Diagnosi della malattia di Hashimoto

Ad oggi, il test del TSH è il miglior esame di screening per i disturbi della tiroide. È così efficace che consente di rilevare la malattia ancora prima che la persona inizi a notare i sintomi. Quali sono gli altri metodi diagnostici?
Diagnosi della malattia di Hashimoto

Scritto da Maite Córdova Vena, 17 luglio, 2021

Ultimo aggiornamento: 17 luglio, 2021

La diagnosi della malattia di Hashimoto (o tiroidite linfocitaria cronica) si raggiunge principalmente attraverso l’esame fisico, la valutazione dei sintomi riferiti in sede di colloquio e le analisi del sangue.

Tuttavia, in alcuni casi il medico può richiedere esami aggiuntivi, soprattutto in presenza di altre patologie croniche o per chiarire alcuni dubbi.

La malattia di Hashimoto è una forma di tiroidite cronica di origine autoimmune. Ciò significa che il sistema immunitario attacca erroneamente la tiroide e le impedisce di produrre correttamente gli ormoni tiroidei; questo fatto, a sua volta, influisce sulla salute complessiva.

Non tutte le persone con disturbi della tiroide sviluppano sintomi, soprattutto nelle fasi iniziali. Tuttavia, man mano che avanzano, lo squilibrio ormonale comincia a farsi notare.

I sintomi legati alla malattia di Hashimoto sono diversi. In particolare, quando si avverte stanchezza persistente e senza motivo apparente, pelle secca, pallore e gonfiore del viso, intolleranza al freddo, aumento di peso inspiegabile e stitichezza, è altamente consigliata una visita medica.

Sebbene il gozzo sia comune nei pazienti con malattia di Hashimoto, non è presente in tutti i casi.

Auto-esame

La diagnosi della malattia di Hashimoto inizia con un autoesame
L’autoesame è importante per rilevare l’ingrossamento della regione anteriore del collo.

L’auto-palpazione del collo alla ricerca di noduli o gozzo (ingrossamento del collo) è una buona misura preventiva, secondo l’American Association of Clinical Endocrinologists. È particolarmente utile per chi ha una storia di malattie endocrine o è consapevole di far parte di un gruppo a rischio.

Tuttavia, l’Associazione chiarisce che da sola l’autovalutazione del collo non è sufficiente per la diagnosi della malattia di Hashimoto o di altri disturbi. Occorre tenere presente che il margine di errore in un’auto-esame è ampio. A volte ciò che pensiamo essere un nodulo può essere altro, ecc.

In definitiva, sebbene l’autovalutazione sia un ottimo metodo preventivo, ovviamente non sostituisce il controllo del medico.

Durante la visita medica, oltre a rivolgere una serie di domande, il medico procede ad un esame fisico completo che include una valutazione del collo.

Analisi di laboratorio

Come spiegato nel Manuale MSD, la malattia di Hashimoto può essere accompagnata da altri disturbi cronici, come diabete, anemia perniciosa, artrite reumatoide, lupus e altri.

Per questo motivo, il medico potrebbe richiedere alcuni test di funzionalità tiroidea per scoprire se i sintomi che la persona sperimenta siano da ricondurre alla malattia di Hashimoto o un altro disturbo sottostante.

La concentrazione degli ormoni tiroidei (tiroxina [T4], triiodotirina [T3] e ormone stimolante la tiroide [TSH]), permette di valutare il funzionamento della tiroide. Può essere verificata attraverso un esame del sangue.

Test dell’ormone tireostimolante (TSH)

Ad oggi, il test del TSH è il miglior esame di screening per i disturbi della tiroide. È così efficace che consente di rilevare la malattia ancora prima che la persona inizi a notare i sintomi.

  • Generalmente, i livelli di TSH nel sangue sono alti quando la tiroide è poco attiva.

Test della tiroxina libera

Analisi di laboratorio nella diagnosi della malattia di Hashimoto
Le analisi di laboratorio permettono di valutare in modo efficace la funzionalità tiroidea.

Il test della tiroxina libera (T4) permette di valutare i livelli di ormone tiroideo attivo nel sangue. Generalmente, viene prescritto insieme al test del TSH.

  • Si parla di ipotiroidismo primario se il paziente ha valori di TSH alti e valori di tiroxina libera bassi.
  • Al contrario, se il TSH è alto ma la tiroxina libera è normale, si sospetta ipotiroidismo subclinico.
  • Occorre tenere presente che alcuni pazienti possono avere alti livelli di TSH temporanei, ma legati ad altri problemi di salute.

Anticorpi antiperossidasi tiroidea

Gli esperti indicano che per eseguire la diagnosi della malattia di Hashimoto, è utile un esame del sangue alla ricerca di anticorpi antiperossidasi tiroidea, che di solito sono presenti nelle persone con questa malattia.

Esami diagnostici per immagini

Se esiste il sospetto di morbo di Hashimoto, ma le analisi non hanno evidenziato la presenza di anticorpi, il medico probabilmente prescriverà un’ecografia della tiroide. È un esame utile per valutare le condizioni della tiroide e anche per escludere altre cause di ingrossamento della tiroide, come i noduli.

Cosa succede dopo la diagnosi della malattia di Hashimoto?

Una volta che il medico sia giunto alla diagnosi della malattia di Hashimoto, molto probabilmente prescriverà un trattamento e imposterà una serie di controlli periodici. Il primo controllo è di solito programmato dopo 6-8 settimane di terapia. Ciò serve a valutare la risposta al trattamento, la necessità di aggiustare il dosaggio dei farmaci, ecc.

Presentarsi ai controlli programmati (in genere ogni pochi mesi) sarà molto utile per tenere sotto controllo la malattia e godere di una buona qualità di vita. Per questo motivo è fondamentale rispettare la programmazione e risolvere eventuali dubbi in sede di visita.

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