Alzheimer

Mario Ferrero · 20 Aprile, 2021
L'aumento dell'aspettativa di vita ha portato a un incremento dei casi di Alzheimer. Scoprite quello che c'è da sapere su una delle forme più comuni di demenza.

L’Alzheimer è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dalla distruzione dei neuroni del cervello e da una diminuzione della massa cerebrale. È la forma più comune di demenza.

Appare dopo i 65 anni e le probabilità di soffrirne aumentano con l’età. È una malattia incurabile, caratterizzata da sintomi in cui prevale la perdita di memoria a breve termine.

Manifestazioni e sintomi

Le prime manifestazioni e sintomi, come abbiamo detto, sono legati alla perdita di memoria. I disturbi della memoria che fanno sospettare l’insorgenza di questa malattia sono:

  • Incapacità della persona di ricordare dove lascia oggetti di uso frequente.
  • Tendenza a dimenticare eventi recenti, in contrasto con la capacità di ricordare eventi lontani nel tempo.
  • Difficoltà o incapacità di apprendere cose nuove o ritenere nuove informazioni.

I cambiamenti che si osservano a livello cellulare nel cervello di una persona con Alzheimer sono la perdita di neuroni e delle sinapsi nella corteccia cerebrale. La morte dei neuroni è legata alla comparsa di depositi extracellulari insolubili, noti come placche amiloidi, e intracellulari, noti come grovigli neurofibrillari. Ciò si verifica in modo più intenso nelle persone con Alzheimer, piuttosto che negli anziani sani.

Le manifestazioni o i sintomi a cui porta il deterioramento della corteccia cerebrale sono:

  • Compromissione della memoria.
  • Afasia: disturbo del linguaggio, difficoltà di comunicazione.
  • Aprassia: incapacità di eseguire movimenti coordinati.
  • Agnosia: incapacità di identificare le informazioni ricevute attraverso i sensi.

Questi sintomi compaiono con il progredire della malattia e non necessariamente tutti in una volta.

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Fasi della malattia di Alzheimer

Il quadro clinico di una persona affetta da Alzheimer varia a seconda della fase raggiunta; varia, inoltre, il grado di autonomia o dipendenza del paziente. Possiamo distinguere tre fasi :

Fase lieve

Quando l’Alzheimer inizia a manifestarsi, i primi sintomi sono costituiti da lievi perdite di memoria, sbalzi d’umore e difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane. I pazienti soffrono anche di apatia e si chiudono in se stessi, ma restano indipendenti.

Fase moderata

È la fase più lunga. La persona inizia ad aver bisogno di aiuto per eseguire azioni più complesse, ma è ancora in grado di svolgere compiti semplici.

Con il progredire di questa fase, i pazienti sono più disorientati; dimenticano fatti recenti, la loro storia personale e quella delle persone che li circondano.

Fase grave

In questa fase, i pazienti perdono la capacità di mangiare, di comunicare, di riconoscere le altre persone. Perdono, in generale, il controllo delle  funzioni corporee e diventano del tutto dipendenti.

Cause e fattori di rischio della malattia di Alzheimer

Non esiste una causa specifica e definitiva per lo sviluppo di questa malattia. Si pensa, tuttavia, che sia la somma di fattori genetici ed esposizione a fattori ambientali.

Albero perde le foglie, perdita dei ricordi

Sono diversi i fattori di rischio, ovvero gli elementi che aumentano le probabilità di soffrire di questa malattia, come ad esempio:

  • Età: è il principale fattore di rischio, poiché la prevalenza della malattia raddoppia ogni 5 anni a partire dai 65 anni. Con l’aumentare dell’aspettativa di vita, aumenta quindi il numero di persone che soffrono di Alzheimer.
  • Fattori genetici: esiste una chiara componente genetica nel rischio di sviluppare la malattia. È stato osservato che diversi geni implicati, situati sui cromosomi 14 e 21, vengono trasmessi con ereditarietà autosomica dominante.
  • Storia familiare di demenza: circa il 40% delle persone colpite ha precedenti familiari di demenza.
  • Sesso: la prevalenza è doppia nelle donne rispetto agli uomini, ma è probabile che ciò sia dovuto alla maggiore longevità del sesso femminile.

Prognosi della malattia di Alzheimer

La prognosi della malattia è sfavorevole perché l’evoluzione porta in modo inevitabile alla completa disabilità e alla morte in un tempo medio di 15 anni.

Tuttavia, oggi abbiamo a disposizione farmaci che ci aiutano a rallentare la velocità con cui la malattia progredisce; permettono, inoltre, di gestire i disturbi del comportamento tipici dell’Alzheimer.

Vengono utilizzati farmaci anticolinesterasici che consentono un tempo di azione più lungo dell’acetilcolina a livello delle sinapsi. Ad esempio, donepezil, galantamina e rivastigmina. Nelle fasi più avanzate, viene utilizzata la memantina.

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