Diagnosi del cancro al seno

Per la diagnosi del cancro al seno vengono utilizzati esami di diagnostica per immagini, biopsia ed esami di laboratorio. Dovranno anche essere presi in considerazione lo stile di vita, l'età, la storia familiare e altri fattori di rischio.

Il rischio di contrarre il cancro al seno aumenta con l’età. Dopo i 40 anni le donne dovrebbero sottoporsi a controllo annuale; si tratta di un’abitudine preventiva che permette di individuare le lesioni nelle fasi iniziali. La diagnosi del cancro al seno si avvale di esami di diagnostica per immagini ed esami di laboratorio.

È importante ricordare che spesso i sintomi della malattia non diventano evidenti fino a quando non si è passati ad uno stadio più avanzato. Ciò nonostante, è possibile rilevare il tumore precocemente; un’innovazione importante che può far pendere l’ago della bilancia verso un pronostico favorevole.

Diagnosi del cancro al seno: l’importanza dell’autopalpazione

La diagnosi del cancro al seno inizia con l'autoesame del seno
Sebbene la sua utilità sia controversa, l’autoesame del seno resta un utile metodo diagnostico.

Sebbene in nessun caso possa sostituire una diagnosi specialistica, e la sua utilità sia comunque limitata, la ricerca non manca di sottolineare l’importanza dell’autopalpazione del seno.

Si tratta, tuttavia, di un metodo controverso, principalmente perché spesso non viene eseguito nel modo corretto o con la giusta frequenza.

L’autoesame può essere considerato una pre-diagnosi che ci allerta quando è presente un problema. Può quindi servire come guida per altri test ed esami con un più ampio valore di affidabilità.

Come ci ricorda l’American Cancer Society, i risultati dell’autopalpazione dovrebbero essere presi con cautela. Possono, ad esempio, dare la falsa illusione che tutto sia a posto; tuttavia acquisire familiarità con le dimensioni e la forma del proprio seno è importante per individuare improvvisi cambiamenti.

Diagnosi del cancro al seno attraverso esame fisico e intervista

Nella diagnosi del cancro al seno, lo specialista può ricorrere a una serie di approcci. Di routine, comincerà con un esame fisico per poi procedere con esami più approfonditi.

  • Intervista medica per la determinazione dei fattori di rischio. In questa sede viene eseguita una valutazione generale dello stato di salute e ricercate eventuali alterazioni o danni collaterali causati dalla malattia. Il medico prenderà in considerazione storia familiare di cancro, stile di vita, dieta e altri fattori di rischio.
  • Esame fisico: lo specialista ispeziona l’area del seno alla ricerca di alterazioni o noduli che possano indicare il possibile sviluppo della malattia. L’esame può essere esteso anche alle aree periferiche.

Durante la visita medica vengono presi in considerazione il colore, la consistenza, l’aspetto del seno e del capezzolo, sempre tenendo conto di eventuali cambiamenti che la paziente può aver notato. Questa è solo una prima diagnosi, di solito seguita da esami più approfonditi.

Diagnosi del cancro al seno mediante imaging

Gli esami di diagnostica per immagini sono tra i metodi più sicuri e affidabili. Sebbene la ricerca incoraggi lo sviluppo di nuove tecniche diagnostiche, in realtà l’imaging continua a essere un punto di riferimento in medicina. I più utilizzati sono i seguenti:

Mammografia

La mammografia è un esame diagnostico che permette di ottenere immagini a raggi X del seno. Viene eseguita con una macchina speciale, chiamata mammografo, premendo il seno in un dispositivo di compressione a due piastre. Questo metodo consente di individuare il cancro fino a 2-3 anni prima che compaiano i primi sintomi.

Ne esistono due tipi: di rilevamento e diagnostica. La prima offre immagini generiche, la seconda di un’area specifica (ad esempio, quella in cui è stato rilevato un nodulo attraverso la visita medica). Poiché la mammografia non distingue il cancro da altre condizioni, per una diagnosi accurata sono necessari metodi complementari.

Ecografia mammaria

Diagnosi del cancro al seno: ecografia del seno
Tra i vantaggi degli ultrasuoni ci sono il basso costo, la velocità e l’assenza di emissione di radiazioni.

Nell’ecografia le onde sonore ad alta energia vengono fatte rimbalzare sui tessuti del seno. L’effetto di rimbalzo genera un’immagine della struttura interna, immagine appunto chiamata ecografia o ecotomografia.

È molto comune che l’ecografia mammaria venga affiancata ad una mammografia, soprattutto quando sono state rilevate alterazioni. In questo caso, l’esame può essere utile per distinguere una cisti piena di liquido da una formazione solida. La sua portata, tuttavia, è limitata e richiede altri test per confermare la presenza della malattia.

Risonanza magnetica

Si esegue attraverso l’utilizzo di campi magnetici che permettono di ricavare una serie di immagini interne della mammella. La risonanza magnetica è un esame aggiuntivo alla mammografia, non di elezione. Questo perché è meno efficace sia della mammografia che dell’ecografia nel rilevare alcuni tipi di cancro al seno. Nonostante ciò, può essere molto utile in alcuni contesti.

Questi sono i metodi di imaging più utilizzati nella diagnosi del cancro al seno. In base al criterio dello specialista, può essere utile anche una tomografia a emissione di positroni o una tomografia computerizzata. Le prime tre procedure descritte, tuttavia, sono attualmente le più utilizzate.

Biopsia ed esami di laboratorio

Gli esami descritti vengono utilizzati per individuare alterazioni o noduli, ma solo attraverso gli esami di laboratorio è possibile confermare la  diagnosi. Il più importante è la biopsia che consente di studiare il tessuto direttamente al microscopio.

Questa procedura consiste nell’estrazione di campioni di cellule mammarie e nell’analisi approfondita. Esistono molti tipi di biopsia, le più utilizzate sono le seguenti:

  • Escissionale: viene eseguita un’estrazione completa della massa.
  • Incisionale: viene rimossa solo una parte della massa, per ottenere un campione per l’analisi.
  • Aspirazione con ago sottile: si ottiene un campione di tessuto attraverso una siringa con ago sottile. Nel caso di una cisti, durante la biopsia è possibile eseguire il drenaggio.
  • Perforazione con ago grosso: viene utilizzato un ago cavo più grande, che facilita la rimozione di più tessuto.

Per individuare il tessuto, il medico può avvalersi di tecniche di imaging. Il materiale ottenuto viene portato in laboratorio per determinare l’eventuale presenza di cellule cancerose.

In caso di esito positivo, seguiranno altri esami di laboratorio per determinare la velocità di crescita della lesione, la probabilità di recidiva e la possibilità di generare metastasi, tra le altre cose. Alcuni test utilizzati sono:

  • Esame dei recettori degli estrogeni e progesterone.
  • Test multigene (MammaPrint e OncoType DX).
  • Test del recettore 2 per il fattore di crescita epidermico umano.

Vengono inoltre eseguiti test complementari per determinare la stadiazione del cancro; cioè, la possibilità che si diffonda ad altre parti del corpo.

Diagnostica differenziale

È importante tenere presente che non tutti i noduli o cisti rilevati attraverso le tecniche di diagnostica per immagini sono da collegare al cancro al seno. Solo un esame di laboratorio può confermarne la presenza, poiché esistono numerose diagnosi differenziali.

  • Carcinoma lobulare.
  • Carcinoma a piccole cellule.
  • Mastite cronica.
  • Melanoma.
  • Cisti.
  • Linfonodo intramammario.

Va anche ricordato che i cambiamenti nella forma o nelle dimensioni del seno sono relativamente comuni con il passare degli anni. La valutazione dei fattori di rischio, della storia familiare, l’autovalutazione dei sintomi e gli esami diagnostici lavorano insieme nel determinare la malattia.

Concludiamo ribadendo l’importanza della prevenzione. Gli studi mostrano un generale consenso sull’importanza dello screening mammario in assenza di sintomi, con un effetto positivo nel successivo trattamento della malattia.

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