Trattamento della clamidia

Il trattamento per la clamidia consiste nell'assunzione di antibiotici mirati per eliminare i batteri che causano la malattia. Vediamo quali sono i farmaci consigliati, i dosaggi e le controindicazioni.
Trattamento della clamidia

Scritto da Josberth Johan Benitez Colmenares, 04 luglio, 2021

Ultimo aggiornamento: 04 luglio, 2021

L’infezione da clamidia è una delle malattie sessualmente trasmissibili (MST) più comuni nei giovani. Nella sola Europa, sono 250.000 i casi ogni anno, secondo le stime del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC). Sebbene non esente da effetti secondari, il trattamento della clamidia di solito funziona molto bene, soprattutto quando la malattia è nelle fasi iniziali.

I fattori da considerare quando si sceglie la terapia migliore, sono diversi: eventuali effetti indesiderati, età, stato di salute o condizioni particolari (come la gravidanza).Vediamo le diverse opzioni di trattamento per la Chlamydia trachomatis, il batterio che causa l’infezione.

Trattamento farmacologico della clamidia

Il trattamento della clamidia include gli antibiotici
Gli antibiotici sono essenziali nel trattamento della clamidia, da dosare in base al contesto.

Come sottolineano i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) , il trattamento per la clamidia consiste in una terapia farmacologica a base di antibiotici. Questo è l’unico modo per affrontare l’infezione, con lievi aggiustamenti del farmaco o della dose, a seconda dei casi.

Prima di ricorrere agli antibiotici, è comune l’uso di irrigazioni o rimedi casalinghi. Nessuna di queste opzioni, tuttavia, è efficace. Possono persino peggiorare i sintomi o portare allo sviluppo di malattie secondarie. Se sospettate di avere la clamidia, rivolgetevi sempre al medico.

Chiarito questo, e seguendo i consigli dell’OMS, lo schema terapeutico principale per curare la clamidia si basa su:

  • Azitromicina: è il principio attivo più utilizzato per il trattamento dell’infezione da Chlamydia trachomatis. La posologia è di solito 1 grammo in dose singola per via orale.
  • Doxiciclina: somministrata per 7 giorni con dosi di 100 milligrammi (due volte al giorno).

La ricerca indica che entrambi gli antibiotici sono ugualmente efficaci nel trattamento della clamidia. La loro efficacia si aggira intorno al 97-98% alla fine della terapia. La preferenza dell’uno o dell’altro è a discrezione dello specialista. Quando il focolaio dell’infezione è anorettale, l’OMS suggerisce l’uso della doxiciclina.

Trattamenti di seconda linea

I trattamenti farmacologici alternativi suggeriti dal CDC statunitense sono i seguenti:

  • Eritromicina: somministrata in dosi di 500 milligrammi quattro volte al giorno per una settimana. La ricerca indica che i risultati sono positivi solo quando il trattamento viene prolungato per 7 giorni, quindi terapie più brevi sono controindicate.
  • Levofloxacina: con un’assunzione orale di 50 milligrammi per 7 giorni continuativi. Il suo tasso di eradicazione è stato stimato al 92%.
  • Ofloxacina: due volte al giorno in dosi di 300 milligrammi. Il trattamento di 7 giorni si è dimostrato sicuro ed efficace.

Come abbiamo già sottolineato, la terapia viene sempre avviata dietro prescrizione del medico. Non si deve iniziare il trattamento senza la sua supervisione, soprattutto prima che la malattia sia stata confermata da una diagnosi.

Trattamento della clamidia nelle donne in gravidanza

Il trattamento della clamidia durante la gravidanza richiede speciale attenzione
Poiché alcuni antibiotici possono diventare teratogeni o interferire con lo sviluppo della gravidanza, le linee guida per il trattamento cambiano.

Il trattamento della clamidia nelle donne in gravidanza differisce da quanto sopra. L’uso di levofloxacina, ofloxacina e doxiciclina è in genere sconsigliato in questo caso.

Sebbene i pochi studi condotti assicurino un basso rischio, test condotti sugli animali indicano un rischio per il feto. In assenza di prove concrete è quindi preferibile evitare.

La terapia raccomandata in questo caso è azitromicina ed eritromicina. Questi sono i suggerimenti dell’OMS, nelle stesse dosi indicate nella sezione precedente. Gli studi consigliano l’uso del primo farmaco in gravidanza perché la sua efficacia può arrivare fino al 97%.

In caso di reazioni allergiche o ipersensibilità alla formula, è previsto anche l’uso di amoxicillina. In questo caso la dose consigliata è di 500 milligrammi tre volte al giorno per una settimana.

Trattamento della clamidia nei neonati

Se la clamidia non viene rilevata durante la gestazione, il contatto con la cervice durante il parto può infettare il neonato. Di solito si manifesta attraverso congiuntivite o polmonite. Entrambe devono essere confermate attraverso una diagnosi; dopo di che il CDC suggerisce il seguente trattamento:

  • Eritromicina: 50 milligrammi per chilo quattro volte al giorno, per via orale. La terapia deve essere proseguita per 14 giorni.
  • Azitromicina: 20 milligrammi per chilo somministrati per via orale per 3 giorni (una volta al giorno).

L’evoluzione dell’infezione e i possibili effetti avversi nel neonato devono essere attentamente monitorati. Il trattamento negli adolescenti in generale non differisce da quello degli adulti, sebbene l’ultima parola spetti allo specialista.

Avvertenze durante la terapia

I pazienti devono astenersi dai rapporti sessuali durante il trattamento per evitare la diffusione dell’infezione. Anche il partner dovrebbe sottoporsi a esame per escludere o diagnosticare la presenza della malattia e in caso di positività iniziare una terapia antibiotica.

È importante notare che i farmaci non trattano i disturbi associati alla clamidia, ma uccidono solo i batteri che causano la malattia. Le sequele come la malattia infiammatoria pelvica (PID), il tracoma o il linfogranuloma venereo devono essere trattate separatamente.

Naturalmente, va ricordato che il trattamento per la clamidia non impedisce al paziente di contrarre l’infezione in futuro. Ecco perché si consiglia di modificare alcune abitudini per ridurre le possibilità di reinfezione. L’uso del preservativo, ad esempio, è il primo passo per evitare questa e altre malattie sessualmente trasmissibili.

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