Meteo e fibromialgia: cosa dice la ricerca?

Secondo alcune ipotesi, le variazioni meteorologiche potrebbero causare una riacutizzazione della fibromialgia. Cosa dice la scienza al riguardo?
Meteo e fibromialgia: cosa dice la ricerca?

Scritto da Maite Córdova Vena, 25 giugno, 2021

Ultimo aggiornamento: 25 giugno, 2021

Le persone che soffrono di fibromialgia sono sensibili a un gran numero di fattori che richiedono, quindi, un rapido adattamento. Ad esempio, cambiamenti nello stile di vita, un viaggio, una visita, un evento speciale, l’arrivo di un nuovo animale domestico in casa, un infortunio, la pioggia… Per questo motivo, il rapporto tra meteo e fibromialgia è oggetto di grande interesse.

La fibromialgia è una malattia cronica che non ha un’origine chiara. È spesso considerata il risultato dell’interazione di vari fattori, ma anche questo resta un mistero. A ciò si aggiunge che ogni caso è unico.

Come indicato sul sito ME/CFS & Fibromyalgia Self-Help, le riacutizzazioni della fibromialgia possono verificarsi in numerose circostanze.

Possono, ad esempio, essere causate da tensione, una relazione stressante con una persona, iperattività, mancanza di sonno; oppure altri disturbi (acuti o cronici), fluttuazioni dell’attività ormonale e, secondo alcune ipotesi, dai cambiamenti metereologici.

Meteo e fibromialgia, una relazione controversa

Meteo e fibromialgia, il rapporto varia da persona a persona.
La relazione tra tempo meteorologico e decorso clinico della fibromialgia è da anni oggetto di studio, sebbene non esista ancora un consenso generale.

Il fatto che le persone con fibromialgia siano così sensibili al dolore e ai cambiamenti improvvisi di routine, ha portato a ipotizzare una relazione tra condizioni del tempo e la malattia. Senza escludere l’influenza di altri fattori, si è ritenuto che questo rapporto possa aiutare a comprendere meglio i meccanismi di questa malattia.

Per più di un decennio si è cercato di dare risposta su come il clima agisca sulla fibromialgia;  tuttavia i limiti imposti dalla ricerca (dimensione del campione, metodi, ecc.) non hanno permesso di tirare le somme. Tuttavia, è interessante conoscere i criteri base della ricerca.

Cosa dice la ricerca?

In uno studio pubblicato nel 2002, non si è trovata alcuna relazione statisticamente significativa tra dolore fibromialgico e clima nel campione selezionato. Tuttavia, è possibile che un gruppo di pazienti con fibromialgia meno cronica potesse essere sensibile ai cambiamenti meteorologici.

Un’indagine del 2007 ha mostrato che tra i principali fattori aggravanti dei sintomi della fibromialgia vi erano i cambiamenti del tempo. Questi occupavano la seconda posizione nell’elenco dei fattori. La prima posizione era occupata dallo stress emotivo.

In uno studio pubblicato nel 2013, si è concluso che “i pazienti con fibromialgia riferiscono spesso che determinate condizioni meteorologiche aggravano i sintomi; tuttavia gli studi empirici non hanno dimostrato in modo conclusivo tale relazione”.

Un altro lavoro pubblicato nel 2019 suggerisce che la pressione barometrica influenza il dolore nella fibromialgia, ma è un fattore individuale e associato a fattori emotivi. Anche l’umidità, anche se in misura minore.

Ad oggi, le prove scientifiche su come il clima influenzi la fibromialgia restano limitate e, quindi, poco significative. Per questo sono necessari ulteriori studi per confermare se la relazione tra clima e picchi di disagio nei vari disturbi cronici sia reale.

Relazione tra tempo meteorologico e altri problemi di salute

Alcune persone che soffrono di emicrania possono notare un maggiore disagio in presenza di fattori scatenanti come luce solare intensa, temperature estreme (calde o fredde), aria secca, variazioni della pressione atmosferica, alto livello di umidità nell’ambiente, vento o temporali.

Gli esperti della Mayo Clinic spiegano che “in alcune persone, i cambiamenti climatici possono causare squilibri nelle sostanze chimiche del cervello, inclusa la serotonina, che possono scatenare l’emicrania”.

D’altra parte, pazienti con altri disturbi (come l’artrosi, la gotta e l’artrite reumatoide) segnalano picchi di disagio quando si verificano cambiamenti improvvisi del tempo (pressione o temperatura), e anche cambiamenti stagionali. Inoltre, riportano un maggiore disagio nella stagione fredda (autunno e inverno).

Tenendo conto di tutto ciò, non sorprende che chi soffre di sindrome da stanchezza cronica e fibromialgia possa essere ugualmente suscettibile ai cambiamenti climatici.

Meteo e fibromialgia: come difendersi?

meteo e fibromialgia: ogni caso è diverso
Ogni caso è diverso, un eventuale peggioramento dei sintomi con il variare delle condizioni meteo va riferito al medico.

Naturalmente non è possibile controllare il meteo o prevenire completamente i sintomi della fibromialgia. Tuttavia, chi nota un peggioramento quando cambia il tempo (freddo, umidità, cambi di stagione, ecc.), può adottare alcune misure.

Come indicato nella Guida del paziente alla sindrome da affaticamento cronico e fibromialgia citata all’inizio, dopo aver identificato i fattori scatenanti, il passo successivo è sviluppare una strategia (in collaborazione con il medico). Per questo può essere utile tenere un diario.

In generale, è consigliabile sdraiarsi, riposare, ridurre le attività; limitare il più possibile il contatto con lo stimolo che può aver scatenato il disagio (luce, umidità, ecc.) e applicare una  tecnica di rilassamento.

Non esitate a chiarire ogni dubbio con lo specialista. Vi aiuterà a sviluppare la strategia migliore e affrontare eventuali disagi con più serenità.

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