Vitamina B6 (piridossina): caratteristiche e funzioni

L'assunzione di piridossina, insieme ad altre vitamine del gruppo B, potrebbe ridurre il rischio legato alle malattie cardiovascolari, grazie a un minore accumulo di omocisteina.
Vitamina B6 (piridossina): caratteristiche e funzioni
Saúl Sánchez

Scritto e verificato da el nutricionista Saúl Sánchez.

Ultimo aggiornamento: 04 aprile, 2021

La vitamina B6 ha carattere idrosolubile, cioè si scioglie in acqua. È presente in molti degli alimenti di consumo quotidiano e svolge funzioni simili a quelle di altre vitamine del gruppo B. Ha anche compiti specifici, che vedremo di seguito.

Occorre tenere presente che è facile assumere questo nutriente attraverso gli alimenti. Salvo nel caso di diete molto restrittive, è normale soddisfarne il fabbisogno, quindi le situazioni di deficit sono rare. Inoltre, è una sostanza il cui assorbimento è difficilmente influenzato dall’assunzione di fibre.

Funzioni della vitamina B6

Oltre a partecipare ad alcune reazioni metaboliche, la vitamina B6 si distingue per il suo coinvolgimento nei processi neurofisiologici. Lo afferma una ricerca pubblicata sulla rivista Medical Hypotheses, che attribuisce a questo nutriente la capacità di ridurre i sintomi dell’autismo. Può anche essere efficace nel prevenire la comparsa di altri tipi di patologie a componente nervosa.

D’altra parte, la piridossina partecipa alla produzione di emoglobina. È dimostrato che una sua carenza può generare problemi nella sintesi di questa molecola, responsabile del trasporto dell’ossigeno attraverso il sangue alle cellule e ai tessuti.

Un basso apporto di vitamina B6 potrebbe portare ad anemia, anche se si tratta di un evento raro.

Degna di nota è anche l’importanza della piridossina nei processi di digestione delle proteine. In questo modo, maggiore è il consumo di proteine, maggiore sarà anche il fabbisogno alimentare della vitamina, necessario a ridurle in aminoacidi ed elaborarle.

Alcuni ricercatori assicurano addirittura che questo nutriente potrebbe intervenire nei processi cancerosi, grazie alla sua capacità di interagire con le proteine e modulare gli stati infiammatori.

Dove trovare la vitamina B6?

Come abbiamo detto, una carenza di vitamina B6 è rara. Si trova nella maggior parte degli alimenti di largo consumo, come pesce, carne e verdure.

Tra i pesci, ne sono particolarmente ricchi il salmone e il tonno, mentre tra le carni, si distingue la carne di maiale e il fegato.

Per quanto riguarda le fonti vegetali, possiamo trovare un buon contenuto di vitamina B6 nelle noci e nei cereali integrali. Al supermercato è anche possibile acquistare i cereali per la prima colazione rinforzati con piridossina, con un valore nutrizionale più alto.

Come abbiamo detto, quindi, a meno che non si segua una dieta troppo restrittiva, è difficile che si generi una carenza di vitamina B6 tale da mettere a rischio la salute. Tuttavia, se questa situazione si dovesse presentare, potrebbero avere luogo una serie di alterazioni immunologiche e metaboliche, come affermato in uno studio pubblicato nel 2020.

È possibile che in questi casi la gluconeogenesi (sintesi del glucosio all’interno dell’organismo) venga alterata, provocando uno stato di affaticamento. Potrebbe anche svilupparsi l’anemia, come abbiamo già detto.

Situazioni di rischio

Alcune categorie hanno maggiore rischio di non soddisfare il fabbisogno giornaliero di piridossina.

  • Tra queste dobbiamo citare i pazienti con malattie renali che necessitano di dialisi. Un’altra categoria racchiude i pazienti con disfunzioni epatiche. In entrambi i casi, il fabbisogno potrebbe essere maggiore.
  • Le persone con malattie autoimmuni potrebbero aver bisogno di quantità maggiori di vitamina B6. Un esempio è rappresentato dai pazienti con disturbo dello spettro autistico ed è probabile che analogo fattore di rischio sia l’artrite reumatoide e le malattie infiammatorie intestinali.
  • Infine, il consumo regolare di bevande alcoliche è collegato a un maggiore rischio di sviluppare una carenza di nutrienti. Ciò si verifica perché il microbiota viene alterato dalle tossine presenti nell’alcol. Di conseguenza, diminuisce la produzione endogena della vitamina e la capacità dell’intestino di metabolizzarla e assorbirla.
Il consumo di alcol può portare a una carenza di vitamina B6.
Gli alcolisti hanno maggiori probabilità di sviluppare una carenza di vitamina B6 (piridossina).

Sintomi della carenza di piridossina

Trattandosi di una vitamina idrosolubile, è necessario garantire un apporto giornaliero, poiché vi è una continua eliminazione attraverso l’urina. Una carenza di piridossina si manifesta attraverso una serie di sintomi.

Tra questi, spiccano i disturbi della pelle, come le eruzioni cutanee. È anche possibile notare spaccature agli angoli delle labbra e infiammazione nella parte superiore della lingua.

Va notato che anche la depressione è stata associata a un apporto insufficiente di questa vitamina. Allo stesso modo può essere compromesso il sistema immunitario, come conferna un articolo pubblicato sulla rivista Folia Biologica. Infine, esiste il rischio di sviluppare alcune forme tumorali.

Integratori di vitamina B6

Un’integrazione di piridossina potrebbe essere vantaggiosa in alcune situazioni. Va notato che i casi di tossicità dovuti a un iperdosaggio non sono stati documentati, quindi l’uso di integratori alimentari di questa vitamina è da considerare sicuro.

Esiste la prova che l’assunzione di questo nutriente, insieme ad altre vitamine del gruppo B, potrebbe ridurre il rischio legato alle malattie cardiovascolari. Alti livelli di piridossina, sono in grado di ridurre l’accumulo di omocisteina, un marker di rischio cardiaco.

Tuttavia, la ricerche finora condotte sono abbastanza limitate, quindi non è ancora possibile consigliare l’assunzione di integratori alimentari di piridossina per questo scopo.

Vi è, infine, un largo consenso sull’impiego di integratori di vitamina B6 come trattamento complementare nella gestione di vari disturbi neuropsichiatrici. Un esempio di questi potrebbe essere l’autismo, in cui la piridossina potrebbe essere usata per stimolare le capacità di attenzione.

Fabbisogno di piridossina

Fino a 13 anni di età, il fabbisogno giornaliero di piridossina è di circa 1 mg. È abbastanza facile raggiungerlo attraverso una dieta variata. Dall’età di 16 anni aumenta il fabbisogno, che si attesta a 1,2 mg al giorno. Una volta raggiunta l’età adulta, sarà sufficiente assumere quotidianamente 1,5 mg di nutriente.

Va tenuto presente che le situazioni di rischio di cui abbiamo discusso aumentano queste cifre. Sarebbe necessario valutare ogni caso separatamente per arrivare a una stima delle dosi ottimali, a seconda della situazione del paziente.

Nel caso di donne in gravidanza, potrebbe essere necessario raggiungere 2 mg di vitamina giornalieri.

Tossicità

Non si sono verificati, in realtà, molti casi di tossicità da vitamina B6. È praticamente impossibile raggiungere i limiti di tossicità attraverso la dieta, poiché questi sono 100 mg per un adulto.

Potrebbero essere raggiunti attraverso l’uso di integratori, sebbene le dosi raccomandate devono essere ampiamente superate per raggiungere una tale situazione.

In caso di avvelenamento da piridossina, possono verificarsi reazioni cutanee, ipersensibilità alla luce solare, nausea e bruciore di stomaco. Va notato che se questi valori elevati vengono mantenuti nell’organismo a medio termine, possono anche comparire disturbi del sistema nervoso.

A causa del rischio di tossicità, si sconsiglia di utilizzare integratori senza la supervisione di uno specialista in nutrizione.

Interazioni farmacologiche

La vitamina B6 non è esente da interazioni farmacologiche. Alcuni farmaci possono ridurne i livelli in circolo, come quelli usati  nell’epilessia. In questi casi può essere necessario ricorrere ad integratori, oltre che rivedere la dieta in base alle esigenze.

D’altra parte, anche alcuni farmaci impiegati per trattare le malattie polmonari possono interferire con l’assorbimento del nutriente o ridurne i livelli. Un caso tipico sono quelli indicati per la gestione dell’asma.

Piridossina-interazioni farmacologiche
Alcuni farmaci, come quelli impiegati nel trattamento dell’epilessia, possono alterare i livelli ematici di vitamina B6.

Va notato che uno dei farmaci più utilizzati per il trattamento della tubercolosi è in grado di generare un effetto simile.

Infine, sono state riportate interazioni negative tra integratori alimentari di vitamina B6 e antibiotici ad ampio spettro. Con le dosi dietetiche di solito non ci sono problemi.

Vitamina B6, un nutriente con molte funzioni

Come abbiamo visto, la piridossina partecipa a numerose funzioni nel nostro corpo, nella maggior parte importanti e in grado di condizionare il nostro benessere. Un deficit di questo nutriente potrebbe portare ad anemia o a disturbi nervosi. Fortunatamente, queste situazioni non sono frequenti.

È relativamente facile raggiungere il fabbisogno giornaliero di vitamina B6, essendo presente in un’ampia varietà di alimenti. Per andare incontro a un deficit occorre seguire una dieta molto restrittiva.

Nonostante tutto, per alcune categorie il fabbisogno è superiore. Va inoltre ricordato che, trattandosi di un nutriente idrosolubile, deve essere garantito un apporto giornaliero: nel corpo non esistono riserve di piridossina.

Infine, occorre tenere presente che l’integrazione con vitamina B6 può offrire benefici a medio termine, purché prescritta da uno specialista.

Dosi maggiori hanno senso se l’obiettivo è ridurre il rischio cardiovascolare o trattare alcune malattie della pelle. In ogni caso, non è consigliabile un’assunzione cronica di questi integratori per tutti, poiché di solito non sono necessari.

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