1 ha mostrato ottimi risultati.

Complicanze associate

La principale complicanza del prediabete è la sua evoluzione in diabete mellito di tipo 2. Infatti, gli studi dimostrano che ogni anno tra il 5 e il 10% dei pazienti con diagnosi di prediabete sviluppano il diabete. Un trattamento tempestivo è essenziale per invertire la situazione.

Questa condizione provoca anche danni ai vasi sanguigni e al microcircolo, motivo per cui è possibile sviluppare malattie cardiovascolari, anche prima della sua progressione verso il diabete. D’altra parte, è anche associata a una forma precoce di retinopatia diabetica, disturbi renali e neuropatie.

L’importanza di prevenire il prediabete

Fortunatamente, il prediabete è una malattia che è possibile prevenire, anche in presenza di fattori di rischio. A tal fine è importante avere una vita più attiva e mantenere una dieta sana ed equilibrata. Questi accorgimenti aiuteranno a mantenere la glicemia entro i valori corretti.

Chi ha ricevuto una diagnosi di prediabete deve seguire il trattamento indicato dal medico e tenersi sotto controllo. È importante ricordare che è possibile prevenire l’insorgenza del diabete di tipo 2, ma per far questo è necessario apportare un cambiamento nello stile di vita.

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