Dolore neuropatico: cosa c'è da sapere

il dolore neuropatico non è una condizione omogenea. Le cause sono molto varie così come i suoi sintomi; le opzioni di trattamento non offrono lo stesso risultato in tutti i pazienti.
Dolore neuropatico: cosa c'è da sapere

Scritto da Josberth Johan Benitez Colmenares, 09 settembre, 2021

Ultimo aggiornamento: 09 settembre, 2021

Il dolore neuropatico è il dolore che alcuni pazienti avvertono a seguito di lesioni o malattie del sistema somatosensoriale. Secondo le statistiche, colpisce tra il 3% e il 17% della popolazione mondiale. È caratterizzato da ipersensibilità agli stimoli esterni, o iperalgesia. Si verifica anche con stimoli che normalmente non dovrebbero causare dolore (allodinia).

Contrariamente a quanto si tende a pensare, il dolore neuropatico non è una condizione omogenea. Le cause sono molto varie così come i suoi sintomi; le opzioni di trattamento non offrono lo stesso risultato in tutti i pazienti.

I sintomi del dolore neuropatico

uomo con dolore neuropatico
Il dolore neuropatico è provocato da un’ampia varietà di fattori scatenanti.

La caratteristica principale di questa condizione è la sintomatologia del dolore. I pazienti sperimentano diverse sensazioni spiacevoli, alcune delle quali arrivano a essere invalidanti. I quattro tipi più comuni di dolore sono:

  • Allodinia: condizione dolorosa provocata da stimoli che originariamente non dovrebbero essere dolorosi. Ad esempio, lievi sfregamenti o contatto con oggetti a temperature diverse.
  • Iperalgesia: sensibilità esagerata a qualsiasi tipo di stimolo che provoca dolore. Ad esempio, un colpo leggero può provocare un’intensa reazione che non coerente con lo stimolo.
  • Iperestesia: aumento della sensibilità. Può riguardare uno qualsiasi dei cinque sensi, anche se in questo caso coinvolge principalmente al tatto. Di conseguenza, le interazioni con qualsiasi oggetto o con l’esterno sono più intense e vivide, il che può portare a dolore di diversa intensità.
  • Iperpatia: anche questo tipo di dolore è causato da un aumento della sensibilità agli stimoli esterni, soprattutto se ripetuti. Il contatto o l’interazione costante con un oggetto può innescare episodi di dolore cronico.

Manifestazioni cliniche

In sintesi, queste sono le quattro manifestazioni più comuni del dolore neuropatico. Possiamo così evidenziare i seguenti segni:

  • Dolore acuto dopo contatto con stimoli esterni.
  • Formicolio o intorpidimento causato da leggero attrito con un oggetto. Può verificarsi anche in presenza di stimoli indiretti (luce solare, per esempio),
  • Movimento limitato o atrofia muscolare nelle aree colpite.
  • Anchilosi articolare (che rende difficile il movimento delle articolazioni).
  • Intorpidimento generale.

Questi sintomi persistono anche dopo essersi allontanati dalla presunta fonte di dolore. Tutte queste sensazioni sono note come disestesie e possono abbassare la qualità della vita. Ad esempio, dormire, sedersi o alzarsi da una poltrona, fare una passeggiata in una giornata di sole, abbracciare qualcuno o fare il bagno può diventare un’esperienza dolorosa.

Cause del dolore neuropatico

Come indicano le ricerche, il dolore neuropatico è correlato a malattie o lesioni al cervello o al midollo spinale. Sono quindi un centinaio di condizioni che possono scatenare questo tipo di dolore. Ad esempio:

  • Morbo di Parkinson.
  • Ictus.
  • Neuromielite ottica.
  • Mielite trasversa.
  • Cancro.
  • Diabete.
  • Siringomielia.
  • Processi infettivi.
  • Sindrome di Guillain Barre.
  • Trauma al midollo spinale o al cervello.

Anche l’abuso di alcol e l’uso di droghe ricreative (o l’assunzione incontrollata di farmaci  possono portare a questa condizione.

È importante notare che non tutti i pazienti affetti da queste malattie sviluppano questo sintomo. Ad esempio, si stima che fino al 26% dei pazienti diabetici sviluppi dolore neuropatico.

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Diagnosi del dolore neuropatico

Il dolore neuropatico non è una condizione facile da diagnosticare. In linea di principio, ciò dipende dal tipo di episodio. Quando si sospetta una lesione dei nervi e gli episodi sono coerenti con i sintomi, lo specialista può inquadrarla più rapidamente.

Tuttavia, a volte i quadri clinici sono molto vaghi e non vi sono malattie o lesioni che permettano di determinare un danno ai nervi. Come avvertono gli esperti, e considerando che non esiste un test standard per la sua rilevazione, la diagnosi si basa soprattutto nella valutazione clinica del medico.

Così, durante la visita, lo specialista valuterà l’anamnesi del paziente, l’eventuale presenza di patologie sottostanti e determinerà le caratteristiche del dolore. Ciò gli consentirà di escludere altre cause e di determinare una diagnosi precisa.

Opzioni di trattamento

Trattamento del dolore neuropatico.
Attualmente esistono molti farmaci in grado di ridurre il dolore neuropatico, oltre a terapie complementari molto efficaci, compreso il sostegno psicologico.

Non esiste un protocollo diagnostico; inoltre, attualmente manca un consenso sul trattamento del dolore neuropatico. In considerazione di ciò, la terapia può variare a giudizio dello specialista e tenere conto degli studi randomizzati che offrono risultati positivi.

Brain & Spine Foundation osserva che una terapia standard per il dolore neuropatico si basa solitamente sulle seguenti opzioni:

  • Oppioidi.
  • Crema alla capsaicina.
  • Cerotti alla lidocaina.
  • Iniezioni di blocchi nervosi.
  • Stimolazione nervosa elettrica transcutanea o percutanea.

Si può anche optare per terapie psicologiche nel caso in cui le cause siano più emotive che fisiche. La scelta, in ogni caso, viene operata dallo specialista in base ai sintomi. Non appena rilevata la condizione scatenante, dovrebbe essere trattata immediatamente per evitare che i sintomi del dolore evolvano in stati cronici.

Altre alternative come l’aromaterapia, l’agopuntura e altre opzioni di medicina naturale non sono scientificamente fondate. Tuttavia, a condizione che abbiano l’approvazione dello specialista, i pazienti possono tentare un approccio se non riescono a trovare un trattamento efficace.

Le sedute fisioterapiche possono essere utilizzate come coadiuvanti mentre si segue il trattamento principale. In questa sede si potranno apprendere tecniche per sedersi o sdraiarsi che riducano al minimo l’impatto del dolore. È importante infatti, imparare a prevenire le situazioni che possano scatenare l’evento doloroso.

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