Contraccettivi e ipertensione: come sono correlati?

I contraccettivi orali sono uno dei metodi di prevenzione della gravidanza più comuni. Sono però associati allo sviluppo di vari effetti collaterali. Tra questi, un aumento del rischio di ipertensione.
Contraccettivi e ipertensione: come sono correlati?

Scritto da Josberth Johan Benitez Colmenares, 15 giugno, 2021

Ultimo aggiornamento: 15 giugno, 2021

I contraccettivi orali sono uno dei metodi più utilizzati dalle donne per impedire la gravidanza e favorire la regolarità del ciclo. Sono associati a una serie di effetti indesiderati, come aumento di peso, acne, nausea, mal di testa e gonfiore. Possono, inoltre, favorire lo sviluppo dell’ipertensione.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che 1 donna su 5 soffre o soffrirà di ipertensione. È una malattia cronica che, se non trattata in modo corretto, può portare a complicazioni cardiache, renali e cerebrovascolari. Cosa si sa sul rapporto tra contraccettivi e ipertensione?

Contraccettivi e ipertensione

Esiste una chiara relazione tra contraccettivi e ipertensione arteriosa
La pillola è spesso associata a vari effetti avversi, sebbene in genere non giustifichino l’interruzione del trattamento.

Alcune ricerche indicano che il rischio di sviluppare la pressione alta a causa dell’assunzione di contraccettivi è di circa il 5%. La causa di questa relazione non è ancora stata individuata, ma si ritiene possa essere dovuta ai cambiamenti fisiologici generati dall’aumento di progestinici ed estrogeni.

Questo spiegherebbe, almeno in parte, perché l’aumento della pressione arteriosa dovuto ai contraccettivi sia maggiore quando si tratta di pillole combinate (cioè che sfruttano entrambi gli ormoni, e non uno solo).

Sebbene non vi siano molti studi in proposito, le ipotesi confermano che l’uso dei contraccettivi comporta un aumento del rischio di sviluppare ipertensione.

Ad esempio, una ricerca pubblicata nel 2004 su Journal of Human Hypertension ha dimostrato una riduzione significativa della pressione arteriosa in un gruppo di pazienti ipertese che hanno smesso di usare i contraccettivi ormonali.

Un anno prima, nel 2003, uno studio pubblicato su Contraception sottolineava il rischio di aumento della pressione arteriosa nelle donne che assumevano contraccettivi orali. L’evidenza suggerisce, indipendentemente dall’età, peso o eventuale trattamento ipertensivo, che le pillole possono alterare i valori pressori.

Il rischio di sviluppare questa condizione vascolare aumenta con l’assunzione della pillola a lungo termine. Sebbene sia un effetto molto raro, è noto che i contraccettivi orali possono portare a ipertensione maligna. Si tratta di una forma di ipertensione particolarmente pericolosa a causa delle complicazioni che di solito induce.

Contraccettivi e ipertensione: come evitare gli effetti indesiderati?

Nonostante quanto si è detto finora, in generale, i benefici delle pillole anticoncezionali superano i rischi.

L’evidenza indica che le complicazioni si verificano solo in un piccolo gruppo percentuale e che, se le pillole sono accostate a una vita sana, le probabilità sono ancora inferiori. Per questo motivo, le donne che stanno prendendo temporaneamente la pillola, dovrebbero:

  • Fare esercizio fisico regolare. L’OMS raccomanda almeno 15 minuti di attività aerobica a settimana.
  • Ridurre il consumo di alcol.
  • Evitare il fumo (anche passivo) e lo stress eccessivo.
  • Seguire una dieta equilibrata, privilegiando frutta, cereali e verdura.
  • Ridurre il consumo di sodio.
  • Mantenere un peso sano.

Allo stesso tempo, occorre monitorare regolarmente la pressione. Ricordate che questa condizione non sempre si manifesta attraverso sintomi; alcuni di essi, come mal di testa o vertigini, possono essere confusi con altre condizioni.

Altri consigli

Contraccettivi e ipertensione: paziente e ginecologa
È importante chiarire qualsiasi dubbio con il ginecologo e riportare qualunque variazione rilevata durante il controllo della pressione.

È bene riportare al ginecologo qualsiasi tipo di squilibrio pressorio rilevato durante il controllo per valutare la possibilità di cambiare tipo di farmaco. Ad esempio, si potrà optare per una terapia con pillole ad una sola componente ormonale. Sono chiamate minipillole e sono più sicure da questo punto di vista.

Oltre a questo, sarà da prendere in considerazione una possibile predisposizione genetica. È più facile sviluppare ipertensione quando già i genitori o i nonni sono ipertesi. Questo, di conseguenza, aumenta le possibilità di svilupparla attraverso l’assunzione di contraccettivi orali.

Per chi non vuole correre rischi dovrà valutare un altro metodo contraccettivo. In ogni caso, è bene ribadire che il rapporto tra contraccettivi e ipertensione non è abbastanza marcato da rendere necessario la sospensione del farmaco.

Il suo utilizzo è approvato dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e dalla Food and Drug Administration (FDA ).

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