Insufficienza cardiaca: sintomi, cause e trattamento

L'insufficienza cardiaca è una delle malattie cardiovascolari più temute poiché può generare insufficienza multiorgano in breve tempo. Cosa c'è da sapere?
Insufficienza cardiaca: sintomi, cause e trattamento

Scritto da Luis Rodolfo Rojas Gonzalez, 21 aprile, 2021

Ultimo aggiornamento: 21 aprile, 2021

Il cuore è l’organo responsabile del pompaggio di ossigeno e di sostanze nutritive a tutti i tessuti. Le malattie cardiovascolari sono, quindi, una delle principali cause di morte in tutto il mondo. Tra queste malattie l’insufficienza cardiaca occupa un posto importante.

L’insufficienza cardiaca è una patologia che si verifica quando il miocardio o il muscolo cardiaco non è in grado di pompare abbastanza sangue ai tessuti. Ciò genera uno squilibrio tra l’offerta e la domanda di ossigeno e di sostanze nutritive, producendo un’insufficienza in diversi organi.

Questa condizione cardiovascolare può manifestarsi in qualsiasi fascia di età, tuttavia si stima che la prevalenza aumenti negli anziani. Sebbene l’insufficienza cardiaca non abbia una cura definitiva, è possibile rallentarne la progressione e offrire una migliore qualità di vita al paziente.

Sintomi di insufficienza cardiaca

L'insufficienza cardiaca si manifesta con diversi sintomi.
L’insufficienza cardiaca è caratterizzata da numerosi segni e sintomi.

Le manifestazioni cliniche dell’insufficienza cardiaca di solito compaiono in modo graduale, come risultato di processi degenerativi del muscolo cardiaco. La maggior parte dei pazienti tende a notare via via sintomi limitanti nelle attività quotidiane.

I sintomi della malattia sono molto vari e dipendono dalla gravità dell’insufficienza. Inoltre, riflettono sia un danno a livello delle cavità cardiache sia a livello dell’albero bronchiale. Spiccano i seguenti sintomi:

  • Fiato corto
  • Sensazione di stanchezza e debolezza muscolare.
  • Ritenzione idrica.
  • Sensazione di mancanza d’aria che costringe il paziente a svegliarsi di notte.
  • Aumento della frequenza urinaria.
  • Improvviso aumento di peso
  • Stanchezza durante l’esecuzione di esercizi di intensità moderata.
  • Confusione, nausea e vertigini.

Fattori di rischio

Lo sviluppo dell’insufficienza cardiaca è associata a una varietà di agenti esterni e interni che agiscono indebolendo e danneggiando i muscoli del cuore. Da un punto di vista medico, i fattori di rischio si dividono in modificabili e non modificabili.

Fattori di rischio modificabili

Sono associati allo stile di vita del paziente e alle patologie sottostanti. Possono essere prevenuti, corretti e trattati, il tutto al fine di ridurre il rischio di soffrire di questa condizione cardiovascolare. Tra i fattori di rischio troviamo:

  • Colesterolo alto
  • Obesità e stile di vita sedentario.
  • Diabete non controllato.
  • Ipertensione non controllata.
  • Stress.
  • Fumo.
  • Eccessivo consumo di alcol

Fattori di rischio non modificabili

Sono un piccolo gruppo di fattori associati alla genetica o caratteristiche biologiche. Non si possono correggere, ma possono essere presi in considerazione al fine di prevenire lo sviluppo di un’insufficienza cardiaca. All’interno di questo gruppo troviamo:

  • Età superiore ai 55 anni.
  • Essere un uomo o una donna in fase di post menopausa.
  • Avere un parente stretto che ha sofferto di malattia coronarica o un ictus prima dei 55 anni per gli uomini o 65 per le donne.

Cause di insufficienza cardiaca

L’insufficienza cardiaca è di solito il risultato di patologie sottostanti che indeboliscono i muscoli del cuore, e di fattori di rischio incontrollabili. Il risultato finale è un cuore rigido o dilatato che perde la sua capacità di contrarsi in modo corretto e quindi di pompare abbastanza sangue nel flusso sanguigno.

Le malattie che possono influenzare la funzione di pompaggio del cuore includono:

  • Cardiopatia ischemica: è la causa più comune di insufficienza cardiaca, con una prevalenza che va dal 50 al 65%. È prodotto da un’alterazione del circolo sanguigno nelle arterie coronarie responsabili del nutrimento del cuore. Questa può essere il risultato di un’ostruzione parziale o totale del flusso di sangue.
  • Ipertensione: aumenta la forza che il cuore deve esercitare per pompare sangue nei tessuti; nel tempo, il cuore può irrigidirsi o diventare molto debole, innescando un’insufficienza cardiaca.
  • Cardiomiopatie: sono un variegato gruppo di alterazioni tipiche della muscolatura cardiaca; sono la conseguenza di malattie di base come il diabete e l’ipertensione arteriosa.
  • Cardiopatia valvolare: si verifica quando le valvole cardiache non funzionano bene. Ciò significa che il muscolo cardiaco deve aumentare la sua funzione di pompa per compensare questa alterazione.
  • Aritmie: sono difetti nel sistema di conduzione elettrica del cuore. Generano disturbi nel ritmo e nella frequenza della normale contrazione del cuore.

Esistono poi alcune situazioni che aumentano la richiesta di ossigeno dei tessuti in presenza di un cuore sano e che innescano l’insufficienza cardiaca. Tra questi spiccano anemia, ipertiroidismo e infezioni sistemiche.

Diagnosi

Nella diagnosi di insufficienza cardiaca è essenziale la valutazione clinica e globale da parte del medico specialista . A tale scopo, è necessario eseguire un’anamnesi medica completa, specificando i sintomi sospetti, i fattori di rischio associati e la storia cardiovascolare e sistemica del paziente.

L’esame obiettivo consente al medico di identificare segni indicativi di insufficienza cardiaca. Questi includono gonfiore delle gambe e dei piedi, alterazioni nel polso e nella frequenza cardiaca, distensione dei vasi nel collo e soffio cardiaco.

Allo stesso modo, lo specialista può fare affidamento su diversi metodi paraclinici che gli permetteranno di confermare la diagnosi, tra i quali possiamo trovare:

  • Radiografia del torace: con questo esame, il medico può riconoscere i tipici schemi cardiopolmonari che indicano l’insufficienza cardiaca. Tra questi, l’allargamento della silhouette del cuore e la presenza di liquido nella cavità pleurica.
  • Elettrocardiogramma: consente di registrare e misurare l’attività elettrica del cuore. La presenza di un elettrocardiogramma alterato facilita l’identificazione di patologie cardiovascolari che potrebbero essere all’origine dello scompenso cardiaco e dei suoi sintomi.
  • Ecocardiogramma: è un esame abbastanza efficace che offre immagini dal vivo dell’intera struttura cardiaca. Ciò consente al medico di valutare la funzionalità del cuore, confermare la diagnosi di danno cardiaco e persino determinare la gravità del danno.
  • Esami del sangue: nei pazienti con scompenso cardiaco i peptidi natriuretici sono di solito aumentati; quindi la loro concentrazione favorisce la diagnosi della patologia e l’esclusione di altri eventi cardiaci simili.

Trattamento dell’insufficienza cardiaca

Il trattamento è finalizzato alla riduzione dei sintomi, migliorando così lo stato emodinamico e la qualità di vita del paziente. Al momento esistono diversi approcci che saranno indicati dallo specialista in base al tipo e al grado di danno.

Cambiamenti nello stile di vita

Il paziente con scompenso cardiaco dovrà apportare importanti cambiamenti al proprio stile di vita. Dovrà introdurre abitudini e dieta sane, controllando ed escludendo qualsiasi fattore che possa essere dannoso e complicare la malattia. I consigli includono quanto segue:

  • Ridurre il consumo di sale e zuccheri.
  • Controllo del peso.
  • Aumento delle attività fisiche.
  • Evitare il consumo di alcol, droghe o sigarette.

Farmaci

L'insufficienza cardiaca può richiedere un trattamento farmacologico
La maggior parte dei casi di insufficienza cardiaca richiede un trattamento farmacologico.

I farmaci hanno lo scopo di generare un effetto protettivo sul cuore, riducendo la progressione della malattia. In questo modo, ci sarà un notevole miglioramento dei sintomi e della qualità della vita del paziente. Alcuni farmaci che vengono di solito indicati sono i seguenti:

  • Inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE): bloccano l’azione dell’angiotensina II, un ormone vasocostrittore, consentendo ai vasi sanguigni di dilatarsi e riducendo lo stress sul cuore.
  • Beta-bloccanti: riducono la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca, migliorando la circolazione.
  • Diuretici: rimuovono l’eccesso di sodio e liquidi dal corpo attraverso l’urina, riducendo lo stress sul cuore.
  • Digitalici: aumentano la forza di contrazione del cuore e riducono l’accumulo di liquido nelle cavità. Sono in genere usati nei casi avanzati.

Dispositivi

Sono piccoli apparecchi elettronici che si collegano al cuore; trasmettono impulsi elettrici per regolare l’attività cardiaca.

  • Pacemaker: è un piccolo dispositivo metallico che viene inserito sotto la pelle ed è collegato al cuore, guidando il ritmo cardiaco.
  • Defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD): identifica i disturbi del ritmo cardiaco ed eroga piccole scosse elettriche al cuore per mantenerlo funzionante.
  • Resincronizzazione cardiaca: si esegue mediante un dispositivo che genera stimoli elettrici che vengono trasmessi al cuore e regolano il battito cardiaco.
  • Modulazione della contrattilità cardiaca: si ottiene grazie a dispositivi che inviano stimoli elettrici al muscolo cardiaco, migliorandone la capacità di contrarsi.

Intervento chirurgico

L’obiettivo dell’intervento chirurgico è correggere alterazioni strutturali e funzionali del cuore. Permette di ridurre la mortalità nei pazienti con insufficienza cardiaca.

  • Rivascolarizzazione miocardica: è considerata la terapia per eccellenza per i pazienti con malattia coronarica. Questo metodo rimuove qualsiasi blocco nel flusso sanguigno coronarico e migliora la perfusione del muscolo cardiaco.
  • Sostituzione valvolare: viene utilizzata in pazienti con patologie valvolari che influiscono sulla funzione della pompa cardiaca. Deve essere fatta prima che la dilatazione e la lesione del muscolo cardiaco siano irreversibili.
  • Trapianto di cuore: è il trattamento più utilizzato nei pazienti sotto i 60 anni di età con grave insufficienza cardiaca che non risponde al trattamento, purché il paziente non abbia altre patologie sottostanti che ne mettono a rischio la vita.

La prevenzione è la chiave

Spesso si tende a sottovalutare i sintomi associati allo scompenso cardiaco, considerandolo qualcosa di poco importante o temporaneo. Tuttavia, la progressione di questa malattia può offrire una prognosi peggiore di quella di molti tumori.

La diagnosi precoce e la gestione di questa patologia è essenziale. In questo modo il medico potrà prevenire le complicazioni che possono essere associate, prescrivere la terapia corretta, fornire un follow-up e quindi migliorare notevolmente la qualità della vita del paziente.

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