Anemia in gravidanza: gestione prima, durante e dopo

Maite Córdova Vena · 7 Giugno, 2021
L'anemia sideropenica in gravidanza è un problema curabile; il trattamento dipende dalla fase della gestazione e varia di caso in caso.

L’anemia sideropenica in gravidanza è un problema di salute molto comune. La buona notizia è che può essere sia prevenuta che curata. Parleremo di quest’ultimo aspetto in modo più dettagliato nel seguente articolo.

La gestione terapeutica dell’anemia prima, durante e dopo la gravidanza ha una serie di caratteristiche di cui tenere conto. Occorre, soprattutto, capire che non tutte le strategie sono utili in ogni situazione e che è quindi importante seguire le indicazioni del medico.

Anemia sideropenica in gravidanza

Alimenti che aiutano a combattere l'anemia in gravidanza
La carenza di ferro in gravidanza può essere in alcuni casi compensata con la dieta.

In genere si tende a pensare che, in caso di anemia sideropenica, sia sufficiente apportare alcune modifiche alla dieta; ad esempio, mangiare più spesso carne rossa e lenticchie e assumere un integratore di ferro. Tuttavia, va ricordato che ogni caso richiede una serie di cure specifiche.

Una buona gestione dell’anemia non aiuta solo ad affrontare il problema, ma anche a prevenire quelle complicazioni che possono compromettere la qualità della vita della donna o addirittura metterla a rischio.

Il ferro è un nutriente essenziale per la salute umana, per uomini e donne. Nel corso della sua vita, una donna può sviluppare una deficit di ferro per vari motivi, come mestruazioni abbondanti o gravidanza.

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa il 40% delle donne in gravidanza soffre di anemia e metà di questa cifra è associata a una carenza di ferro.

Durante la gravidanza, l’organismo necessita di una maggiore quantità di ferro per poter produrre emoglobina e sangue altamente ossigenato e favorire la corretta formazione della placenta e del feto.

Secondo la dottoressa Alejandra Martínez Schulte, entro il trimestre, il fabbisogno di ferro del corpo di una donna incinta è il seguente:

  • Primo trimestre: 1-2 mg/die di ferro per la normale desquamazione della mucosa gastrointestinale e aumento correlato alla gravidanza.
  • Secondo trimestre: 4-5 mg/die giustificati dalla necessità di aumentare la produzione di globuli rossi, la produzione di eritrociti fetali e lo sviluppo feto placentare.
  • Terzo trimestre: 6 mg/die per sopperire la produzione di globuli rossi materni e fetali e lo sviluppo feto-placentare.

Vediamo, nel dettaglio, la gestione dell’anemia in gravidanza, fase per fase.

Gestione dell’anemia prima e durante la gravidanza

L'anemia in gravidanza può essere curata con integratori di ferro
Gli integratori di ferro non sono sempre prescritti in prima istanza.

Le donne che sanno di avere una certa predisposizione a soffrire di anemia sideropenica ne dovrebbero tenere conto al momento della visita di controllo e, soprattutto, prima di cercare una gravidanza. In questo modo il medico potrà indicare la migliore strategia di prevenzione e monitorarne l’andamento.

Trattare l’anemia in gravidanza in modo efficace è essenziale per la salute del feto; altri aspetti includono, tra gli altri, la compensazione per la normale perdita di sangue prevista durante il parto.

Poiché l’anemia può avere varie cause e manifestazioni cliniche, gli integratori di ferro non sono sempre prescritti in prima istanza. Per questo motivo è sempre necessario parlarne con il medico.

In generale, la gestione dell’anemia prima e durante la gravidanza è simile; i cambiamenti nella dieta sono in genere favorevoli, ma non sono l’unica soluzione possibile. Tutto dipenderà dalla paziente.

  • Come afferma il manuale MSD: “Circa il 20% delle gestanti non riesce ad assorbire il supplemento orale di ferro in modo adeguato; alcune hanno bisogno di una terapia parenterale“.
  • Oltre a includere nella dieta fonti di ferro in modo più regolare, se ne consiglia il consumo insieme a fonti di vitamina C, in quanto migliorano l’assorbimento. Un buon accostamento può essere, ad esempio,  lenticchie e succo di limone, in uno dei pasti principali.

Se l’anemia è presente nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, il medico può ordinare un supplemento di ferro per via orale.

Gestione dell’anemia dopo la gravidanza

Nella gestione dell’anemia dopo il parto, sarà essenziale prevenire problemi nell’allattamento e complicazioni come la depressione postpartum. Anche in questo caso, pur valutando una corretta alimentazione, si potrebbero considerare anche altre misure, che non sempre prevedono l’integrazione di ferro.

Consigli finali

I consigli generali (per quanto riguarda la dieta e altri aggiustamenti dello stile di vita), insieme a un trattamento appropriato (a seconda dello stadio della gravidanza in cui si trova la donna e della causa sottostante dell’anemia) possono aiutare a risolvere efficacemente l’anemia in gravidanza.

In tutto questo è indispensabile seguire le indicazioni del medico curante.

In caso di stanchezza e altri disturbi, quando si sospetta l’anemia o qualche altro problema di salute, o semplicemente in caso di dubbi, la scelta migliore è fare un check-up e consultare lo specialista.

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